Un nuovo scenario per l’intelligenza artificiale in azienda

Il 28 ottobre Reti, quotata su Euronext Growth Milan e leader nell’IT consulting e nella system integration, aprirà le porte del Campus tecnologico di Busto Arsizio per ospitare il workshop dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano. L’evento, intitolato “Agentic AI: Architetture Avanzate, Reasoning e Protocolli di Integrazione”, è dedicato a una delle evoluzioni più avanzate dell’intelligenza artificiale generativa: l’Agentic AI.

L’Agentic AI si distingue dai tradizionali modelli generativi perché non si limita a produrre contenuti su richiesta. Gli agenti autonomi sono progettati per pianificare attività, organizzare sequenze operative, ragionare in modo strutturato, utilizzare strumenti esterni e collaborare per raggiungere obiettivi complessi. Questo cambiamento trasforma il ruolo dell’AI da supporto passivo a partecipante attivo nei flussi operativi aziendali.

Dal supporto assistivo all’intervento operativo

Per le imprese, la prospettiva è un passaggio da applicazioni AI prevalentemente assistive a sistemi capaci di intervenire direttamente nei processi produttivi. L’automazione diventa più profonda, ma emergono nuove questioni di governance, controllo, sicurezza e integrazione con le infrastrutture esistenti.

Il workshop analizzerà i principali pattern di reasoning, il Tool Calling e gli standard di interoperabilità, con particolare attenzione al Model Context Protocol e alle architetture multi‑agente che consentono l’interazione con fonti informative, applicazioni e servizi esterni.

Implicazioni economiche e operative dell’Agentic AI

L’introduzione di agenti autonomi può incidere in modo significativo sulla struttura dei processi aziendali, sui costi operativi e sulla produttività, soprattutto nei settori ad alta intensità informativa e con attività ripetitive o articolate in più passaggi.

La creazione di valore, tuttavia, dipenderà dalla capacità delle imprese di integrare questi strumenti nei propri sistemi informativi e di definire regole chiare di supervisione delle decisioni automatizzate. Come ha affermato Michele Lucioni, AD e Direttore Generale di Reti:

    • “L’Agentic AI può cambiare il modo in cui le organizzazioni progettano processi e servizi.”
    • “Il valore reale nasce dall’equilibrio tra autonomia dell’agente e controllo umano.”

Strategia di Reti e collaborazione accademica

Reti collabora da anni con l’Osservatorio Artificial Intelligence per avvicinare ricerca, tecnologia e sistema produttivo. Lucioni ha sottolineato che “ospitare questo workshop significa contribuire concretamente alla crescita di una cultura dell’AI fondata su conoscenza, responsabilità e capacità di generare valore reale per il business e per le persone”.

La strategia industriale di Reti prevede investimenti continui in asset tecnologici, competenze specialistiche e progetti AI, con l’obiettivo di supportare le aziende nell’adozione di soluzioni innovative, sicure e sostenibili.

Le sfide per le imprese vanno oltre la tecnologia

Il passaggio a sistemi più autonomi modifica la natura della sfida per il management. Non basta più decidere se adottare l’AI, ma è necessario identificare quali processi affidare agli agenti, definire il grado di autonomia consentito e stabilire i controlli da mantenere in capo alle persone.

Carlo Negri, direttore di ricerca agli Osservatori Digital Innovation e ricercatore senior dell’Osservatorio AI, ha evidenziato:

    • “L’Agentic AI rappresenta una delle frontiere più interessanti dell’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale, aprendo nuove prospettive per l’automazione di attività e processi sempre più complessi.”
    • “La sfida per le imprese non sarà soltanto adottare queste nuove tecnologie, ma comprenderne le potenzialità e integrarle efficacemente nei propri processi, ripensando le modalità di lavoro e definendo adeguati meccanismi di governance e supervisione.”

Il ruolo del confronto tra imprese e ricerca

Il workshop è concepito come un punto di incontro fondamentale per evitare un’adozione frammentata o puramente sperimentale dell’AI. Negri ha concluso che “occasioni di confronto come questo workshop sono fondamentali per approfondire le opportunità tecnologiche e accompagnare le imprese verso un’adozione consapevole dell’Agentic AI.”

Reti e il suo ecosistema AI

Fondata a Busto Arsizio nel 1994, Reti conta circa 400 professionisti e oltre 200 clienti nei settori BFSI, IT, telecomunicazioni e manifattura. L’offerta comprende IT Solutions, Business Consulting e servizi da Managed Service Provider.

Il Campus tecnologico di Reti è strutturato in centri di competenza dedicati a:

    • Cloud
    • Business Intelligence
    • Artificial Intelligence
    • Managed Service Provider
    • Security & Identity
    • Business Consulting

All’interno del Campus opera la Reti Academy, responsabile della formazione e dell’aggiornamento continuo delle competenze professionali.

Prospettive future dell’Agentic AI

Per le imprese il punto cruciale sarà capire quanto rapidamente l’Agentic AI uscirà dalla fase sperimentale per entrare nei processi core. I vantaggi potenziali includono:

    • Automazione di workflow complessi
    • Maggiore velocità decisionale
    • Riduzione delle attività manuali
    • Orchestrazione di strumenti differenti tramite un unico agente

Contemporaneamente, l’aumento di autonomia richiede un rafforzamento dei meccanismi di controllo: qualità dei dati, tracciabilità delle azioni, sicurezza informatica, definizione delle responsabilità e capacità di intervento in caso di deviazioni dagli obiettivi aziendali.

Equilibrio tra autonomia e supervisione

L’equilibrio tra autonomia dell’agente e supervisione umana rappresenta la sfida centrale della prossima fase dell’intelligenza artificiale nelle imprese. Solo attraverso un approccio integrato, che combina competenza tecnologica, governance solida e formazione continua, sarà possibile sfruttare appieno le potenzialità dell’Agentic AI senza compromettere la sicurezza e la responsabilità operativa.

Il workshop di Reti e del Politecnico di Milano segna quindi un passo decisivo verso una cultura dell’AI più matura, collaborativa e orientata al valore reale per il business e per la società.