Il 10 novembre 2024, nell’Aula XXI Marzo di Palazzo Pedagaggi a Catania, si è tenuto il primo dei due seminari organizzati dalla Cattedra Jean Monnet “Challenges to Democracy and Representation in the EU” (EuDARe). Intitolato “From Large Language Models to Agentic AI”, l’incontro ha tracciato il percorso evolutivo dell’intelligenza artificiale, partendo dai sistemi basati su regole fino ai moderni Large Language Models (LLM) e alle IA agentiche capaci di agire autonomamente in ambienti digitali.

Dal modello tradizionale all’AI agentica

Adrià Urso Coll, CRM Coordination and Outreach Specialist alla FAO, ha illustrato come i LLM, come GPT‑4 o Claude, elaborino testi grazie a enormi corpora di dati e a tecniche di deep learning. Ha mostrato, con esempi pratici, come la scelta del prompt, il contesto fornito e le fonti di addestramento influiscano direttamente sulla qualità e sulla precisione delle risposte generate.

Successivamente, Urso Coll ha introdotto il concetto di IA agentica: sistemi che, oltre a generare testo, possono pianificare compiti, ricercare informazioni, interagire con API esterne e persino controllare robot o droni, sempre sotto supervisione umana. Tra gli esempi citati, ha descritto un agente che, partendo da una semplice richiesta di “preparare un piano di emergenza per un’alluvione”, ha consultato database meteorologici, ha elaborato mappe di rischio e ha prodotto una checklist operativa per le autorità locali.

Rischi e limiti dell’IA agentica

Il relatore ha poi evidenziato i limiti attuali: bias nei dati di addestramento, difficoltà nella verifica della veridicità delle fonti e problemi di accountability quando un agente compie errori. Ha sottolineato l’importanza di una strategia di utilizzo responsabile che preveda audit regolari, trasparenza nei processi decisionali e meccanismi di intervento umano.

AI, organizzazioni internazionali e potere globale

Il 11 novembre, sempre nella stessa sede, si è svolto il secondo seminario, “AI, International Organizations and Global Power”. Il dibattito ha messo in luce come l’intelligenza artificiale stia ridisegnando le dinamiche di competizione tra grandi potenze e il ruolo delle organizzazioni multilaterali.

Urso Coll ha iniziato analizzando il caso della FAO, che utilizza l’IA per ottimizzare la catena di approvvigionamento alimentare, prevedere carestie e migliorare la gestione delle risorse idriche. Ha mostrato come l’analisi predittiva basata su dati satellitari e su modelli climatici possa ridurre del 15 % le perdite post-raccolto in paesi vulnerabili.

Successivamente, Francesca Longo, Direttrice del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, ha discusso le implicazioni geopolitiche: l’IA consente a paesi come gli Stati Uniti e la Cina di sviluppare capacità di sorveglianza avanzata, di influenzare opinioni pubbliche attraverso deepfake e di accelerare la corsa allo spazio digitale. Ha evidenziato, però, che le organizzazioni internazionali possono fungere da “catalizzatori di governance” se adottano quadri normativi condivisi.

Strategie per una governance multilaterale responsabile

Il professore emerito Fulvio Attinà ha proposto un set di raccomandazioni pratiche per le Nazioni Unite e gli enti affiliati:

    • Creare un osservatorio globale sull’IA per monitorare sviluppi tecnologici e impatti sociali.
    • Definire standard di trasparenza per gli algoritmi utilizzati in ambito diplomatico e umanitario.
    • Implementare programmi di formazione continua per funzionari internazionali, mirati a capacità di valutazione dei rischi algoritmici.
    • Stabilire meccanismi di responsabilità condivisa tra stati membri, fornitori di tecnologia e organizzazioni non governative.

Il dibattito ha concluso con una sessione di domande e risposte, durante la quale gli studenti hanno chiesto esempi concreti di utilizzo dell’IA per la mediazione di conflitti in zone di crisi, ricevendo risposte che hanno citato progetti pilota della UNDP in Afghanistan e nella Repubblica Democratica del Congo, dove algoritmi di analisi dei dati hanno facilitato la creazione di mappe di vulnerabilità e la distribuzione mirata di aiuti.

Entrambi i seminari, tenuti in lingua inglese ma aperti a tutta la comunità universitaria, hanno offerto un quadro completo delle opportunità e delle sfide poste dall’intelligenza artificiale, sottolineando la necessità di un approccio interdisciplinare che coniughi competenze tecniche, politiche e etiche per guidare il futuro della governance globale.