Mistral ha rilasciato i pesi aperti di Mistral Large 4 il 29 ottobre 2026, un modello multimodale da circa 1 trilione di parametri che l’API vende a 0,70 dollari per milione di token in input e 2,10 dollari in output. Per chi sviluppa in Python significa una cosa pratica: un modello di fascia alta, europeo, che si chiama con poche righe e che si può portare in casa quando i volumi o la privacy lo chiedono.

Mistral Large 4 oggi: date, prezzi e licenza

Prima del codice servono i fatti, perché in due settimane la situazione è cambiata più volte. Mistral ha presentato Large 4 in anteprima pubblica il 6 ottobre 2026, raggiungibile da Mistral Studio con l’identificativo mistral-large-4. Il 29 ottobre la versione di produzione è diventata attiva e la versione di anteprima è stata ritirata, come riporta il registro dei modelli del centro legale di Mistral.

Sul prezzo, l’offerta ufficiale è 0,70 dollari per milione di token in input, 0,07 dollari per milione di token in input già in cache e 2,10 dollari per milione in output. Lo stesso listino compare ancora il 3 novembre nella tabella dei provider di Requesty.

Dettagli tecnici e licenza

La licenza dei pesi è Mistral Ecosystem Open-Weight, una MIT modificata, con servizi Model-as-a-Service che richiedono una licenza commerciale separata. Questo significa che puoi usare, modificare, addestrare ulteriormente e commercializzare il modello, ma se gestisci un’offerta Model-as-a-Service devi chiedere a Mistral una licenza commerciale separata.

Prerequisiti e versioni da installare

La guida rapida ufficiale chiede Python 3.10 o successivo e consiglia uv come gestore di progetto e dipendenze. Negli esempi useremo Python 3.12, la stessa versione che compare nel comando di inizializzazione della documentazione. L’SDK Python si chiama mistralai ed è ormai nella serie 3.

Un requisito spesso trascurato è il terminale. Windows con PowerShell e codifica legacy rovina gli accenti nelle risposte in italiano, e la colpa viene data al modello. Se lavori su Windows, imposta PYTHONUTF8=1 prima di cominciare oppure usa WSL, dove il problema non esiste.

Passi 1 e 2: account, chiave API e ambiente con uv

Passo 1, la chiave. Registrati a Mistral Studio, apri la sezione delle chiavi API, crea una chiave e copiala subito: viene mostrata una volta sola. Dai alla chiave un nome che dica dove vive, per esempio ticket-lab-portatile. Se un giorno finisce in un repository pubblico, saprai quale revocare senza fermare gli altri servizi. Imposta anche un limite di spesa mensile dalle impostazioni di fatturazione, perché un ciclo infinito di tool calling brucia token in fretta.

Passo 2, l’ambiente. Crea la cartella del progetto con uv, scegliendo Python 3.12, e aggiungi le dipendenze. Il comando uv init è quello riportato dalla guida ufficiale, mentre le dipendenze sono quelle del nostro progetto.

L’ultimo comando deve stampare una versione 3.12. Se compare una versione diversa, uv sta usando un interprete di sistema: controlla il file .python-version creato nella cartella. Dopo l’installazione verifica la serie dell’SDK con uv pip show mistralai, perché tutto ciò che segue presuppone la 3.x.

L’SDK 3.0 ha introdotto cambiamenti incompatibili: il passaggio da HTTPX a HTTPX2, modifiche alla gestione dei tool e la rinomina di un backend di deployment (da koyeb a mistralcloud). Gli strumenti integrati codeinterpreter, websearch e websearch_premium sono usciti dalle completions di chat e dagli Agents: oggi si usano tramite la Conversations API o un agente.