La Commissione europea ha avviato una consultazione, valida fino al 3 novembre 2026, finalizzata a raccogliere le opinioni di tutti gli stakeholder sul futuro del diritto d’autore nell’Unione. L’iniziativa, parte della “Call for Evidence” di maggio 2026, si concentra su quattro ambiti principali: intelligenza artificiale generativa, pirateria online, ricerca transfrontaliera e compensi per le registrazioni di artisti provenienti da paesi terzi.
Contesto normativo e obiettivi della consultazione
Il principale intento della Commissione è quello di rafforzare la resilienza e la competitività dei settori culturali e creativi europei, favorendo al contempo ricerca e innovazione. La consultazione, organizzata in diverse sezioni tematiche, servirà a valutare se siano necessarie modifiche mirate al quadro normativo attuale, in particolare alla Direttiva 2019/789 (Direttiva DSM) e al più recente AI Act.
Direttiva DSM e le eccezioni per il text and data mining (TDM)
La Direttiva DSM prevede due eccezioni chiave per il TDM:
- Articolo 3: eccezione limitata al TDM a fini di ricerca scientifica.
- Articolo 4: eccezione più ampia, applicabile solo quando i titolari non hanno riservato espressamente i propri diritti.
Le difficoltà operative, soprattutto per quanto riguarda i meccanismi di opt‑out, sono oggetto di revisione. Gli autori che hanno esercitato la riserva dei diritti segnalano problemi nella concessione di licenze e nella remunerazione per l’uso dei loro contenuti.
Intelligenza artificiale generativa e obblighi dei fornitori
I fornitori di modelli di IA generativa richiedono certezza giuridica e accesso a grandi volumi di dati di alta qualità, inclusi contenuti protetti. L’AI Act introduce obblighi specifici per i “general‑purpose AI models”, che devono pubblicare una sintesi dei dati di addestramento (articolo 53, paragrafo 1, lettere c) e d) del Regolamento UE 2024/1689). Tali requisiti si applicano anche ai modelli addestrati al di fuori dell’UE, garantendo un “level playing field”.
Sanzioni per mancata conformità
In caso di violazione, la Commissione può imporre sanzioni amministrative fino al 3 % del fatturato annuo mondiale del fornitore. Questo potere è parte della strategia di vigilanza della Commissione, che ha già avviato indagini in materia di rispetto del diritto d’autore da parte di fornitori di IA.
Licenze e remunerazione per i creatori
Uno dei punti centrali della consultazione riguarda le modalità per agevolare la concessione di licenze e migliorare le condizioni di remunerazione dei creatori. L’obiettivo è creare un equilibrio tra:
- Accesso legale ai contenuti protetti per le start‑up e le imprese di IA.
- Garanzia di una giusta retribuzione per gli autori, compresi gli artisti extraeuropei le cui registrazioni sono utilizzate nell’UE.
Le proposte includono la creazione di piattaforme di licensing collettivo e la definizione di criteri trasparenti per la distribuzione dei compensi derivanti dall’uso dei contenuti nei modelli di IA.
Contrasto alla pirateria online
La rapida evoluzione delle tecnologie di streaming illegale, in particolare nel segmento IPTV, ha spinto la Commissione a chiedere un aggiornamento delle misure attuali. La normativa vigente comprende:
- Direttiva 2001/29/CE, articolo 8, paragrafo 3, che consente ingiunzioni contro i responsabili delle violazioni.
- Direttiva 2004/48/CE, articoli 9 e 11, che rafforzano le misure cautelari contro gli intermediari.
- Digital Services Act (DSA), Regolamento 2022/2065, che introduce meccanismi di notifica, “trusted flaggers” e obblighi di rimozione tempestiva dei contenuti illeciti.
Secondo il DSA, i fornitori di servizi di hosting devono agire rapidamente una volta a conoscenza della presenza di contenuti illegali, rimuovendoli o disabilitandone l’accesso.
Impersonificazioni generate dall’IA e diritti degli artisti
Un tema delicato sollevato nella consultazione è l’uso di impersonificazioni IA di artisti interpreti o esecutori. La Commissione intende valutare se la legislazione sul diritto d’autore debba includere disposizioni specifiche per tutelare gli artisti da riproduzioni non autorizzate che potrebbero compromettere la loro immagine e i loro diritti morali.
Prospettive future e possibili scenari di policy
I risultati della consultazione guideranno la preparazione di un’azione mirata volta a creare un contesto più favorevole al diritto d’autore, alla creatività e all’innovazione. Tra le opzioni di policy in discussione vi sono:
- Riforma dell’articolo 4 della Direttiva DSM per semplificare l’opt‑out.
- Introduzione di un regime di licenza standardizzato per i dati di addestramento IA.
- Rafforzamento dei meccanismi di segnalazione e rimozione del DSA con sanzioni più incisive.
- Creazione di un fondo europeo per la remunerazione di artisti extraeuropei le cui opere vengono utilizzate nei modelli di IA.
Conclusioni
La consultazione della Commissione europea rappresenta un momento cruciale per definire il futuro del diritto d’autore nell’era digitale. Le decisioni che verranno prese influenzeranno non solo le grandi piattaforme e le start‑up di IA, ma anche i creatori, i ricercatori e i consumatori di contenuti culturali. Il dialogo aperto con gli stakeholder, previsto fino al 3 novembre 2026, è l’occasione per costruire un equilibrio sostenibile tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti di chi produce le opere su cui l’IA si basa.
