Contesto e richieste del SIAU

Se si passeggia oggi per il centro di Palma, è impossibile non notare i vetri dei negozi coperti da pannelli di sughero, la presenza di guardie di sicurezza e, soprattutto, l’ansia palpabile tra i commercianti, che parlano già di anticipare l’orario di chiusura. La causa di questo clima di tensione è la convocazione da parte di Blocus Mallorca di una manifestazione questa sera in Plaza de España, nel cuore della capitale balearica.

Il Sindicat Independent, Autonom i Unitari (SIAU) ha presentato una richiesta formale alla Conselleria dell’Educazione delle Isole Baleari, chiedendo una “sospensione preventiva dell’attività in presenza” nelle scuole che potrebbero essere coinvolte dalla protesta. In una lettera indirizzata anche all’Ispezione Educativa e ai dirigenti di due istituti di Palma, il sindacato sottolinea la necessità di “garantire la sicurezza” di studenti, docenti e personale scolastico.

Il SIAU, nato nel 2022 e ancora poco rappresentativo rispetto agli altri sindacati educativi baleari, ha comunque attirato l’attenzione dei media regionali per la sua posizione, evidenziando la crescente preoccupazione di diversi settori della città nelle ore precedenti la manifestazione.

Motivazioni della richiesta

    • Possibili incidenti violenti durante la protesta, ispirati agli eventi di sabato scorso a Barcellona, dove si sono verificati saccheggi e distruzioni.
    • Protezione dei giovani studenti da eventuali scontri o atti di vandalismo.
    • Prevenzione di interruzioni dell’attività scolastica che potrebbero compromettere l’apprendimento.

Le misure di protezione dei commercianti

I media baleari hanno riportato da ieri che numerosi esercizi commerciali del centro stanno adottando misure per “blindarsi” contro possibili saccheggi. Il caso più emblematico è quello della FNAC, situata a pochi metri da Plaza de España, che ha coperto le proprie vetrine con pannelli di sughero. Anche una residenza vicina ha deciso di chiudere l’ingresso per motivi di sicurezza.

Mercedes Carvajal, presidente dell’associazione commerciale “Els Geranis”, ha dichiarato a Diario de Mallorca: “Siamo preoccupati perché nessuno ci tutela. Siamo molto vicini al luogo della protesta”. Alcuni negozi hanno svuotato le vetrine, riponendo la merce in magazzini, e stanno valutando due azioni principali:

    • Assunzione di sicurezza privata per monitorare l’area durante le ore di chiusura anticipate.
    • Anticipo dell’orario di chiusura, consigliato anche dalla federazione commerciale AFEDECO tramite una circolare diffusa ai commercianti.

Strategie di comunicazione di Blocus

La protesta è stata organizzata principalmente tramite un gruppo Telegram, successivamente eliminato, ma la mobilitazione continua a diffondersi su Instagram e TikTok sotto il nome “Blocus”. Due profili Instagram hanno condiviso lo stesso manifesto con il titolo “Blocus Mallorca”, facendo riferimento alla “Acampada por la Vivienda”, movimento con cui i manifestanti potrebbero coincidere.

Nel comunicato ufficiale, Blocus afferma: “Non abbiamo alcuna intenzione di fare del male… rispettiamo che ognuno esprima le proprie idee. Non siamo nemici di nessuno, vogliamo solo essere ascoltati”. Tuttavia, il messaggio si chiude con un avvertimento: “Nel caso di un attacco verso uno dei nostri manifestanti, procederemo alla distruzione massiccia dei negozi di accampamento”.

Reazioni delle autorità

La Delegazione del Governo ha dichiarato a Europa Press che, al momento, non è stata comunicata formalmente alcuna convocazione di protesta. Nonostante ciò, le forze dell’ordine stanno già coordinando un dispositivo di sicurezza con la Polizia Nazionale.

Il 29 ottobre 2026, la Polizia Nazionale ha annunciato su Twitter l’arresto del creatore dei canali “Blocus Vlc”, accusato di incitare al saccheggio dei negozi e di dare ordini su data, ora e modalità degli attacchi, superando i 400 iscritti in uno dei canali.

Il ricordo di Barcellona

Il timore dei commercianti e delle autorità è alimentato dagli eventi di sabato scorso a Barcellona, dove una manifestazione con la stessa etichetta ha provocato:

    • 23 negozi danneggiati
    • 15 agenti di polizia feriti
    • oltre 130 arresti, di cui 89 minorenni

Un’analisi di VerificarTVE ha rilevato commenti su saccheggi e atti violenti in gruppi WhatsApp e Telegram legati a Madrid e Barcellona.

La rete di Blocus in Spagna

Uno studio della startup Golden Owl ha mostrato che Blocus ha programmato convocazioni per il 31 ottobre, il 2 e il 30 novembre (dopo le elezioni) in una dozzina di città spagnole, tra cui Madrid, dove le autorità sono anche in allerta per una possibile mobilitazione questo sabato.

Blocus, termine francese che significa “blocco”, sembra ispirarsi alle proteste studentesche francesi, ma la sua struttura rimane opaca: una rete di account effimeri che operano su Telegram, Instagram e TikTok, rendendo difficile tracciare l’origine, il funzionamento e gli obiettivi finali del movimento.

Prospettive per Palma

Con la protesta prevista per le 19.30, le autorità baleari hanno predisposto un piano di sicurezza, ma la tensione rimane alta. I commercianti continuano a blindare i propri locali, le scuole valutano la sospensione preventiva e i cittadini osservano con apprensione l’evoluzione della situazione.

Rimane da vedere se la manifestazione si svolgerà in maniera pacifica come dichiarato dagli organizzatori, o se le preoccupazioni alimentate dagli eventi di Barcellona si concretizzeranno a Palma. In ogni caso, la città è ora al centro di un dibattito nazionale sulla gestione delle proteste, la sicurezza pubblica e il ruolo dei sindacati nella tutela degli studenti.