Il progetto “One Market” rappresenta una svolta nell’approccio strategico dell’Unione Europea verso l’economia digitale. L’obiettivo fondamentale è riorganizzare le comunicazioni elettroniche come una questione centrale per la sovranità e la sicurezza del continente. In questo contesto, la Commissione Europea ha lanciato un insieme di riforme di estrema importanza — tra cui il Digital Networks Act e il Cybersecurity Act — che mirano a ridefinire profondamente gli assetti e le regole per infrastrutture di rete, gestione di frequenze e fornitori tecnologici.

Questo percorso ha l’ambizione precisa di costruire un’Europa più autonoma tecnologicamente, riducendo le dipendenze accumulate negli anni e consolidando una resilienza strutturale per il futuro. Secondo Francesco Nonno, Direttore Regolamentazione di Open Fiber, è fondamentale che l’Italia e gli altri Paesi affrontino le telecomunicazioni non più come mercati isolati, ma come pilastri fondamentali per la trasformazione digitale dell’intero continente.

Uno sforzo strategico di lungo termine

Il contesto europeo richiede un processo lungo, data la lunga evoluzione di mercati aperti e l’integrazione economica globale. Il progetto “One Market” cerca tuttavia di accelerare il percorso, fissando un orizzonte di completamento entro fine 2027. Si tratta di una visione ambiziosa e complessa: il mercato unico digitale rappresenta uno degli obiettivi chiave per la competitività, sicurezza e resilienza dell’Unione.

La connettività è uno dei tre pilastri fondamentali per realizzare l’obiettivo del mercato unico — insieme a energia e servizi finanziari. Le reti di comunicazione non sono solo un bene economico, ma un input strategico per l’intera economia, necessario per una maggiore autonomia tecnologica e industriale.

Le priorità e le misure previste

Gli obiettivi strategici del “One Market” mirano prevalentemente a due direzioni: rafforzare la competitività e l’autonomia strategica dell’Europa. La firma della “One Market Roadmap” da parte di Parlamento Europeo, Consiglio e Commissione Europea ha fissato calendari stringenti per l’approvazione di circa quaranta norme essenziali. Il focus principale risiede nella riduzione delle dipendenze strategiche e nel consolidare una governance comune a livello continentale.

I tre obiettivi fondamentali sono:

    • Costruire un mercato digitale integrato
    • Rafforzare l’indipendenza tecnologica
    • Elevare il livello di sicurezza e resilienza digitale

Un piano regolatorio per il futuro

Nel framework delle riforme, vengono attribuiti a comunicazioni elettroniche ruoli chiave: sono l’infrastruttura per l’economia digitale, strumento strategico per l’autonomia tecnologica e un fattore decisivo per la resilienza complessiva del mercato unico europeo.

I principali interventi previsti riguardano:

    • La ridefinizione della governance su reti di comunicazione fisse e mobili
    • La promozione di una maggiore armonizzazione su frequenze radio, autorizzazioni e investimenti
    • L’applicazione di norme su sicurezza e controllo dei fornitori tecnologici

Gli interventi, come Digital Networks Act (DNA) ed EU Cybersecurity Act (CSA), mirano a una ridefinizione radicale della normativa esistente in materia di rete. Il primo concentra l’attenzione su obiettivi chiari: aumentare la resilienza infrastrutturale, migliorare la capacità di pianificazione e spostare l’economia digitale verso tecnologie più sicure. Il secondo, invece, rafforza la governance sulle forniture tecnologiche, escludendo progressivamente quelle di alto rischio.

Una svolta strategica per l’industria europea

Tra gli elementi chiave, i nuovi interventi pongono la sicurezza e la resilienza delle reti infrastrutturali come obiettivi prioritari. Si punta a ridurre la dipendenza da fornitori esterni attraverso l’esclusione dei vendor ad alto rischio e lo sviluppo di capacità industriali europee. Tuttavia, questa prospettiva presenta notevoli sfide tecnologiche, industriali e finanziarie.

Il piano richiederà investimenti considerevoli non solo per sostituire le infrastrutture obsoletate, ma anche per accelerare la filiera nazionale di ricerca e produzione. Le conseguenze economiche si rifletteranno anche sui costi finali, dato che l’Europa sta spostando da una logica di apertura globale verso una maggiore autarchia tecnologica.

Armonizzazione e gestione centralizzata

Un secondo aspetto chiave riguarda l’armonizzazione e la concertazione a livello europeo. Le tecnologie e le frequenze, risorse scarse per natura, dovranno essere utilizzate in modo uniforme su tutto il continente. Per questo, la Commissione propone un aumento della gestione centralizzata, soprattutto nel settore satellitare.

L’esempio più evidente è la gestione comune delle frequenze per gli spettri radio. L’obiettivo è garantire che i criteri di assegnazione riflettano l’impegno ad investire, anziché la semplice capacità economiche. Questo tipo di armonizzazione favorirà il lancio di investimenti mirati e un’accelerazione nell’offerta di servizi avanzati.

I costi di una transizione difficile

Il percorso verso l’autonomia tecnologica richiede tempo, risorse e una volontà politica concreta. Sostituire apparati esistenti, rafforzare le competenze europee nella produzione e supportare le nuove tecnologie implica un costo che non può essere trascurato. Questo impegno, inoltre, necessiterà di finanziamenti pubblici e privati, nonché una riorientazione strutturale dei paradigmi industriali e commerciali.

Dagli incentivi per la fibra alle regole sostenibili

Il Digital Networks Act introduce anche una serie di incentivi per promuovere un’accelerazione delle reti. L’obbligo di migrazione verso la banda ultralarga, ad esempio, mira a riconvertire il Paese verso tecnologie future-proof, in particolare le Fiber to the Home (FTTH). Questo passaggio permetterà di rendere più efficienti le reti esistenti e di creare un sistema sostenibile, tanto dal punto di vista economico quanto energetico.

Secondo stime attuali, il passaggio dalle reti legacy a tecnologie avanzate potrebbe ridurre i costi operativi e aumentare i benefici in termini di sostenibilità fino a un 90%, a seconda degli scenari implementati. Inoltre, la durata indefinita delle assegnazioni in frequenze permetterà maggiore certezza agli operatori, facilitando l’investimento e la pianificazione a lungo termine.

Una sfida per l’uniformità europea

Uno dei principali problemi attuali del panorama europeo è la disomogeneità tra i diversi Paesi membri. Se la Spagna ha completato la copertura a fibra e si trova in una fase avanzata di adozione, in altri