Il problema della progettazione dei chip
L'intelligenza artificiale richiede chip sempre più potenti, ma la creazione di questi componenti è un processo lento e complesso. Attualmente, la progettazione di un nuovo chip può richiedere dai due ai tre anni, con fasi di definizione dell'architettura, posizionamento dei componenti, simulazione e verifica. Questa tempistica rappresenta un collo di bottiglia fondamentale nella corsa verso IA più avanzate.
Ricursive Intelligence: AI che progetta chip
Ricursive Intelligence nasce con l'obiettivo di invertire la dinamica tradizionale: l'IA diventa parte integrante del processo di design dei chip. La startup sta sviluppando sistemi di intelligenza artificiale capaci di generare layout di chip, apprendere dalle scelte fatte e migliorare automaticamente le versioni successive. In teoria, il ciclo di sviluppo potrebbe essere ridotto da anni a poche settimane, permettendo iterazioni rapidissime.
Le radici di Goldie e Mirhoseini
Anna Goldie e Azalia Mirhoseini hanno già dimostrato il potenziale dell'IA nella progettazione hardware. Prima di fondare Ricursive, hanno co-condotto AlphaChip presso Google, una piattaforma che riusciva a produrre layout di chip in ore anziché in settimane o mesi, contribuendo alla realizzazione di diverse generazioni di Tensor Processing Units (TPU). Entrambe hanno inoltre co-fondato il team “ML for Systems” di Google e hanno ricoperto ruoli chiave in Anthropic e DeepMind.
Goldie, CEO e fondatrice, possiede un dottorato in informatica conseguito a Stanford ed è stata nominata tra i “35 Innovatori Under 35” di MIT Technology Review. Mirhoseini, CTO e co-fondatrice, è assistente professor di informatica a Stanford e ha avviato lo Scaling Intelligence Lab, focalizzato sull’ottimizzazione di modelli di IA su larga scala.
Finanziamento e ambizioni
Ricursive Intelligence è stata lanciata alla fine del 2025. In soli quattro mesi ha raccolto 335 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 4 miliardi di dollari** in una Serie A da 300 milioni. Tra gli investitori figura Nvidia, segno della fiducia dell'ecosistema hardware nell'approccio della startup.
L'obiettivo dichiarato è automatizzare l'intero flusso di progettazione, dal posizionamento dei componenti alla verifica finale, consentendo al sistema di apprendere dalle iterazioni precedenti. Un tale acceleratore potrebbe aprire la strada a nuove architetture di chip, più efficienti e capaci di supportare modelli di IA ancora più potenti.
TechCrunch Disrupt 2026
Il TechCrunch Disrupt 2026, in programma dal 13 al 15 ottobre presso il Moscone West di San Francisco, vedrà Goldie e Mirhoseini sul “Disrupt Stage” con la sessione “When AI Starts Designing Its Own Hardware”. L'evento prevede oltre 200 sessioni, sei stage tematici, tavole rotonde e breakout.
- Oltre 10.000 fondatori, investitori e leader tecnologici attendono l'evento
- 250+ speaker internazionali
- 300+ startup espositive
- Opportunità di matchmaking, dealmaking e networking intensivo
Il giorno di chiusura è l’ultima occasione per risparmiare fino a 200 dollari sul pass Disrupt, con la possibilità di acquistare un secondo biglietto al 50 % di sconto su tipologie selezionate.
Il potenziale ciclo di feedback
Il modello proposto da Ricursive crea un ciclo virtuoso: l'IA contribuisce a progettare hardware più avanzato, l'hardware potenzia a sua volta l'IA, che a sua volta può ottimizzare il prossimo ciclo di design. Questo feedback loop potrebbe ridurre drasticamente il divario temporale tra l'innovazione algoritmica e quella hardware, permettendo di sperimentare architetture non convenzionali in tempi record.
Cosa aspettarsi dal futuro
Se Ricursive riuscirà a realizzare le proprie promesse, la velocità di sviluppo dei chip potrebbe diventare un vantaggio competitivo chiave per le aziende che investono in IA. Inoltre, la capacità di un sistema di apprendere dal proprio processo di progettazione potrebbe portare a soluzioni di design autonome, riducendo la dipendenza da esperti umani e abbassando i costi di sviluppo.
Per i fondatori, gli investitori e i leader tecnologici presenti a Disrupt, la sessione di Goldie e Mirhoseini rappresenta un’opportunità unica per comprendere come il prossimo salto di qualità nell'intelligenza artificiale possa dipendere tanto dalla materia prima fisica quanto dagli algoritmi.
