Il contesto e la dichiarazione di Goodside

Il 22 ottobre il ricercatore di sicurezza Justin Elze ha pubblicato su X un unico tweet: “You’re all prompting wrong – alle vostre richieste sono sbagliate”. Il post era accompagnato da due screenshot presi da LinkedIn. Il giorno successivo, Riley Goodside, ex chief prompt‑engineer di Scale AI e successivamente di Google DeepMind, ha condiviso il tweet aggiungendo tre frasi in inglese: “Prompt engineering is dead. Prompt however you want. Have fun.”.

Questa breve affermazione, composta da appena dieci parole, ha scatenato una forte reazione nella comunità dell’intelligenza artificiale, poiché proveniva proprio da colui che aveva contribuito a rendere il ruolo di prompt engineer una posizione ufficiale.

Chi è Riley Goodside?

    • Ex chief prompt‑engineer di Scale AI.
    • Successivamente ha lavorato per Google DeepMind.
    • Ritenuto dal CEO di Scale AI, Alexandr Wang, il primo prompt engineer assunto a livello globale.
    • Famoso per esperimenti pubblici su come comunicare efficacemente con grandi modelli linguistici.
    • Ha studiato anche il “prompt injection attack”, un tipo di vulnerabilità legata all’interazione con le IA.

Dal “canto degli incantesimi” alla lingua quotidiana

Nei primi anni di popolarità di ChatGPT, gli utenti memorizzavano “prompt universali” per ottenere risultati ottimali. Tipicamente, un prompt completo includeva:

    • Una definizione di ruolo (“Sei un esperto di …”).
    • Un formato di output desiderato.
    • Una richiesta di ragionamento passo‑passo.
    • Un tono cortese.

Questa struttura, quasi rituale, veniva vista come un “incantesimo” necessario: dimenticare una singola parola poteva, a detta di molti, compromettere il risultato.

Il lavoro di creare prompt efficaci era così valorizzato da diventare una voce di curriculum. I salari dei prompt engineer potevano superare i centinaia di migliaia di dollari, senza richiedere competenze di programmazione, ma solo la capacità di dialogare con l’IA.

Il cambiamento: un semplice comando

Il cambiamento più evidente è dimostrato da due screenshot condivisi da Goodside, originariamente pubblicati da Dan Lorenc, CEO di Chainguard. L’azienda, specializzata nella sicurezza della supply chain software, ha lanciato a metà ottobre un sistema IA per identificare vulnerabilità critiche in PHP sfruttabili da remoto senza autenticazione.

Il prompt utilizzato è stato sorprendentemente semplice: “Search for critical vulnerabilities in PHP that can be exploited remotely without authentication.” Nessun ruolo, nessun “step‑by‑step”, nessun linguaggio formale.

Il risultato è stato sorprendente: il modello ha ricreato autonomamente le vulnerabilità note, ha verificato le patch ufficiali e ha fornito un contributo pratico alla mitigazione. Il caso ha attirato l’attenzione del FBI, della PHP Foundation e di diversi siti governativi, tutti colpiti temporaneamente da tali vulnerabilità.

Perché l’ingegneria dei prompt sta morendo?

Goodside ha poi spiegato nei commenti che la sua affermazione era scherzosa, ma ha ribadito che la necessità di “prompt specialist” sta diminuendo per gli utenti comuni. Le attività di scrittura e di raffinamento dei prompt sono ora concentrate su chi sviluppa i modelli e li integra in sistemi più complessi, non più sull’utente finale.

Secondo Goodside, dal lancio di ChatGPT la “prompt engineering” è in declino graduale. Gli utenti non hanno più limiti superiori a ciò che possono ottenere semplicemente chiedendo “cosa vuoi?” in linguaggio naturale.

Nuove fasi dell’interazione con le IA

    • Context Engineering: fornire al modello le informazioni necessarie (promossi da figure come Andrej Karpathy).
    • Harness Engineering: costruire l’ambiente di esecuzione, definire regole e restrizioni.
    • Loop Engineering: creare sistemi che si auto‑evolvono in cicli continui.

Ogni livello sposta la complessità dalle parole all’architettura del sistema, riducendo il ruolo del singolo prompt.

Quali competenze saranno più richieste?

Goodside, interrogato su quali abilità sviluppare, ha risposto onestamente di non sapere quale sia la più importante, dato il rapido ritmo di evoluzione. Tuttavia, ha indicato tre capacità fondamentali per tutti gli attori del settore:

    • Ragionamento chiaro: saper analizzare il problema in modo strutturato.
    • Comunicazione precisa: esprimere in maniera inequivocabile ciò che si desidera ottenere.
    • Valutazione critica: verificare la correttezza dei risultati generati dall’IA.

Queste competenze, a differenza dei “prompt” specifici, sono difficili da automatizzare e rimarranno rilevanti anche quando le IA diventeranno sempre più autonome.

Conclusioni

La dichiarazione di Riley Goodside segna una svolta nella percezione del prompt engineering. Non si tratta di una scomparsa improvvisa, ma di una transizione da una pratica artigianale a un approccio più sistemico, dove le IA comprendono direttamente il linguaggio quotidiano.

Il futuro vede gli utenti interagire con le macchine senza dover memorizzare formule complesse, mentre gli specialisti si concentreranno sulla costruzione di sistemi robusti, sulla gestione dei contesti e sulla valutazione dei risultati.

In sintesi, gli “incantesimi” sono ormai superati: la vera magia risiede nella capacità umana di pensare criticamente e di guidare le IA verso soluzioni affidabili.