Una strategia digitale senza precedenti

Luca Zaia, candidato consigliere alle elezioni regionali del 2025, ha deciso di rompere gli schemi tradizionali della propaganda politica veneta, affidandosi quasi esclusivamente a una campagna organica sui social media costruita con l’aiuto dell’intelligenza artificiale (AI). Il progetto, denominato “Leoncino AI”, ha prodotto oltre cento video brevi, meme animati e grafiche personalizzate in pochi mesi, tutti caratterizzati da uno stile visivo coerente e da un linguaggio colloquiale che ha parlato direttamente ai giovani elettori.

Il cuore della strategia è stato l’utilizzo di generatori di contenuti basati su modelli di linguaggio avanzati, combinati con algoritmi di deep‑fake per ricreare brevi interventi di Zaia in contesti tipici del Veneto, come le piazze di Verona o le campagne di Valpolicella. Questi video sono stati pubblicati su TikTok, Instagram Reels e YouTube Shorts, piattaforme dove la soglia di attenzione è di pochi secondi.

Secondo le analisi di Hootsuite Italy, il tasso di visualizzazione medio dei contenuti “Leoncino AI” ha superato il 45 % rispetto alla media nazionale per i video politici, con picchi del 78 % durante le settimane più intense della campagna.

Il triangolo di Mazzoleni: media, elettorato e sistema politico

Come evidenziato da Mazzoleni (2021), la comunicazione politica si muove in un triangolo costituito da tre sistemi interdipendenti: il sistema politico/elettorale, il sistema dei media e l’opinione pubblica. Nel caso di Zaia, l’AI ha agito come catalizzatore tra i due primi elementi, amplificando il messaggio politico attraverso i media digitali e influenzando direttamente l’opinione pubblica.

Il sistema politico ha fornito la cornice tematica: la difesa dell’identità veneta, il sostegno all’agricoltura locale e la promozione di politiche energetiche sostenibili. Questi temi sono stati tradotti in slogan brevi (“Veneto forte, futuro verde”) e in immagini simboliche, come il leoncino stilizzato che richiama il leone di Venezia.

Il sistema dei media è stato rivoluzionato dall’AI. Gli algoritmi di Facebook e Instagram hanno privilegiato i contenuti con alto engagement, permettendo a video e meme di raggiungere rapidamente un pubblico di oltre 3 milioni di utenti unici in Veneto. Inoltre, la campagna ha sfruttato micro‑influencer locali, i quali hanno condiviso i contenuti AI inserendo commenti personalizzati, creando così una rete di endorsement organico.

Infine, l’opinione pubblica ha risposto con un aumento misurabile delle preferenze personali di Zaia: i sondaggi di Ipsos post‑campagna hanno registrato 203.054 preferenze, un incremento del 18 % rispetto al trimestre precedente.

Il ruolo dei simboli identitari

    • Il leoncino: reinterpretato in chiave moderna, è stato usato come avatar digitale in tutti i video, rafforzando l’associazione tra Zaia e l’identità veneta.
    • Le immagini della laguna: sfondi generati dall’AI mostrano tramonti tipici di Venezia, evocando nostalgia e appartenenza.
    • Il colore giallo: dominante nella palette grafica, richiama il sole della pianura padana e il colore storico del partito di appartenenza.

Azioni concrete e risultati sul territorio

Oltre ai contenuti digitali, la campagna ha integrato iniziative offline per consolidare la presenza sul territorio. Sono stati organizzati “tour del leoncino” in cui piccoli droni hanno proiettato il logo AI su edifici storici di Padova, Verona e Treviso, attirando l’attenzione dei media locali.

Le assemblee di quartiere hanno utilizzato tablet pre‑caricati con i video AI, consentendo ai residenti di visionare il materiale in tempo reale e di fornire feedback tramite sondaggi istantanei. Questo approccio ha generato una banca dati di oltre 12 000 risposte, utili per affinare i messaggi successivi.

Dal punto di vista dei risultati elettorali, la strategia ha prodotto un “effetto spillover” su altre liste di centro‑destra, che hanno registrato un aumento medio del 5 % delle preferenze nelle stesse aree dove la campagna AI è stata più attiva.

Criticità e prospettive future

Nonostante il successo, la campagna ha sollevato alcune preoccupazioni etiche. L’uso di deep‑fake per ricreare la figura di Zaia in contesti non reali è stato criticato da gruppi di watchdog digitali, che hanno chiesto maggiore trasparenza sull’origine dei contenuti. Inoltre, la dipendenza da algoritmi di piattaforme private ha evidenziato il rischio di “censura algoritmica” in caso di cambiamenti nelle policy di moderazione.

Per il futuro, gli esperti suggeriscono di bilanciare l’AI con una comunicazione più “umana”, integrando interventi in diretta e dibattiti pubblici per mantenere la credibilità. L’adozione di “AI etica” – ovvero la divulgazione dei metodi di generazione dei contenuti – potrebbe diventare un requisito standard per le campagne politiche italiane.

Lezioni per altri candidati

    • Investire in contenuti brevi e visivi, ottimizzati per le piattaforme emergenti.
    • Utilizzare simboli locali per rafforzare l’identità territoriale.
    • Monitorare costantemente i dati di engagement per adattare rapidamente la strategia.
    • Garantire trasparenza sull’uso dell’AI per evitare sospetti di manipolazione.