Il Garante per la protezione dei dati personali ha ricevuto, nei primi sette mesi del 2026, più di 37 000 segnalazioni di chiamate indesiderate, note come telemarketing illecito. Si tratta di un fenomeno che non solo utilizza numeri falsi, ma spesso comporta una grave violazione della privacy, poiché i call center accedono ai dati personali degli utenti senza il loro consenso.

Il panorama delle segnalazioni

Nel 2025 il Garante aveva registrato oltre 104 000 segnalazioni, pari a una chiamata ogni cinque minuti. Nel 2026, nonostante gli sforzi di contrasto, le segnalazioni sono rimaste elevate: circa 37 000 in sette mesi, cioè circa 170 al giorno.

Filtri anti‑spoofing di AGCOM

I filtri anti‑spoofing introdotti da AGCOM hanno ridotto drasticamente le chiamate provenienti dall’estero, ma il telemarketing illecito continua a prosperare grazie a reti interne e a un mercato nero di dati personali.

Il mercato nero dei dati personali

Pasquale Stanzione, presidente del Garante, Ginevra Cerrina Feroni, vice presidente, e Agostino Ghiglia, componente del Collegio, hanno illustrato come i dati personali siano ormai una merce di scambio. Le telefonate indesiderate nascondono dietro di sé una filiera criminale che acquista, vende e utilizza i dati senza autorizzazione.

Sanzioni e confische

Dal 2020 il Garante ha irrogato sanzioni per oltre 200 milioni di euro. In caso di violazioni sistematiche, è stata disposta la confisca delle banche dati, impedendo la loro circolazione anche tramite terzi. Tra le sanzioni più pesanti, una multa di 9,5 milioni di euro è stata inflitta a TIM per non aver vigilato sull’operato dei call center.

Il ruolo delle associazioni dei consumatori

Le associazioni dei consumatori possono agire per conto degli utenti, richiedendo risarcimenti per le violazioni del GDPR. Il loro intervento è fondamentale per far valere i diritti dei cittadini e per spingere le imprese a rispettare le norme sulla privacy.

Pixel di tracciamento e nuove linee guida

Durante il convegno è stato discusso anche l’uso dei pixel di tracciamento, piccole immagini invisibili inserite nelle email per raccogliere informazioni su IP, dispositivo, tempo di lettura e numero di aperture. Le aziende dovranno adottare le misure previste dalle linee guida entro il 29 ottobre, al fine di garantire una maggiore trasparenza e protezione dei dati.

Prospettive future

Il Garante continuerà a monitorare il fenomeno, potenziando le collaborazioni con AGCOM e le autorità internazionali. L’obiettivo è ridurre ulteriormente le segnalazioni, rendere inefficace il mercato nero di dati e garantire che le imprese rispettino le normative sulla privacy.