Introduzione alla suite Craft e al modello MCP

La suite Craft dello studio ArtCraft conta 13 app gratuite e open source scritte in Rust, che replicano le funzionalità di Photoshop, Excel, Word, AutoCAD e di altri nove programmi. Ogni app espone un server MCP (Model Context Protocol) che la collega a Claude Code con un semplice comando. Il 14 ottobre 2026 le abbiamo provate tutte, una per una, con Claude Code, che ha portato a termine i 13 compiti senza toccare il mouse.

MCP è lo standard con cui un assistente AI usa strumenti esterni. Nelle app Craft, ogni voce di menu è un comando con un nome stabile; l’interfaccia, la riga di comando, il canale JSON e il server MCP chiamano gli stessi comandi. In teoria, ciò che una persona fa con il mouse può essere replicato da un agente AI, ma nella pratica dipende dall’app, dalle cartelle a cui l’agente può accedere e dal livello di fiducia nel software ancora in fase alpha.

Le 13 app Craft: panoramica e download

Le 13 app della suite Craft sono gratuite e si scaricano dalle release GitHub di storytold, senza bisogno di account. Su macOS il server MCP è contenuto in uno zip separato della CLI; su Windows è distribuito come pacchetto MSI, mentre su Linux è disponibile nei pacchetti deb e rpm.

Le app sono:

    • PhotoCraft (clone di Photoshop)
    • VectorCraft (Illustrator)
    • LightCraft (Lightroom)
    • FilmCraft (Premiere Pro)
    • PdfCraft (Acrobat)
    • EffectCraft (After Effects)
    • DesignCraft (InDesign)
    • WordCraft (Word)
    • GridCraft (Excel)
    • DeckCraft (PowerPoint)
    • CADCraft (AutoCAD)
    • SoundCraft (Pro Tools)
    • FigCraft (Figma)

Come scaricare le CLI

Per macOS, scaricare il file <app>-cli-<versione>-macos-universal.zip dalla pagina delle release. Per Windows, il pacchetto MSI installa la CLI in C:\Program Files\\, fuori dal PATH, quindi è necessario specificare il percorso completo. Su Linux, installare i pacchetti corrispondenti.

Ogni release pubblica un file SHA256SUMS.txt per verificare l’integrità del download. Ad esempio, per PhotoCraft 0.8.2 l’impronta dello zip corrisponde a quella dichiarata.

Cosa fa il server MCP di un’app Craft?

Il server MCP è un programma a riga di comando (es. photocraft-cli mcp o gridcraft-cli mcp) che espone all’agente i comandi dell’app come strumenti da chiamare, permette di ispezionare il documento e restituisce un’immagine del risultato. L’agente lavora sui file, non sullo schermo.

Il server può operare in due modalità:

    • Headless: parte senza finestra e lavora sui file con un motore interno.
    • Collegata (opzioni --bridge, --connect o --attach a seconda dell’app): si aggancia all’app desktop già avviata, modificando il documento mentre lo osservi sullo schermo.

Struttura dei comandi e compatibilità

Le app non condividono un server unico; ognuna ha il proprio eseguibile e i propri nomi di strumenti. Sei app (PhotoCraft, VectorCraft, LightCraft, FilmCraft, PdfCraft, EffectCraft) espongono cinque strumenti comuni introdotti il 6 ottobre:

    • command_list
    • command_run
    • command_batch
    • doc_inspect
    • render_preview

Le altre sette app usano ancora i nomi storici (listcommands, execute o runcommand). Per chi scrive i prompt, Claude legge l’elenco degli strumenti automaticamente; per chi scrive script, la differenza è significativa.

Tabella riepilogativa dei server MCP

La tabella sottostante riassume l’avvio del server, il numero di strumenti MCP e il tipo di output che l’agente può vedere per ciascuna app, basata sulle versioni più recenti pubblicate tra il 12 e il 14 ottobre 2026.

App (clone di)Avvio del serverStrumenti MCPCosa vede l'agenteVersione
PhotoCraft (Photoshop)photocraft-cli mcp25Anteprima PNG del documento0.8.2
VectorCraft (Illustrator)vectorcraft-cli mcp32Anteprima PNG e screenshot0.11.0
LightCraft (Lightroom)lightcraft-cli mcp17 fissi più 313, uno per comandoFoto sviluppata in PNG o JPEG0.8.0
FilmCraft (Premiere Pro)filmcraft-cli mcp --demo17Singolo fotogramma in PNG0.7.2
PdfCraft (Acrobat)pdfcraft-cli mcp --root163 (17 in modalità compatta)Pagina in PNG fino a 600 dpi0.8.0
EffectCraft (After Effects)effectcraft-cli mcp27, più 9 con l'app apertaFotogramma PNG, anche trasparente0.10.0
DesignCraft (InDesign)designcraft-cli mcp25Pagina impaginata in PNG0.8.0
WordCraft (Word)wordcraft-cli mcp16Pagina in PNG0.7.0
GridCraft (Excel)gridcraft-cli mcp21Nessuna anteprima, solo i dati delle celle0.7.0
DeckCraft (PowerPoint)deckcraft-cli mcp25Slide in PNG0.7.0
CADCraft (AutoCAD)cadcraft-cli mcp12Disegno in PNG0.7.0
SoundCraft (Pro Tools)soundcraft-cli mcp17Nessuna immagine, picco e loudness del mix0.7.0
FigCraft (Figma)figcraft-cli mcp18Screenshot PNG di pagine e livelli0.6.0

