Uno studio di Stl Partners su 70 piattaforme enterprise in 22 operatori sposta il focus dal catalogo dei servizi alla capacità di costruire basi industriali, governance e modelli di monetizzazione capaci di reggere nel tempo. Telco-as-a-platform non è più solo uno slogan utile per raccontare la diversificazione dei ricavi, ma un criterio con cui misurare la capacità reale degli operatori di uscire dalla sola logica della connettività.

È questo il punto più interessante del report pubblicato a maggio 2026 da Stl Partners, che analizza 70 piattaforme enterprise di 22 operatori e cerca di distinguere chi sta davvero costruendo un modello di piattaforma da chi invece somma iniziative digitali senza averne ancora la struttura industriale.

Il valore centrale dell’analisi

Il valore dell’analisi sta soprattutto nella sua attenzione alle architetture, ai processi e alle scelte organizzative. Non si premia la semplice presenza di nuovi servizi, ma si cerca di capire se dietro quelle offerte esistano scelte coerenti con una trasformazione profonda. La chiave non è quindi quanti prodotti digitali un operatore abbia a catalogo, ma se essi siano parte di un sistema scalabile, integrato e monetizzabile anche al di fuori del perimetro tradizionale della rete.

La complessità dei servizi digitali

Per anni il dibattito sul riposizionamento delle telco si è concentrato su edge, cloud, sicurezza, piattaforme verticali, servizi per imprese e API di rete. Questo scenario è rimosso di contesto attraverso una distinzione chiara: non tutto ciò che è digitale è automaticamente una piattaforma. Rimangono esclusi, ad esempio, le iniziative troppo service-led e le proposte pure-play.

    • Sd-Wan e Sase: rimangono iniziative di base che non evolvono in modelli avanzati
    • Edge, reti private e satellitari: considerati segnali di preparazione, non piattaforme mature

Questa distinzione è cruciale per il mercato italiano ed europeo perché sposta le metriche dal semplice accesso ad alcuni servizi digitali a una strategia industriale chiaramente articolata.

La struttura del mercato

La fotografia scattata da Stl Partners mostra un mercato ancora in transizione. Di 70 piattaforme analizzate, 17 restano vicine al core connectivity, 33 si collocano in una fascia intermedia e 20 si trovano più lontane dal business storico degli operatori.

    • Fascia vicina al core: cloud interconnect, gestione IoT, NaaS, UCaaS, CCaaS, CPaaS
    • Fascia intermedia: cybersicurezza, piattaforme IoT verticali, estesa monetizzazione API rete, marketplace terza parte
    • Fascia lontana: piattaforme sanitarie, servizi AI, servizi Ott, ecosistemi consumer, cloud hyperscaler, mobile money

I dati rivelano una profonda divisione nel mercato, indicando che solo in alcuni settori gli operatori riescono a trasformare la digitalizzazione in una capacità strategica diversificata.

Il framework di valutazione

L’elemento più solido del report è il framework di valutazione del modello Telco-as-a-platform, basato su tre layer e 24 metriche proxy. Le valutazioni comprendono aspetti sia della singola piattaforma che dell’intero contesto telco. È un approccio metodologico fondamentale perché mette in focus la natura complessivamente industriale di una piattaforma.

Fase di fondazione

Il primo livello del framework analizza la capacità di ridurre il Capex, la presenza di competenze future, il ricavo per dipendente, il numero di brevetti, la diffusione delle reti private, di rollout 5G standalone e partnership satellitari. Tutti questi aspetti sono riconosciuti come fondamentali per la sostenibilità di una piattaforma.

Predisposizione aziendale

Il secondo livello riguarda il cosiddetto “mindset” delle aziende: in pratica, la tendenza ad adottare una prospettiva di sviluppo orientato a piattaforme. Vengono analizzati la partecipazione agli ecosistemi industriali, l’impegno del management, la strategia sui settori verticali, l’openness verso API, la presenza di piattaforme consumate e gli annunci su GenAi.

Esecuzione operativa

Il terzo livello, infine, si concentra sull’execution: si valuta la capacità di costruire architetture integrate, modelli monetari resilienti e un ecosistema scalabile. Vannesi considerati aspetti come:

    • Presenza di portali clienti
    • Integrazione tramite API
    • Modularità del portafoglio
    • Pricing as-a-service
    • Modello di ricavo
    • Presenza in marketplace hyperscalers
    • Capacità di operare al di fuori della rete
    • Pratiche di co-creazione
    • Acquisizioni strategiche

La piattaforma come macchina di monetizzazione

La chiave per il successo delle piattaforme non sta solo nel prodotto, ma in un processo che unisce design del servizio, governance, accesso tecnologico e una disciplina esecutiva forte. La trasformazione non è un’estensione del portafoglio, ma una costruzione di nuove competenze e modelli operativi.

Piattaforme richiedono una diversa logica rispetto a quella storica delle telco. Dall’affidabilità delle reti al rispetto della conformità, bisognerà aggiungere apertura, modularità, partnership e uno sviluppo iterativo basato su feedback e dati di mercato.

Le sfide del mercato europeo

Per il mercato europeo in particolare, la trasformazione in una piattaforma è critica. Con margini sotto pressione, pressione sull’investimento e una crescente concorrenza da parte dei players software, si necessita di una visione chiara. La piattaforma può funzionare solo se il modello telco si apre a nuovi ecosistemi.

Un’opportunità con sfida chiara

Mettere insieme la cultura tradizionale delle telco con un mindset aperto e orientato alla piattaforma è sfida cruciale. Gli operatori che affrontano questa sfida con un modello organizzativo coerente, una governance forte e una visione aperta, avranno un vantaggio strategico unico.

Il lavoro di Stl Partners serve per orientare il percorso. Non si tratta di misurare il successo finanziario ma piuttosto la consistenza strategica e il potenziale scalabile. Per chi si muove oggi verso questa trasformazione, il report fornisce una chiave per capire quanto e dove bisogna sforzarsi.