RomaBusinessSchool individua nel mercato italiano dell’Intelligenza artificiale (AI) una grande opportunità in crescita e un enorme potenziale per diventare una potenza emergente in Europa. Il mercato italiano dell’intelligenza artificiale ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 50% rispetto all'anno precedente e un valore quasi nove volte superiore a quello registrato nel 2018.

Sviluppo e Diffusione dell’AI in Italia

La componente generativa dell’AI pesa già il 46% del totale, con le competenze AI che compaiono nel 76% delle offerte per profili qualificati. Gli annunci che richiedono tali competenze sono cresciuti del 93% in un anno. Tuttavia, il tasso medio di adozione dell’AI nelle imprese italiane si ferma all’8,2%, mentre la media europea è del 13,5%. Per colmare questa discrepanza, è necessario accompagnare le PMI in percorsi graduati di adozione dell’AI.

Proposta di Ricerca di Rome Business School

Il rapporto “Italia 2030. Scenari per l’innovazione tra AI, impresa e politica” redatto da Rome Business School conclude che l’Italia ha gli asset necessari per costruire una leadership di nicchia nell’AI che non si può replicare altrove in Europa. I distretti industriali italiani detengono dati operativi unici che possono essere trasformati in modelli AI verticali, con potenzialità di leadership produttiva nel proprio settore a livello europeo.

I dati industriali unici

Un'idea cruciale del rapporto è la creazione dei "Dataspace dei Distretti", un iniziativa nazionale che mette in comune i dati industriali tramite una governance cooperativa e regole di responsible AI. Questo permetterebbe di rafforzare i settori in cui l’Italia parte con un vantaggio competitivo sui mercati globali.

Competenze AI e Formazione

Un punto fondamentale per lo sviluppo dell’AI in Italia è l’espansione delle competenze specifiche. Il report sottolinea l’assoluta esigenza di un investimento straordinario in formazione, dagli istituti tecnici alle scuole manageriali, per non lasciare il campo a pochi e concentrare i benefici in mani limitate. Senza un'educazione inclusiva e diffusa, il divario tecnologico potrebbe accentuarsi.

Soluzioni e Settori Strategici

L’Italia deve muoversi velocemente su settori e tecnologie strategici come energia, ICT, spazio, quantum e mondi virtuali, dove l’innovazione può rappresentare un moltiplicatore di produttività, resilienza e soft power. Tra le nicchie potenziali di leadership figurano:

    • Manifattura avanzata
    • Turismo esperienziale
    • Sanità territoriale
    • Silver economy

Queste aree uniscono innovazione tecnologica, cultura e specificità industriali, offrendo l’Italia l’opportunità di emergere come esempio di eccellenza.

Supporto Statale

Per accelerare i processi di adozione dell'IA, l’Italia ha bisogno di un forte sostegno statale. Lo studio richiama l’importanza di investire in infrastrutture digitali, cloud sovrano e in un quadro normativo abilitante. Al momento, l’Italia si posiziona in una posizione di follower e non di leader, senza riuscire a imporre nuovi standard, piattaforme o modelli propri.

Posizione in Europa

Pur godendo di un mercato in espansione, l’Italia non è un leader nel settore AI in Europa. Paesi come Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito vantano strategie consolidate e hub in anticipo sui tempi. La classifica dello European Innovation Scoreboard 2025 colloca l’Italia tra i Moderate Innovators, con una performance al 93% della media UE. La posizione, tuttavia, è migliorabile.

Dati sull’adozione dell’Ai

I dati sull'adozione evidenziano il ritardo: il 71% delle grandi imprese italiane ha iniziato almeno un progetto di AI e il 84% ha già acquistato licenze per strumenti generativi. Tuttavia, il tasso di adozione tra le PMI crolla all’8%, con una percentuale media complessiva dell’8,2% rispetto a una media europea del 13,5%. Il gap tra grandi gruppi e PMI potrebbe diventare permanente.

Capitale umano

Un altro problema risiede nei deficit di capitale umano. L’Italia ha una quota di popolazione con formazione terziaria e un numero di specialisti ICT al di sotto della media europea. Nel 2025, la filiera italiana del venture capital ha registrato 419 operazioni per 2,3 miliardi di euro. Il mercato statunitense, invece, ha mobilitato 194 miliardi di dollari, con il 75% del valore globale.

Esempi concreti di successo

I gruppi industriali e del settore media hanno costruito piattaforme di MLOps centralizzate. Nel 2025, quasi un lavoratore su due utilizza strumenti AI e quattro su dieci dichiarano di svolgere attività che altrimenti non potrebbero. Il settore dell’eyewear rappresenta un buon esempio di convergenza tra manifattura, design e AI, con EssilorLuxottica che ha venduto più di 7 milioni di occhiali Ray-Ban e Oakley nel 2025.

Un altro esempio rilevante è la partnership tra Stellantis, Accenture e Nvidia nel 2026, volta a costruire digital twin abilitati all’AI. “La manifattura italiana è il terreno fertile per digital twin, simulazione e AI fisica,” osservano i ricercatori.

Progressi legali e infrastrutturali

Alla fine del 2025, l’Italia è diventata il primo Paese UE a dotarsi di una legge nazionale organica sull’AI con allineamento al framework europeo, affidata ad Agid e all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. L’Italia ha 209 data center attivi, con piani di investimento che includono Tim Enterprise e Oracle. Inoltre, è stata lanciata una gara da 180 milioni di euro per servizi di sovereign cloud.

Innovazione e governance

I ricercatori propongono di rafforzare il modello italiano guardando alle esperienze internazionali come la Data Embassy in Estonia, per settori come la sanità digitale. Tre dei data center dell'infrastruttura dell’euro digitale saranno localizzati in Italia, rafforzando ulteriormente il posizionamento strategico del Paese in Europa.