Il numero di strumenti può risultare ingannevole: PdfCraft ne espone 163 perché ha uno strumento dedicato per quasi ogni operazione sui PDF (firme, moduli, redazione, OCR). GridCraft ne ha 21, ma uno di questi (execute_command) raggiunge qualunque comando del programma. Per l’agente, il dato più importante è se può vedere il risultato: GridCraft e SoundCraft non restituiscono immagini in modalità headless, quindi l’agente deve leggere valori delle celle o livelli del mix.

Collegare un’app Craft a Claude Code

La procedura è identica per tutte le app; cambiano solo il nome dell’eseguibile e le opzioni specifiche.

Passaggi fondamentali

    • Scarica la CLI: estrai lo zip (macOS) o installa il MSI (Windows) o il pacchetto (Linux).
    • Verifica l’integrità: confronta il checksum SHA256 con SHA256SUMS.txt.
    • Prepara le cartelle: crea una cartella di lettura e una di scrittura per l’agente. Ogni app definisce il proprio “confine” di accesso al disco.
    • Registra il server con il comando claude mcp add, inserendo le opzioni del server dopo il separatore --.
    • Controlla la connessione con claude mcp list o usando il comando /mcp dentro Claude Code.

Esempio pratico per PhotoCraft su macOS

scompatta la CLI e mettila in una cartella del PATH

unzip photocraft-cli-0.8.2-macos-universal.zip

mkdir -p ~/.local/bin ~/craft/in ~/craft/out

cp photocraft-cli-0.8.2-macos-universal/photocraft-cli ~/.local/bin/

registra il server in Claude Code con due cartelle consentite

claude mcp add photocraft -- \

photocraft-cli mcp \

--automation-read-root ~/craft/in \

--automation-write-root ~/craft/out

verifica la connessione

claude mcp list

Il doppio trattino (--) è fondamentale: tutto ciò che segue viene passato al server senza modifiche. Senza di esso, Claude Code interpretarebbe --automation-read-root come sua opzione.

Scope e configurazioni avanzate

Il comando di registrazione può includere l’opzione --scope:

    • --scope user: rende il server disponibile a tutti i progetti dell’utente.
    • --scope project: salva la configurazione in un file .mcp.json nella cartella del progetto, da condividere nel repository.

Per DeckCraft e CADCraft la documentazione non fornisce un comando claude mcp add, ma solo una configurazione JSON da inserire in .mcp.json. Ecco un esempio:

{

"mcpServers": {

"gridcraft": {

"command": "gridcraft-cli",

"args": ["mcp"]

},

"deckcraft": {

"command": "deckcraft-cli",

"args": ["mcp"]

},

"pdfcraft": {

"command": "pdfcraft-cli",

"args": ["mcp", "--root", "/Users/tuonome/craft/lavoro"]

}

}

}

Chi lavora per clienti diversi può mantenere un file .mcp.json per ogni cartella di progetto, specificando le cartelle consentite secondo le linee guida su come isolare gli ambienti di Claude Code.

Limiti, consigli e best practice

Non tutti i server MCP restituiscono un’anteprima visiva. In modalità headless, app come GridCraft e SoundCraft forniscono solo dati testuali (celle, picchi di audio). Per questi casi è consigliabile abilitare la modalità collegata, se possibile, per osservare i cambiamenti in tempo reale.

Poiché molte app sono ancora in fase alpha, è importante:

    • Verificare i permessi di lettura/scrittura per evitare che l’agente acceda a dati sensibili.
    • Testare ogni comando in un ambiente isolato prima di usarlo in produzione.
    • Mantenere aggiornate le CLI scaricando le nuove release su GitHub.
    • Monitorare i log del server MCP per individuare errori o comportamenti inattesi.

Conclusioni

La suite Craft, con i suoi 13 server MCP, offre una piattaforma potente per automatizzare workflow tipici di Photoshop, Excel, Word e altri software professionali, tutto tramite Claude Code. Sebbene la configurazione richieda attenzione ai percorsi, ai permessi e alle differenze tra le versioni dei comandi, i risultati dimostrati dal test del 14 ottobre 2026 mostrano che è possibile completare interi progetti senza alcun intervento manuale.

Con le guide specifiche per ogni app, la documentazione di Claude Code e le best practice illustrate, gli sviluppatori e i creativi possono ora sfruttare al massimo le potenzialità di questa integrazione AI‑first, riducendo tempi di produzione e aprendo nuove possibilità di automazione creativa.