Secondo uno studio pubblicato dall'agenzia Bang Marketing, il panorama del marketing B2B in Québec è destinato a subire importanti evoluzioni nel 2026. L'analisi, condotta tra settembre e ottobre 2025 e che ha coinvolto 211 organizzazioni e 115 specialisti B2B, fornisce una dettagliata panoramica delle pratiche, dei budget e delle tendenze emergenti. I risultati, divulgati l'11 dicembre 2025 da Kévin Deniau, offrono cinque punti salienti cruciali per le aziende che operano nel settore B2B.

Il sondaggio ha coinvolto aziende di diverse dimensioni, dalle piccole imprese tecnologiche alle grandi PMI manifatturiere, con un numero di dipendenti che va da 2 a oltre 300. Questo approccio metodologico garantisce una rappresentazione eterogenea del tessuto imprenditoriale del Québec, fornendo insight preziosi sulle sfide e le opportunità che attendono i professionisti del marketing B2B nel prossimo anno.

1. Stato dell'arte: team di marketing spesso limitati o inesistenti

Una delle scoperte più significative dello studio riguarda la composizione e le dimensioni dei team di marketing interni nelle aziende del Québec. La ricerca evidenzia che la stragrande maggioranza delle organizzazioni intervistate opera con team di marketing interni di dimensioni ridotte. Nello specifico, quasi la metà delle aziende (47%) impiega solo una o due persone dedicate al marketing, mentre un significativo 16% non dispone di alcuna risorsa interna per questa funzione.

Questa realtà implica che gli specialisti del marketing devono spesso destreggiarsi tra una moltitudine di compiti, dalla pianificazione strategica alla creazione di contenuti e all'esecuzione delle campagne, il tutto con mezzi e risorse limitati. Non sorprende, quindi, che la sfida principale per questi team, citata dal 35% degli intervistati, sia proprio quella di "realizzare un gran numero di progetti con un piccolo team". Questo scenario sottolinea la necessità di efficienza, l'adozione di strumenti che ottimizzino il tempo e, forse, un maggiore ricorso a competenze esterne o all'automazione per compensare la carenza di personale.

2. Fatturato e budget: una stabilità relativa per il 2026

Il contesto economico incerto che caratterizza il periodo influisce chiaramente sulle prospettive di crescita e sui budget delle aziende. Per il 2026, solo il 50% delle imprese prevede una crescita del proprio fatturato, un dato in calo rispetto al 62% registrato nel 2024. Questo rallentamento è particolarmente evidente nelle piccole strutture, quelle con 2-10 dipendenti, le più sensibili alle fluttuazioni economiche. Tuttavia, è rassicurante notare che solo il 10% degli intervistati si aspetta una diminuzione del fatturato.

Parallelamente alle previsioni sul fatturato, i budget marketing per il 2026 mostrano una tendenza generale alla stabilità. La metà delle aziende (51%) intende mantenere un budget marketing simile a quello del 2025, mentre poco più di un quarto (26%) prevede un aumento. Al contrario, solo il 12% anticipa una riduzione del proprio budget. È interessante notare come l'entità del budget marketing vari drasticamente tra le organizzazioni: quasi un terzo (28%) disporrà di meno di 50.000$, mentre il 15% avrà a disposizione più di 500.000$.

Un trend inequivocabile è la crescente importanza del digitale all'interno dell'allocazione dei budget. Più di un terzo delle organizzazioni (34%) destina ormai più del 50% dei propri investimenti al digitale, un aumento significativo rispetto al 28% del 2024. Questo dato sottolinea la centralità delle strategie digitali per la visibilità e la crescita aziendale.

3. La creazione di contenuti: priorità di investimento marketing per la maggioranza

Nel 2026, la creazione di contenuti si conferma il principale settore di investimento per la maggior parte delle organizzazioni. Per il 67% dei rispondenti, questa attività – che include blog, newsletter e contenuti per i social media – rappresenta la massima priorità in termini di allocazione di risorse marketing.

