Il contesto attuale dell'IA agentica in Francia
Le roadmap dei grandi fornitori di software dedicano ogni trimestre ampio spazio agli agenti IA, presentandoli come la prossima frontiera dell’automazione. Tuttavia, sul territorio francese la realtà è ben diversa: l’agentica è ancora per lo più confinata al prototipo.
«Non conosco alcun progetto su larga scala distribuito. Ci sono dei tentativi», ha dichiarato Emmanuel Ruez, co‑presidente dell’AUFO (Associazione degli Utenti Francesi di Oracle), durante un’intervista a LeMagIT in occasione del loro evento annuale.
L’AUFO conta circa 1.000 membri e riunisce 150 aziende di diversa dimensione e settore. Questo panorama permette di osservare le tendenze sia nei grandi gruppi che nelle medie imprese (ETI).
Grandi gruppi vs. ETI: differenze di adozione
Secondo Yohann Garcia, co‑presidente dell’AUFO, «nell’agentica sono più i test che le implementazioni». Anche i gruppi più dotati di risorse hanno difficoltà a scalare le soluzioni, sebbene alcuni dispongano di prototipi avanzati. Per le ETI francesi, invece, gli agenti IA rimangono ancora un territorio da esplorare.
Garcia aggiunge che alcuni partner di Oracle hanno sviluppato agenti propri, li mostrano ai clienti e probabilmente li usano in produzione nei dipartimenti commerciali o di sviluppo. Tuttavia, questi casi sono eccezioni: «ci sono gruppi a volte molto avanzati, ma sono rari e confermano la regola della forte eterogeneità che persisterà su questi temi».
Soluzioni ibride: IA generativa e agenti semi‑autonomi
L’AUFO osserva che molti membri stanno sperimentando soluzioni “a metà strada”, combinando IA generativa con agenti semi‑autonomi in ambiti di nicchia. Come riassume Garcia:
- “Non è completamente agentica, è IA generativa collegata a tooling e server MCP.”
- “Siamo vicini all’agentica, ma non al livello di autonomia elevata.”
Questa ibridazione è vista come un passo intermedio verso l’autonomia completa, ma resta limitata dalla necessità di mantenere l’intervento umano.
Le preoccupazioni legate all’autonomia
L’autonomia dell’IA è al centro del dibattito tra i clienti Oracle. Ruez avverte: «Non vogliamo togliere il freno all’IA, perché non sappiamo dove possa portarci». Al contrario, le aziende desiderano mantenere il controllo sui percorsi decisionali.
Per questo motivo, l’approccio dominante è quello di inserire l’uomo “da qualche parte” – sia nella human‑in‑the‑loop che come supervisore finale. Nonostante questi meccanismi di sicurezza, nessuna soluzione è ancora stata adottata su larga scala.
Le questioni aperte includono:
- Gradi di autonomia
- Sicurezza e governance
- Compliance e diritti di accesso
- Costi dei token
- Spiegabilità delle decisioni
Ruez sottolinea che definire i membri dell’AUFO “in fase esplorativa dell’agentica” sarebbe un’esagerazione, ma al tempo stesso “nessuno ha ancora concluso davvero sul futuro degli agenti”.
Il silenzio sugli insuccessi
Una possibile causa della scarsa visibilità dei progetti è il bias culturale: le aziende tendono a condividere successi più che fallimenti. Garcia osserva: «Le persone amano raccontare i successi, meno i fallimenti». Questo porta a una mancanza di feedback su esperienze negative.
Ruez aggiunge: «Vediamo molto bene l’interesse nel collegare gli agenti tra loro», ma ammette che molti clienti potrebbero aver provato l’agentica per poi abbandonarla, senza comunicarlo per timore o vergogna.
Il risultato è un ciclo in cui la condivisione di errori è limitata, ostacolando la crescita collettiva della comunità. Garcia invita: «Vorrei che ci raccontassimo più i nostri fallimenti».
Il caso SAP: dalla promessa alla realtà
Parallelamente, l’ecosistema francese di SAP ha riscontrato situazioni analoghe. Un sondaggio dell’USF (Union des Sociétés Françaises) su 276 membri e 154 aziende – circa un terzo degli aderenti – ha rilevato che l’80 % non ha ancora intrapreso iniziative concrete sull’IA.
Il principale ostacolo resta la migrazione da ECC a S/4HANA. Olivier Nollent, direttore di SAP France, afferma: «Siamo nella fase in cui passiamo dalla promessa alla realtà. L’ambizione è che l’anno prossimo, nello stesso periodo, avremo clienti sul palco che testimoniano il passaggio a scala dell’IA agentica».
SAP punta a dimostrare che non è vittima del “SaaSpocalyspe” generato dall’IA, ma vuole consolidare la sua offerta “Autonomous Enterprise”, un marchio interno per gli agenti che automatizzano processi end‑to‑end. Tuttavia, al momento, il prodotto è ancora in fase di vendita e non di implementazione diffusa.
Prospettive future
Entrambe le realtà – Oracle e SAP – riconoscono l’importanza dell’agentica, ma ammettono che la maturità tecnologica e le questioni di governance richiedono tempo. Come afferma Ruez, “basterà lasciare che il tempo faccia il suo corso e che la tecnologia segua la sua classica fase di maturazione”.
Nel frattempo, le aziende francesi continuano a sperimentare soluzioni ibride, a valutare i rischi di autonomia e a mantenere l’intervento umano come baluardo di sicurezza. Solo con una maggiore condivisione di esperienze – sia positive che negative – la comunità potrà avanzare verso un’adozione più ampia e consapevole degli agenti IA.
