Un nuovo New Deal per l’intelligenza artificiale
Nel suo recente saggio, Chris Lehane, chief global affairs officer di OpenAI, paragona il potenziale dirompente dell’IA alla rivoluzione economica introdotta dal New Deal di Franklin D. Roosevelt negli anni Trenta. Come allora, oggi gli americani temono di perdere il controllo sul proprio futuro economico, ma Lehane propone un “terzo percorso” capace di far condividere a tutti i benefici dell’IA. Il documento individua cinque priorità politiche, spaziando dalla protezione dei lavoratori alla sicurezza dell’IA, passando per lo sviluppo dei data center.
Il saggio è stato pubblicato subito dopo la sorprendente vittoria dei Democratici alle elezioni di medio termine, in cui hanno ripreso il controllo del Congresso grazie al malcontento diffuso per l’alto costo della vita. Kate Brennan, responsabile delle politiche su IA e potere corporativo presso l’AI Now Institute, ha definito il linguaggio di Lehane un “cambio di rotta” rispetto all’agenda di OpenAI dell’anno scorso, incentrata sull’accelerazione dello sviluppo, sulla riduzione delle barriere normative e sull’espansione dell’infrastruttura.
Le cinque priorità politiche di Lehane
Lehane elenca le seguenti aree d’intervento:
- Protezione dei lavoratori: incentivi per la formazione in competenze IA, accesso semplificato al capitale per imprenditori e nuovi modelli di proprietà e profit‑sharing.
- Educazione: programmi di apprendimento dell’IA a tutti i livelli, con particolare attenzione alla sicurezza dei minori e all’integrazione responsabile in classe.
- Sicurezza dell’IA: standard vincolanti, valutazioni indipendenti, supervisione pubblica e meccanismi di “kill switch” per sistemi pericolosi.
- Sviluppo dei data center: promozione di nuovi impianti per mantenere la leadership americana, con enfasi su posti di lavoro locali e introiti fiscali.
- Riforma fiscale: incentivi fiscali per chi acquisisce competenze IA, agevolazioni per startup e proposte di proprietà condivisa dei profitti aziendali.
Secondo Brennan, molte di queste proposte mirano a facilitare l’adozione dell’IA da parte di OpenAI e di altri attori del settore, ma non offrono garanzie concrete per limitare la concentrazione della ricchezza generata dalla tecnologia.
Critiche al paragone con il New Deal
Il New Deal originale mise in atto protezioni per i lavoratori e limitò il potere delle grandi imprese. Leahne, al contrario, sembra più interessato a incentivare l’espansione del settore IA senza proporre misure vincolanti per le aziende che potrebbero creare dislocazione occupazionale. “Invocare una metafora del New Deal è invocare la capacità dello Stato di beneficiare il pubblico”, osserva Brennan, aggiungendo che il documento è “ahistorico nel migliore dei casi e dannoso nel peggiore”.
Il contesto politico e le preoccupazioni degli elettori
L’opposizione ai data center è emersa come una questione bipartisan nelle recenti elezioni di medio termine, soprattutto nelle regioni dove le bollette elettriche stanno aumentando. Nel 2028, l’argomento dell’accessibilità economica sarà centrale: inflazione, tariffe e il costo della vita spingeranno gli elettori a chiedere chiarezza su come l’IA influenzerà le loro bollette, il lavoro e la distribuzione dei benefici.
Lehane riconosce le preoccupazioni, ma offre poche soluzioni concrete per evitare che i guadagni dell’IA si concentrino in poche mani. Invece, presenta l’IA come una via verso una maggiore prosperità per chi è disposto ad abbracciarla.
Proposte fiscali e distribuzione della ricchezza
Lehane propone:
- Incentivi fiscali per i lavoratori che acquisiscono competenze IA.
- Facilitazione dell’accesso al capitale per le start‑up.
- Nuovi modelli di proprietà azionaria e profit‑sharing per i dipendenti.
Tuttavia, queste misure non sono obbligatorie: non prevedono requisiti vincolanti che garantiscano una reale redistribuzione della ricchezza prodotta dall’IA, né impongono alle imprese il costo della disoccupazione tecnologica.
“Molta di questa politica è pensata per un futuro già basato su un’adozione di massa dell’IA”, ha commentato Brennan, “e su benefici che ancora non vediamo”. Suggerisce invece riforme come un nuovo tasso di imposta sulle società o incentivi per l’assunzione di personale umano anziché l’automazione.
Data center, sicurezza dei minori e controllo umano
Lehane enfatizza le opportunità occupazionali e le entrate fiscali dei data center, avvertendo che un moratorio su queste strutture potrebbe far perdere agli USA il vantaggio competitivo sulla Cina. Ha persino paragonato tale moratoria alla votazione del 2002 per l’autorizzazione della guerra in Iraq.
Per quanto riguarda i minori, l’autore pone la sicurezza e l’educazione al centro dell’agenda: propone protezioni basate sull’età e linee guida per gli “AI companion” destinati ai bambini. Sostiene anche che escludere l’IA dalle scuole aumenterebbe le disuguaglianze tra studenti ricchi e quelli delle comunità rurali.
Tuttavia, l’assunto che l’IA migliori l’apprendimento resta non provato. Critici chiedono più studi e un maggior coinvolgimento degli insegnanti piuttosto che un semplice finanziamento.
Standard di sicurezza e “kill switch”
Lehane richiama l’adozione di standard di sicurezza vincolanti, valutazioni indipendenti, supervisione pubblica e la possibilità di disattivare i sistemi IA pericolosi. Studi recenti mostrano però che OpenAI e altri laboratori non hanno ancora pubblicato piani dettagliati per gestire un modello fuori controllo.
Brennan definisce queste affermazioni “disingenuo”, ricordando che OpenAI ha contrastato la legge californiana SB 1047 (2024), che avrebbe imposto valutazioni di rischio catastrofico e capacità di spegnimento. L’anno scorso l’azienda ha cercato di limitare le normative statali, sostenendo che avrebbero ostacolato l’innovazione americana, per poi sostenere alcune leggi statali di sicurezza e accettare valutatori indipendenti inseriti nell’organizzazione.
Controllo umano vs decisioni automatizzate
Lehane insiste sul fatto che le decisioni cruciali debbano rimanere sotto il controllo umano, non delegandole totalmente alle macchine. Questo solleva la questione di come garantire un vero controllo umano in un contesto dove l’IA è sempre più richiesta in educazione, lavoro, sanità e amministrazione pubblica.
Il saggio dipinge l’IA come lo strumento per restituire agli americani senso di autonomia e opportunità economiche, ma lega il successo della classe media alla partecipazione in un’economia dominata da società come OpenAI. Resta incerto se le politiche proposte redistribuiranno effettivamente il potere o lo consolideranno in modo più sottile.
TechCrunch ha contattato OpenAI per approfondimenti sui dettagli delle proposte di Lehane, ma al momento della pubblicazione non ha ricevuto risposta.
