Introduzione

Il panorama della difesa europea sta cambiando radicalmente: il dominio digitale, guidato dall’intelligenza artificiale, diventa il nuovo campo di battaglia per la sovranità tecnologica. In questo contesto Thales ha presentato HexaForce, una piattaforma di comando e controllo (C2) capace di operare su terra, aria, mare, spazio, cyber e informazione. L’obiettivo dichiarato è trasformare il software di comando in un vantaggio competitivo europeo, mantenendo sotto controllo dati e software di missione.

Il contesto della sovranità tecnologica

Dati provenienti da satelliti, droni, radar e sensori vengono elaborati in tempo reale da algoritmi di AI, per fornire ai comandanti una rappresentazione operativa e suggerire l’impiego ottimale di risorse. Il controllo di questa catena digitale è ora considerato tanto importante quanto le piattaforme fisiche, diventando un asset industriale e geopolitico.

HexaForce: caratteristiche tecniche

HexaForce è stato progettato per gestire operazioni ad alta intensità che possono coinvolgere più di 100.000 persone. La piattaforma integra:

    • Modelli linguistici di grandi dimensioni per l’analisi del linguaggio naturale.
    • Sistemi di AI agentica per correlare informazioni militari, civili e open source.
    • Un’architettura aperta e modulare, capace di integrare tecnologie di fornitori diversi, inclusi sistemi legacy.

Le sperimentazioni condotte hanno aumentato la capacità di elaborazione da circa 100 a 1.000 obiettivi di targeting al giorno. L’esperienza maturata con Artemis.IA, piattaforma data‑centric usata dal Ministero francese delle Forze armate dal 2023, ha contribuito a definire le funzionalità avanzate di AI di HexaForce.

Confronto con Maven di Palantir

Il principale concorrente è Maven Smart System, la piattaforma di Palantir acquisita dalla Nato per l’Allied Command Operations nel marzo 2025. Maven aggrega fonti informative diverse e applica AI alla fusione dei dati di intelligence, al targeting, alla conoscenza dello scenario operativo e alla pianificazione. Dopo sei mesi di implementazione, la piattaforma ha raggiunto la piena capacità operativa tecnica il 22 giugno 2026.

Thales non punta a una semplice sostituzione, ma a definire quale architettura diventerà il tessuto digitale delle forze armate. La differenza chiave è il controllo sovrano dei flussi di dati: HexaForce prevede che le informazioni in entrata e in uscita rimangano sotto il presidio del Paese utilizzatore, mentre Maven è gestito secondo le regole e le infrastrutture statunitensi.

Implicazioni strategiche

Il valore di una piattaforma C2 non risiede solo nelle performance algoritmiche, ma nella capacità di governare aggiornamenti, integrazioni, dati e infrastrutture senza dipendere da vincoli esterni. L’indipendenza dalle International Traffic in Arms Regulations (ITAR) permette ai governi europei di evitare l’obbligo di conformarsi a norme statunitensi che disciplinano l’esportazione di tecnologie militari.

Questo aspetto è cruciale per la continuità operativa in caso di crisi politica o di rottura nei rapporti tra alleati, garantendo che le forze armate possano mantenere la funzionalità della catena di comando anche se le relazioni internazionali si deteriorano.

Aspetti industriali e normativi

Il mercato dei software di difesa è caratterizzato da una forte presenza di fornitori multipli. Le forze armate nazionali devono operare all’interno di coalizioni e utilizzare tecnologie provenienti da Paesi diversi. HexaForce si propone come una soluzione interoperabile, capace di collegare ambienti differenti mantenendo il controllo sui dati.

Le normative ITAR rappresentano un ostacolo per le aziende europee che vogliono esportare sistemi militari avanzati. L’architettura di HexaForce, priva di dipendenze da queste normative, offre un vantaggio competitivo per gli Stati membri che desiderano ridurre la dipendenza da fornitori statunitensi.

Prospettive per l’Europa

Per anni il dibattito sull’autonomia europea nella difesa si è concentrato su caccia, missili, munizioni, satelliti e capacità produttive. L’avanzata dell’AI sposta l’attenzione verso il software che organizza le informazioni prima ancora che una decisione venga presa. Un moderno sistema di comando deve gestire flussi provenienti da sensori, droni, radar, guerre elettroniche e unità sul campo, trasformandoli in dati verificati e utilizzabili.

Chi controlla questa infrastruttura occupa una posizione sensibile nella catena del valore della difesa digitale. La localizzazione dei dati, le modalità di elaborazione, la possibilità di modificare gli algoritmi, l’accesso al codice e la continuità operativa diventano parametri strategici di sovranità.

Test e interoperabilità

HexaForce è stato testato durante il Coalition Warrior Interoperability eXercise 2026 (CWIX) della Nato, un’esercitazione dedicata alla verifica dell’interoperabilità tra i sistemi dei diversi membri dell’Alleanza. La piattaforma supporta gli standard Data‑Centric Security, garantendo la protezione dei dati durante la condivisione e l’elaborazione.

I risultati preliminari mostrano che HexaForce è in grado di:

    • Integrare flussi di dati da più fonti senza compromettere la sovranità nazionale.
    • Ridurre i tempi di pianificazione operativa grazie all’AI agentica.
    • Fornire un’interfaccia modulare compatibile con sistemi legacy.

Conclusioni

HexaForce rappresenta una risposta europea alla crescente dipendenza da piattaforme software statunitensi come Maven. Garantire il controllo sovrano dei dati, l’interoperabilità con la Nato e l’indipendenza dalle normative ITAR può trasformare il software di difesa in un vero e proprio asset di sovranità nazionale.

Se gli investimenti nella difesa europea continueranno a crescere senza un parallelo sviluppo delle capacità digitali, la dipendenza migrarebbe dall’hardware alle piattaforme informatiche. Thales, con HexaForce, tenta di invertire questa tendenza, proponendo un’architettura aperta, modulare e controllata a livello nazionale, ma pronta a operare in coalizione.