L’attacco ai sistemi di refrigerazione
Quando pensiamo alla ciber‑sicurezza, spesso immaginiamo email di phishing, password rubate o siti web inattivi. Tuttavia i sistemi informatici controllano anche attività che non associamo immediatamente a una schermata, come la conservazione di alimenti alla temperatura corretta. Nei supermercati, gran parte di questa operazione è affidata a dispositivi elettronici che monitorano e gestiscono le unità di refrigerazione. Fino a poco tempo fa nessuno si chiedeva come potesse essere compromessa una catena del freddo.
Nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre, gli hacker sono riusciti a intervenire da remoto sui controller responsabili della regolazione della temperatura negli impianti di refrigerazione di numerosi ipermercati francesi. Le informazioni provengono da AFP e Reuters, che hanno confermato che gli aggressori hanno alterato il funzionamento dei sistemi, facendo aumentare la temperatura interna dei frigoriferi.
Danni e perdita di alimenti
I controller colpiti non solo monitorano la temperatura, ma coordinano anche i cicli di scongelamento, fondamentali per eliminare la brina accumulata. Secondo BFMTV, citata da AFP, gli aggressori hanno attivato a distanza la funzione di scongelamento, provocando un surriscaldamento dei contenuti fino a superare i limiti di sicurezza alimentare. Non è ancora chiaro come siano riusciti ad accedere ai dispositivi, ma il meccanismo di attivazione del ciclo di scongelamento è stato identificato come la causa principale dell’anomalia.
Le prime stime di Les Mousquetaires, proprietaria di Intermarché, indicavano circa 150 punti vendita interessati, con temperature che hanno raggiunto i 50 °C per sei ore consecutive. La catena ha dovuto eliminare tutti gli alimenti contaminati per prevenire rischi sanitari.
- Intermarché: circa 300 negozi colpiti
- Netto: incluso nel conteggio di Intermarché
- Coopérative U: più di 100 negozi
- E.Leclerc: diversi punti vendita
- Carrefour: 80 supermercati
Una successiva comunicazione ha confermato che l’attacco ha interessato almeno 300 negozi di Intermarché e Netto, oltre a più di 100 di Coopérative U e vari punti di E.Leclerc. Anche Carrefour ha segnalato 80 supermercati coinvolti. La Procura di Parigi sta indagando, valutando anche la possibile correlazione con incendi segnalati nello stesso periodo.
Dispositivi obsoleti
Una delle piste investigative riguarda l’età dei controller compromessi. Danfoss, produttore dei dispositivi, ha dichiarato a AFP che i modelli AK‑SM800 e AK‑SC355 sono tra quelli colpiti e non ricevono più aggiornamenti di sicurezza. Il produttore aveva già documentato attacchi simili contro supermercati in Russia e Israele nel 2022, sempre sfruttando i controller AK‑SM800.
Esiste inoltre una vulnerabilità conosciuta, CVE‑2025‑41450, che riguarda la serie AK‑SM 8xxA e consente di esporre informazioni interne sensibili. Tuttavia, al momento non ci sono prove che questo specifico bug sia stato sfruttato nell’attacco francese.
Indagini delle autorità
La Procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per identificare le vittime e quantificare i danni attribuibili al cyber‑attacco. Parallelamente, il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha incaricato l’ANSSI (Agenzia Nazionale di Sicurezza dei Sistemi d’Informazione) di esaminare l’incidente. Secondo una fonte governativa citata da Reuters, l’ANSSI ha individuato una vulnerabilità nel software di Danfoss, ma non è ancora confermato se sia stata effettivamente utilizzata per penetrare nei sistemi.
La Francia sta inoltre coordinando le proprie indagini con altri Paesi europei per valutare eventuali ricadute trasversali. L’identità degli aggressori rimane sconosciuta.
Altri incidenti in Europa
Mentre le autorità francesi approfondiscono le loro indagini, il gruppo olandese Ahold Delhaize ha segnalato un diverso incidente di sicurezza informatica nella propria rete. In Olanda, la catena Albert Heijn ha subito interruzioni del sito web, dell’applicazione mobile e delle consegne a domicilio. In Belgio, Delhaize ha scollegato preventivamente parte dei sistemi interni e il servizio clienti è stato temporaneamente inattivo.
Nonostante le difficoltà operative, i negozi sono rimasti aperti e, per il momento, non ci sono prove che colleghino questi problemi al cyber‑attacco che ha colpito la refrigerazione in Francia.
Implicazioni per la sicurezza fisica
Il caso francese dimostra come la ciber‑sicurezza non si limiti più alla protezione di dati sensibili o di transazioni finanziarie, ma possa influenzare direttamente il mondo fisico. La manipolazione dei controller di refrigerazione ha messo a rischio la catena del freddo, con conseguenze dirette sulla salute dei consumatori.
La lezione è chiara: le organizzazioni devono considerare tutti gli elementi della propria infrastruttura – anche quelli apparentemente più “invisibili” – come potenziali vettori di attacco. Aggiornamenti regolari, sostituzione di hardware obsoleto e monitoraggio continuo sono passi imprescindibili per ridurre la superficie di attacco.
In sintesi, l’att
