L’Assemblea nazionale della Francia ha approvato l’emendamento I‑1358, inserito nella legge finanziaria 2027, che introduce una nuova imposta sui produttori di dati digitali. La misura prevede un pagamento di 0,055 € per ogni gigabyte trasmesso ai consumatori finali, con l’obiettivo dichiarato di riequilibrare il carico fiscale tra le aziende francesi e le grandi piattaforme internazionali.
Come funziona la tassa e chi è coinvolto
Secondo il testo dell’emendamento, tutte le società che generano traffico dati – tra cui Amazon, Meta, Google, Netflix e Akamai – dovranno versare l’imposta per ogni GB inviato agli utenti. Le entrate previste ammontano a circa 10 miliardi di euro annui, con la misurazione dei volumi affidata ai provider di servizi internet (ISP). L’importo totale dovuto da ciascun provider è limitato al 15 % del fatturato realizzato in Francia o al 2 % del fatturato mondiale dell’esercizio corrente.
Un punto critico è l’assenza di esenzioni per le organizzazioni non profit. La normativa non distingue tra aziende a scopo di lucro e enti che operano grazie a donazioni, esponendo questi ultimi a costi potenzialmente gravosi.
La reazione di VideoLAN
VideoLAN, la fondazione francese dietro il popolarissimo player open source VLC, ha espresso la sua ira su X, definendo la tassa “una decisione dei socialisti che non capiscono nulla”. In un primo post, la fondazione ha citato il deputato Laurent Lhardit, autore dell’emendamento, evidenziando che la misura costerebbe a VideoLAN più di un milione di euro all’anno.
Lhardit ha risposto sostenendo che l’imposta prevede un tetto massimo e che, nel caso di VideoLAN, non si applicherebbe. Ha invitato l’organizzazione a leggere il testo dell’emendamento prima di “buttarsi nella mischia”.
Le parole di VideoLAN
VideoLAN ha replicato in tono sarcastico, accusando il deputato di non comprendere i principi fondamentali dell’economia digitale:
- “Non hai la minima idea di cosa stai parlando.”
- “Dire che Facebook, Instagram e altri social network non sono orientati al profitto perché sono gratuiti dimostra una totale incomprensione dei modelli di business.”
- “Non capisci la differenza tra ricavi e profitti, né cosa sia un’organizzazione senza scopo di lucro.”
- “Non comprendi nulla di sicurezza e aggiornamenti.”
Il tono della replica ha suscitato l’appoggio di altri esponenti del settore digitale, tra cui Xavier Niel, fondatore di Iliad, che ha definito i deputati socialisti “ignoranti e incompetenti”.
Prospettive legislative e impatto sui consumatori
La legge di bilancio deve ancora attraversare il Senato, dove la maggioranza è repubblicana. Se l’emendamento verrà bocciato, la tassa non entrerà in vigore; altrimenti, l’onere fiscale sarà trasferito, in ultima analisi, agli utenti finali.
Il dibattito solleva questioni più ampie sulla sovranità tecnologica, la tassazione delle big tech e l’equità fiscale tra operatori profit e organizzazioni no‑profit. La posizione di VideoLAN evidenzia il rischio di penalizzare progetti open source e iniziative culturali non commerciali in nome di una più ampia lotta contro l’evasione fiscale delle grandi piattaforme.
