Il blackout di Revolut: sintomi e diffusione
Alle prime ore del 20 ottobre 2026, gli utenti di Revolut in Italia hanno iniziato a segnalare problemi su Downdetector. Il messaggio che compare all’apertura dell’app è “Qualcosa è andato storto”, con l’invito a riprovare più tardi; chi riesce ad accedere non vede più il saldo. In meno di un’ora le segnalazioni italiane hanno superato la soglia dei 1.500, secondo Adnkronos. Il fenomeno si è rapidamente esteso a Regno Unito, Irlanda, Francia, Spagna, Romania e Germania.
La pagina di stato ufficiale di Revolut elenca 30 servizi in stato “parzialmente non disponibile”. Tra i più critici:
- Pagamenti con carta fisica e virtuale rifiutati, con prelievi ATM bloccati.
- Bonifici e trasferimenti interni fermi, ricariche da carta non disponibili.
- Cambio valuta, trading di azioni e criptovalute fuori uso.
- Chat di assistenza live, verifica dell’identità e accesso ai “Salvadanai” in difficoltà.
- Problemi analoghi per la piattaforma Business, incluse le API e i pagamenti per i commercianti.
In Irlanda, dove Revolut ha circa 3,4 milioni di clienti, i problemi riguardano pagamenti con carta, bonifici, prelievi e l’accesso al conto. La banca digitale ha comunicato su X (ex Twitter) che sta lavorando alla risoluzione, ma non ha fornito una stima di ripristino né una causa ufficiale.
Google Cloud londinese: la radice del guasto
Parallelamente, la regione europe‑west2 di Google Cloud, situata a Londra, ha iniziato a segnalare errori alle 07:08 ora britannica (08:08 in Italia, 06:08 UTC). La pagina di stato di Google descrive “errori elevati e cadute di rete intermittenti” su 38 prodotti, tra cui Kubernetes Engine, Cloud Run, App Engine, BigQuery Data Transfer Service, Filestore e il servizio gestito per Apache Kafka.
Il motivo identificato è stato un evento di alimentazione nella zona europe‑west2‑b. L’interruzione ha colpito i servizi in quella zona, mentre il resto della regione ha continuato a registrare errori elevati e problemi di rete. Alle 11:58 UTC (13:58 in Italia) l’evento di alimentazione era stato attenuato, ma i carichi di lavoro non potevano ancora essere creati. L’ultimo aggiornamento di Google, alle 12:44 UTC (14:44 in Italia), indicava un “ripristino in corso per la maggior parte dei carichi”, senza dichiarare chiuso l’incidente.
Google ha chiuso formalmente l’incidente alle 14:00 UTC, dopo 7 ore e 52 minuti, dichiarando che il problema era mitigato per la maggior parte dei clienti, con un numero molto piccolo ancora colpito. Un’analisi più dettagliata è stata promessa per il pomeriggio. Reuters, citando RTÉ, ha confermato che la piena disponibilità era stata ripristinata.
Timeline dell’incidente (orari UTC)
- 06:00 – Radar spike (Cloudflare Radar segnala un picco di fallimenti di connessione verso europe‑west2).
- 06:08 – Apertura dell’incidente da parte di Google.
- 08:35 – Nessun workaround disponibile.
- 09:24 – Indagini in corso.
- 11:12 – Mitigazione parziale.
- 11:58 – Evento di alimentazione identificato.
- 12:44 – La maggior parte dei carichi di lavoro è in ripristino.
- 14:00 – Chiusura dell’incidente da parte di Google.
Il legame tra Revolut e Google Cloud
Revolut, banca digitale con sede a Londra, si appoggia a Google Cloud per l’intera infrastruttura tecnologica. Un accordo pluriennale, rinnovato a settembre 2025, prevede l’uso di macchine virtuali Compute Engine e la distribuzione delle applicazioni su più istanze per garantire alta disponibilità durante gli aggiornamenti.
Tuttavia, il caso di studio pubblicato da Google non specifica le regioni in cui sono ospitati i sistemi di Revolut, lasciando incerta la ragione per cui un guasto nella sola zona londinese abbia avuto un impatto così drammatico. Una fonte vicina alla vicenda ha collegato direttamente il blocco di Revolut al guasto di Google Cloud, ma né Revolut né Google hanno confermato ufficialmente questo legame.
Il International Cyber Digest ha evidenziato la coincidenza: “Revolut’s app and cards have stopped working across Europe. Google Cloud's London region is affected by network failures.” Questo suggerisce che la dipendenza da una singola regione, nonostante le best practice di ridondanza, abbia reso Revolut vulnerabile a un singolo punto di guasto.
Impatto sui clienti e le misure di sicurezza
Revolut ha rassicurato gli utenti che “tutti i soldi e i dati dei clienti sono al sicuro”. Nonostante il blocco dei servizi, non sono state segnalate perdite di fondi o violazioni di sicurezza. La banca digitale ha invitato gli utenti a monitorare gli aggiornamenti sulla pagina di stato e a contattare l’assistenza via canale alternativo, dove possibile.
Nel frattempo, gli esperti di sicurezza informatica hanno consigliato di:
- Verificare periodicamente la disponibilità dei servizi tramite canali ufficiali.
- Utilizzare metodi di pagamento alternativi (es. contanti o carte di altre banche) finché il problema persiste.
- Non condividere credenziali o informazioni sensibili in risposta a richieste di supporto non verificate.
Le autorità di vigilanza finanziaria italiane e irlandesi stanno monitorando la situazione, ma finora non hanno emesso avvisi di emergenza, poiché non ci sono state segnalazioni di frodi o di perdita di fondi.
Le lezioni per il settore fintech
Questo incidente mette in evidenza la criticità della dipendenza da fornitori di cloud pubblici. Anche le aziende più grandi, con infrastrutture distribuite su più zone, possono subire interruzioni se un’intera regione subisce un guasto di alimentazione. Alcune raccomandazioni emergono:
- Multi‑region deployment: distribuire i carichi di lavoro su più regioni geografiche per ridurre il rischio di un singolo punto di fallimento.
- Strategie di failover automatico: configurare sistemi che, al primo segnale di degrado, spostino il traffico verso zone o regioni alternative.
- Monitoraggio proattivo: utilizzare strumenti come Cloudflare Radar per rilevare anomalie di rete prima che impattino gli utenti finali.
- Comunicazione trasparente: fornire aggiornamenti tempestivi e dettagliati ai clienti, includendo stime di ripristino e cause tecniche.
Revolut, con più di 5 milioni di clienti in Italia, dovrà probabilmente rivedere la sua architettura di resilienza per evitare future interruzioni di questa portata.
Conclusioni
Il blackout del 20 ottobre 2026 ha dimostrato quanto le infrastrutture cloud siano il cuore pulsante dei servizi fintech moderni. Un guasto di alimentazione nella zona londinese di Google Cloud ha paralizzato Revolut in tutta Europa, lasciando migliaia di utenti senza accesso a fondi, carte e servizi di trading. Sebbene la banca abbia assicurato la sicurezza dei dati e dei fondi, l’incidente ha sollevato interrogativi sulla capacità di gestire la continuità operativa in un ambiente altamente dipendente da fornitori esterni.
Con l’analisi di Google ancora in corso, le autorità e gli esperti del settore attendono un rapporto dettagliato che possa fornire indicazioni su come migliorare la resilienza delle infrastrutture cloud, non solo per Revolut ma per l’intero ecosistema fintech europeo.
