La sfilata di nuovi milionari
L'ascesa dell'intelligenza artificiale ha prodotto una schiera imponente di nuovi ipermillonari. Guardando all’elenco delle dieci persone più ricche al mondo stilato da Forbes, otto di esse sono legate a questa tecnologia. Bloomberg ha chiamato questo fenomeno "la prima ondata", riferendosi ai fondatori delle aziende leader nel settore dell'intelligenza artificiale generale come OpenAI, Anthropic o Deepseek.
Oggi, però, entra in scena una seconda ola: quella dei fondatori delle startup specializzate in agenti e strumenti di IA che non solo stanno ridefinendo il mercato, ma stanno accumulando immense ricchezze. Solo negli ultimi dodici mesi, le aziende tecnologiche americane hanno generato 19 nuovi miliardari, il cui patrimonio aggregato si aggira intorno ai 59,3 miliardi di dollari.
I nuovi protagonisti dell'intelligenza artificiale
Dietro a queste startup non ci sono solo ex tecnocrati o esperti informatici. Si trovano profili sorprendenti: un poeta, tre partecipanti al programma Thiel no titolate universitarie, un immigrato autodidatta. Tra i casi più eclatanti c’è Reflection AI, una fondazione specializzata in agenti di intelligenza artificiale in grado di creare, correggere ed interpretare codice autonomamente.
Reflection AI: il boom della IA programmata autonomamente
I fondatori di Reflection AI, Ioannis Antonoglou e Misha Laskin, sono ormai entrati nell'olimpo dei miliardari dell'IA. La coppia ha una fortuna stimata in intorno ai 4 miliardi di dollari ciascuna. Antonglou non è nuovo al successo con la tecnologia: faceva parte del team che ha portato al successo storico di AlphaGo, un progetto Google DeepMind che ha battuto i campioni umani nel gioco del Go.
Agenti di IA per il diritto e la salute
Un altro esempio emblematico è il caso di Harvey, un agente di intelligenza artificiale sviluppato per automatizzare la ricerca giuridica, la redazione di documenti e la revisione di contratti, ideato da due fondatori con sfondo completamente diverso: un abogado e un ricercatore di IA. Oggi i due detengono una fortuna stimata in poco meno di 1,6 miliardi di dollari a testa.
L’industria sanitaria non è a corto di innovazione. OpenEvidence applica l'IA al settore medico e al momento, con un accumulo di oltre 100 milioni di consultazioni al mese, la valutazione dell’azienda è cresciuta quasi quattro volte in sei mesi, raggiungendo i 12 miliardi di dollari. Il fondatore del progetto, Daniel Nadler, vanta una fortuna di 7,2 miliardi di dollari.
Startup di origine speciale: i Thiel Fellowship
Le startup nate da programmi di formazione e di sviluppo imprenditoriale stanno riscuotendo grandi successi. Mercor, fondata da Brendan Foody, Adarsh Hiremath e Surya Midha, inizialmente ideata come una piattaforma di reclutamento, ha scelto di cambiare campo e dedicarsi al mercato dell'etichettatura dati per OpenAI e Anthropic. Questi due ragazzi, insieme ad un collega, hanno abbandonato l’università per unirsi al Thiel Fellowship, programma del cofondatore di PayPal che offre 250.000 dollari a ragazzi promettenti per concentrarsi sull'innovazione digitale.
Questa mossa si è rivelata payante: il ricavo di Mercor è cresciuto da 100 a 1000 milioni in un anno e la valutazione della società si attesta intorno ai 10 miliardi di dollari, con i fondatori che si dividono 1,9 miliardi di dollari ognuno.
Fondatori internazionali e infrastrutture di AI
Un esempio di come l’imprenditorialità stia rompendo i paradigmi tradizionali è Vercel, fondata da Guillermo Rauch, immigrato argentino che non ha completato le scuole superiori. Il portale ha iniziato come uno strumento per sviluppatori, ma si è trasformato in una piattaforma chiave per il deployment di applicazioni basate sull'IA, con una valutazione che ha portato Rauch a una fortuna stima di 1,9 miliardi di dollari.
Conclusione su nuovi orizzonti per l'intelligenza artificiale
La seconda ondata dell'ascesa dell’IA non solo sta generando nuove ricchezze ma sta spianando la strada a nuovi modelli di imprenditorialità. Dalle AI specializzate in settori come la medicina o il diritto, alle nuove piattaforme di sviluppo, l'industria sta dimostrando che chiunque può contribuire a questa rivoluzione. E il bello? Sembra che la seconda ola non abbia nemmeno iniziato.
