Quello che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza è ora una realtà presente negli organigrammi aziendali: agenti di intelligenza artificiale capaci di organizzare compiti, prendere decisioni e avviare azioni. Questo cambiamento epocale è stato al centro di una tavola rotonda tenuta il 15 ottobre da David Fayon, presidente di Numérikissimo e autore di "Informez-vous!", e Jean Gauthier, direttore di Serda Compétences.

La trasformazione dei ruoli lavorativi

Secondo Jean Gauthier, la transizione è già in atto e coinvolge ogni posto di lavoro. "Avremo collaboratori come voi e me che diventeranno manager di intelligenza artificiale", ha avvertito. La responsabilità ultima rimane umana: "Se diffuse un prodotto creato o assistito dall'IA, siete voi i responsabili, perché siete voi a validarlo, non la macchina".

David Fayon ha sottolineato che il grado di autonomia dell'IA dipende dagli stakeholder. "Per una mail pubblicitaria non serve una validazione umana, ma per la firma o il rinnovo di un grosso contratto serve un esperto, un giurista o un commerciale", ha spiegato. Ha quindi proposto una "co-intelligenza" con controlli regolari per verificare che le istruzioni date agli agenti producano i risultati attesi.

La sfida dei dati

La qualità dei dati è cruciale per il successo dei progetti di IA. "La prima cosa che guardiamo sono i dati, spesso mal strutturati, con metadati esotici", ha osservato Jean Gauthier. I dati possono essere insufficienti, spingendo i direttori dei sistemi informativi a reimmagazzinare archivi nei modelli per arricchire i corpus.

David Fayon ha ricordato che un ragionamento corretto applicato a dati errati produce risultati inaffidabili, rischiando di automatizzare errori su larga scala. Ha quindi consigliato di pulire i dati in anticipo e contestualizzare le risposte a specifici settori. Se necessario, dati sintetici possono integrare il tutto, come i CV fittizi che ha generato per addestrare uno strumento di abbinamento tra profili e posizioni.

Implementazione graduale

Jean Gauthier ha messo in guardia contro l'adozione massiccia e immediata dell'IA. "Non bisogna attaccare un intero servizio mettendo l'IA in tutti i suoi processi, ma caso per caso", ha insistito. È a questo livello che si misurano l'utilità reale, il ritorno sull'investimento e i rischi di ogni progetto.

Gli esempi di applicazione sono numerosi: dalla vigilanza, dove l'IA raccoglie informazioni e propone analisi iniziali, alla gestione documentale, dove agenti strutturano già newsletter per servizi abbonati. David Fayon ha citato anche gli acquisti, con la preselezione automatica di fornitori per appalti, e la logistica, dove i gemelli digitali simulano guasti per risolverli meglio.

Nuove competenze e responsabilità

La responsabilità ricade rapidamente sulla linea gerarchica, con i manager di prossimità che devono supervisionare collaboratori diventati manager di IA, a volte a distanza. "Bisognerà documentare come si è lavorato con l'IA, quali prompt si sono usati, quali iterazioni si sono fatte, cosa si è validato e perché", ha stimato Jean Gauthier.

Queste competenze organizzative dovranno svilupparsi rapidamente per evitare una perdita di significato nel lavoro. Presso Serda Compétences, le aspettative sono evolute dal 2023, dalle formazioni su prompt, senza le quali si ottengono spesso solo "risultati mediocri", a percorsi costruiti intorno ai casi d'uso di ogni mestiere.

La cultura generale e la formazione continua

David Fayon difende una competenza che l'IA non sostituirà presto: la cultura generale, che permette di creare ponti tra domini distanti. Si preoccupa anche del destino dei junior, i primi minacciati dall'IA generativa, mentre le aziende avranno bisogno di profili esperti domani. "Se non ci occupiamo dei junior e la fonte si esaurisce, non avremo senior domani", ha avvertito.

Ha quindi fatto appello alla diversità generazionale, all'apprendimento "dal CAP alla tesi" e alla formazione continua che permetta a ciascuno di cambiare carriera più volte.

Governance e sfide future

Resta da governare una tecnologia che si rinnova a un ritmo frenetico, con nuovi modelli che arrivano ogni due o tre mesi. Jean Gauthier ha chiamato alla creazione di comitati IA e gruppi di lavoro pluridisciplinari che riuniscano risorse umane, DSI e settori, incaricati di arbitrare tra rischi, ritorno sull'investimento e il posto dell'uomo.

David Fayon ha invitato alla sovranità per rimanere padroni delle proprie decisioni e non diventare "una colonia americano-cinese". Ha poi affrontato la cybersicurezza, che impone di prevedere modalità degradate per servire clienti e collaboratori in caso di guasto o cyberattacco, e l'etica.

Questa messa in guardia è stata lanciata a pochi passi dai padiglioni del Mondial de l'Automobile, dove robot umanoidi e veicoli senza volante ricordavano che l'IA agentica sta per lasciare gli schermi per invadere il mondo fisico.