L'agenzia britannica Ofcom ha recentemente rivelato che TikTok e YouTube non hanno implementato misure adeguate per proteggere i minori britannici da contenuti online inappropriati. Secondo il report pubblicato da Ofcom, entrambi i colossi non hanno apportato cambiamenti significativi all’algoritmo che gestisce l’offerta di contenuti all’interno delle piattaforme.

Manca la protezione efficace per i minori

Ofcom ha sottolineato come non siano state introdotte misure ritenute sufficientemente efficaci per limitare l’esposizione dei minori a contenuti non adatti. Inoltre, nessuna tra le sei aziende esaminate ha implementato un sistema di verifica dell’età efficace e rigoroso, un aspetto cruciale per garantire la protezione online dei giovani utenti.

Il report di Ofcom verte su una richiesta inoltrata alle aziende di Meta (Facebook e Instagram), Snap, Roblox, TikTok e YouTube circa due mesi fa per comprendere le strategie di protezione adottate. Le risposte ricevute entro il 30 aprile sono state analizzate e pubblicate in un report disponibile in formato PDF.

Risposte e promesse da parte di Meta, Snap e Roblox

Le aziende hanno fornito risposte diverse su come intendono tutelare i minorenni. Snap ha annunciato l'intenzione di migliorare le protezioni esistenti per impedire che adulti entrino in contatto con adolescenti. Roblox, invece, ha già comunicato l'implementazione di restrizioni per limitare l’accesso in base ai limiti di età.

Per quanto riguarda Meta, i piani prevedono l’eliminazione dell’elenco delle connessioni su Instagram e l’introduzione di uno strumento alimentato dall’AI nel messenger per rilevare conversazioni sessualizzate tra adulti e minorenni. Tale misura sarà possibile una volta rimossa la crittografia end-to-end.

Secondo il report, tutte le aziene hanno espresso l’intento di effettuare una valutazione complessiva dei rischi online per i minori. Inoltre, Meta introdurrà nuove impostazioni per limitare i suggerimenti di contenuti non adatti a coloro che non hanno raggiunto la maggiore età.

TikTok e YouTube non modificano algoritmi

TikTok e YouTube, invece, non hanno annunciato alcun cambiamento significativo rispetto all’approccio attuale. Le due piattaforme hanno dichiarato che i loro feed personalizzati sono già ritenuti sicuri per bambini e ragazzi. Tuttavia, Ofcom critica apertamente queste affermazioni, ritenendole poco convincenti in assenza di misure concrete.

A causa di questa mancanza, Ofcom potrebbe aprire indagini ufficiali e applicare delle sanzioni alle due piattaforme. Il rispetto della normativa in materia di protezione dei minori online, infatti, risulta essenziale per gli operatori del settore.

L’età minima non è rispettata

Secondo i dati presentati, circa l’84% degli utenti sotto i 13 anni è in grado di accedere liberamente alle principali app di social media e video online. Ofcom ha evidenziato questa criticità e sta sollecitando il governo britannico a introdurre una normativa sulla verifica dell’età obbligatoria.

Se l’autorità riuscirà a convincere il governo a intervenire, potrebbe essere introdotto un bando dell’accesso ai social per utenti che non hanno compiuto i 16 anni. Tale misura, se concretizzata, potrebbe rappresentare un modello per altri Paesi europei.

Le conseguenze per l’industria

I contenuti digitali sono ormai una componente inevitabile per tante fasce d’età, e la loro gestione richiede interventi strutturali da parte dei governi e dei gestori di piattaforme tecnologiche. L’assenza di misure rigorose in materia di protezione dei minori sta mettendo a rischio aziende di spicco, come le stesse TikTok e YouTube.

Pur non mancando promesse di evoluzione da parte di altre aziende, l’implementazione pratica e verificabile delle linee guida diventa sempre più critica. Misure come la valutazione dei rischi, la moderazione dei contenuti e la verifica dell’età non possono più essere procrastinate.

Per le piattaforme digitali, il momento di fare scelte responsabili – e non semplicemente strategiche – è ormai arrivato. La protezione dei minori online non è più una questione secondaria, ma una priorità etica e normativa imprescindibile.