Subito dopo la creazione di contenuti, le campagne pubblicitarie digitali occupano un posto di rilievo, con il 45% delle aziende che intende investirvi maggiormente. A parità di importanza (41% ciascuno), troviamo il SEO (Search Engine Optimization) e l'ottimizzazione web, che rimangono pilastri fondamentali per la visibilità online. È significativo anche il mantenimento di una forte importanza per le fiere e i saloni commerciali, indicata dal 39% degli intervistati. Questo dato, nonostante la predominanza del digitale, ribadisce il valore del marketing relazionale e degli incontri di persona, un aspetto che Isarta supporta con la sua nuova formazione sulla gestione del budget eventistico.

Come riassume Stéphanie Kennan, presidente di Bang Marketing: "Il marketing digitale è ormai ben radicato nelle pratiche. Il prossimo passo? Cogliere l'occasione per costruire approcci più strutturati, più allineati e più misurabili, per farne un vero motore di crescita."

4. Le tendenze del 2026: IA, automazione e video

Le previsioni per il 2026 non riservano grandi sorprese riguardo alle tecnologie che influenzeranno maggiormente il marketing B2B. L'intelligenza artificiale (IA) e l'automazione sono considerate le forze più di impatto, con un impressionante 83% delle aziende che ne riconosce l'influenza crescente. Nonostante ciò, il 43% dei professionisti si dichiara ancora "mediamente a proprio agio" con l'utilizzo dell'IA, evidenziando una chiara necessità di sviluppo di competenze in questo ambito.

Gli impatti principali dell'IA citati dagli intervistati sono molteplici: la creazione di più contenuti e la personalizzazione delle campagne (33%) e l'automazione di compiti ripetitivi (29%). Questi dati suggeriscono che l'IA non solo aumenterà l'efficienza operativa, ma permetterà anche una maggiore scalabilità e pertinenza nelle interazioni con i clienti.

Accanto all'IA, il video si afferma come il media protagonista del marketing B2B. Oltre il 57% delle aziende prevede di produrne di più nel 2026, con quasi una su cinque che intende incrementare significativamente la produzione. La maggior parte di questi contenuti video sarà destinata ai social network professionali come LinkedIn, sottolineando l'importanza di piattaforme visive e interattive per raggiungere il pubblico B2B.

5. Il GEO: una tendenza ancora nascente

Un concetto emergente che sta rapidamente catturando l'attenzione dei team marketing è il Generative Engine Optimization (GEO). Si tratta dell'equivalente del posizionamento organico (SEO) ma applicato agli strumenti di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT. Questo fenomeno è ancora nelle sue fasi iniziali di adozione: quasi la metà dei rispondenti (44%) sta appena scoprendo l'argomento, mentre il 31% ne ha sentito parlare e un quarto (25%) si sta attivamente interessando ad esso.

Per il 59% degli intervistati, l'IA generativa rappresenta un'opportunità da cogliere rapidamente, mentre solo il 13% la percepisce come una minaccia per la visibilità organica. Questo dimostra un atteggiamento prevalentemente ottimistico e proattivo verso le nuove tecnologie.

In termini concreti, un terzo delle aziende (34%) ha già intrapreso azioni per migliorare la propria visibilità sugli strumenti generativi come ChatGPT, Gemini o Copilot, e un altro 33% prevede di farlo a breve. Solo un quarto (24%) non ha ancora intenzione di avventurarsi in questo campo, segnalando un potenziale divario tra gli innovatori e i più cauti nell'adozione di nuove pratiche di marketing.

Metodologia dello studio

Lo studio è stato realizzato attraverso un sondaggio digitale completato da 211 organizzazioni e 115 specialisti B2B tra settembre e ottobre 2025. I partecipanti provenivano da aziende di varie dimensioni e settori, impiegando da 2 a oltre 300 persone, dalla grande PMI manifatturiera alla piccola impresa tecnologica, garantendo così una rappresentatività del panorama B2B del Québec.

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Queste analisi si inseriscono in un contesto più ampio di studi e approfondimenti sulle strategie di marketing moderno, spesso promossi da enti come Bang Marketing. Altri articoli e risorse correlate includono discussioni su temi quali l'identità di marca e le strategie di lead generation su piattaforme come LinkedIn, in particolare quelle suggerite da Stéphanie Kennan stessa.