Mercedes‑Benz sta ridefinendo il modo in cui opera in Cina, uno dei mercati più importanti per la sua redditività. Nel terzo trimestre, le vendite di veicoli in Cina sono diminuite del 31 % in termini annui, mentre l’utile netto della divisione auto si è ridotto a 560 miliardi di euro, con un margine che è passato dal 4,8 % al 2,5 %. Le azioni dell’azienda hanno perso più di un terzo del loro valore nell’anno in corso.
La Cina, un punto di svolta
Per Mercedes, la Cina è un pilastro strategico, non un mercato secondario. “Non esiste una strategia in cui si possa ignorare la Cina”, ha dichiarato il CEO Ola Källenius durante la presentazione dei risultati. L’azienda deve affrontare una situazione che si è deteriorata più rapidamente del previsto, specialmente nella fascia alta, dove i margini tradizionalmente più elevati sono sotto pressione a causa della crisi immobiliare, della concorrenza di prezzo e della capacità dei rivali locali di competere in software, tecnologia elettrica e design.
Strategie di produzione e costi
Mercedes sta riconsiderando l’intera catena di fornitura in Cina. Un esempio è la prossima Classe E elettrica, che verrà sviluppata su una “pagina bianca” per il mercato cinese e costruita quasi interamente nel Paese, riducendo i costi variabili. Källenius ha espresso il rifiuto di seguire i competitor che abbassano i prezzi per acquisire quote di mercato, puntando invece a mantenere l’immagine di lusso mentre si competono in un mercato di prezzi aggressivi.
- Produzione quasi completa in Cina per la Classe E elettrica
- Riduzione significativa dei costi variabili
- Mantenimento del marchio di lusso nonostante la pressione di prezzo
Riduzione della dipendenza da profitti cinesi
Il direttore finanziario Harald Wilhelm ha annunciato un impegno a dipendere meno dai profitti in Cina, spostando la catena di fornitura verso una produzione totalmente locale. Mercedes cerca di proteggere le linee di alta gamma come la Classe S, Maybach, Classe G e AMG, che sono più vulnerabili alla debole spesa per beni di lusso in Cina.
Espansione internazionale e investimenti strategici
Nel frattempo, l’azienda punta a crescere in altri mercati. Negli Stati Uniti, Källenius prevede di aumentare le vendite annuali da oltre 300 mila veicoli a circa 400 mila. Il costo del lavoro negli Stati Uniti, seppur elevato, è al 80 % rispetto a quello tedesco. Audi ha annunciato una nuova fabbrica da 4 miliardi di dollari negli USA, creando 4.500 posti di lavoro.
Ristrutturazione in Germania
In Germania, Mercedes lancerà un programma di incentivi per il personale indirettamente a partire da dicembre, con un impatto previsto sui profitti principalmente nel 2027. L’azienda punta a migliorare la produttività e ridurre i costi, con opzioni di produzione a costi inferiori in Ungheria, Romania e Polonia, dove Mercedes ha già stabilito una presenza.
Progetti futuri e obiettivi di costo
Mercedes prevede di lanciare oltre 40 modelli nuovi o rinnovati entro la fine del 2027, tra cui la CLA e la GLC elettriche e le nuove versioni delle linee C, S, GLE e GLS. L’azienda mira a ridurre i costi dei materiali del 8 % rispetto al 2024, con tagli più profondi in Cina.
Lezioni dai concorrenti
Altri produttori, come BMW e Volkswagen, hanno espresso preoccupazioni simili per quanto riguarda la Cina. Il CEO di Volvo Cars, Håkan Samuelsson, ha dichiarato che i veicoli occidentali non ritorneranno sul mercato cinese. Mercedes, tuttavia, vede la situazione come un ostacolo strutturale più che temporaneo, adottando una strategia di vendita di veicoli più costosi ma con margini più bassi.
La strategia di Mercedes, quindi, si basa su una combinazione di produzione locale, riduzione dei costi, diversificazione dei mercati e focus su segmenti di lusso premium, con l’obiettivo di mantenere la competitività in un mercato globale sempre più sfidante.
