Il rifiuto delle grandi operatrici e la decisione di Musk

Negli ultimi mesi Elon Musk ha bussato alle porte delle principali operatori statunitensi con una proposta semplice: utilizzare le reti telefoniche esistenti per offrire un servizio di telefonia mobile via satellite tramite Starlink. Tutte le risposte sono state negative. Il consiglio di amministrazione di T‑Mobile, guidato da Srini Gopalan, ha escluso qualsiasi accordo di operatore mobile virtuale (OMV) con SpaceX, definendo il satellite una “versione inferiore del FWA con ancora più limitazioni, come la dimensione del fascio”. Anche Verizon, rappresentata da Dan Schulman, ha dichiarato di non vedere alcun beneficio nell’offrire una piattaforma OMV a un provider satellitare.

Di fronte a questi rifiuti, Musk ha scelto la via più audace: costruire una propria operatrice mobile, senza dipendere da reti di terzi.

Acquisto dello spettro e prime mosse strategiche

Il primo passo è stato acquisire lo spettro radio, la risorsa più limitata nel settore. SpaceX ha pagato a EchoStar circa 17 000 milioni di dollari, in contanti e azioni, per ottenere frequenze nella banda dei 2 GHz, ideali per comunicare con dispositivi mobili dallo spazio. Successivamente, a ottobre, l’azienda ha concordato l’acquisto di fino a 14 MHz nella banda dei 800 MHz da Grain Management, frequenze a bassa banda che penetrano le pareti e raggiungono gli interni degli edifici.

Secondo SpaceX, con queste bande Starlink Mobile potrebbe diventare “il primo operatore a distribuire spettro sia satellitare che terrestre”. L'approvazione finale spetterà alla Federal Communications Commission (FCC), ma la trattativa è già avviata.

Partnership tecnologiche

Per trasformare lo spettro in una rete operativa, SpaceX ha stretto una partnership con Qualcomm. Il colosso dei chip fornirà le piattaforme Dragonwing, destinate a decine di migliaia di stazioni base terrestri per Starlink Mobile, con un rollout previsto a partire dal 2027.

Bloomberg ha riportato che SpaceX sta cercando di accedere ad almeno 80 000 antenne negli Stati Uniti, pari a circa la metà delle 158 500 torri presenti lo scorso anno, secondo la Wireless Infrastructure Association.

Costruzione dell’infrastruttura terrestre

Pur avendo già i satelliti e lo spettro necessario, Musk ha riconosciuto la necessità di un’infrastruttura di terra robusta. Le antenne e le stazioni base, fornite da Qualcomm, saranno collocate su torri esistenti o su nuove strutture, creando una rete ibrida che combina segnale satellitare e copertura terrestre per garantire qualità e continuità del servizio.

Questa strategia ibrida mira a superare le limitazioni tradizionali del Fixed Wireless Access (FWA), offrendo una copertura più ampia e una latenza ridotta, elementi chiave per competere con gli operatori tradizionali.

Acquisizione di Boost Mobile e il mercato dei clienti

Con satelliti, spettro e infrastruttura terrestre pronti, l’ultimo tassello è rappresentato dalla base clienti. Il Washington Post ha riferito che SpaceX sta negoziando l’acquisto di Boost Mobile, un operatore virtuale con una presenza consolidata nel mercato statunitense della telefonia mobile.

Boost Mobile controlla una quota di mercato che, se integrata con Starlink Mobile, aprirebbe a SpaceX l’accesso a un mercato valutato circa 235 miliardi di dollari. In questo modo Musk potrebbe controllare l’intera catena: dalla trasmissione satellitare, passando per la rete terrestre, fino alla vendita diretta al consumatore finale.

Reazioni in Europa e il panorama globale

In Europa, le principali telecomunicazioni – Telefónica, Orange e Vodafone – si sono unite contro Starlink, come riportato da Forbes, e finora non hanno trovato un partner spaziale. Questo contrasto evidenzia la differenza di approccio: le compagnie tradizionali dipendono da reti esterne, mentre Musk sta costruendo la propria, eliminando la dipendenza da terzi.

Il progetto di Starlink Mobile rappresenta quindi una sfida senza precedenti per le telecomunicazioni globali, con potenziali ripercussioni su regolamentazioni, prezzi e competitività del mercato.

Prospettive future

Se tutti gli elementi – spettro, tecnologia, infrastruttura e base clienti – si allineeranno, Elon Musk potrebbe trasformare Starlink in una delle più grandi operatrici mobili al mondo, integrando servizi di telefonia, dati e connettività IoT in un’unica piattaforma globale. Resta da vedere come le autorità regolamentari, i concorrenti tradizionali e i consumatori accoglieranno questo nuovo modello di rete ibrida.