Un nuovo capitolo della trasformazione digitale

Dalla sperimentazione all’adozione e all’integrazione sistemica nei processi di cura, l’intelligenza artificiale apre un nuovo percorso di innovazione in sanità. Interoperabilità, data‑quality, sicurezza e responsabilità diventano i fattori decisivi per il successo.

Come spiega Andrea Leonardo, Healthcare Director di Almaviva, “il valore dell’innovazione non si misura dalla quantità di algoritmi introdotti, ma dalla capacità di calarli nei modelli organizzativi delle aziende sanitarie e convertirli in infrastruttura abilitante nell’assistenza sanitaria”.

Da modelli predittivi a AI generativa

Negli ultimi anni i modelli predittivi, l’AI generativa, i sistemi di supporto alle decisioni cliniche e gli strumenti di analisi avanzata dei dati sono divenuti realtà consolidate. Tuttavia la rapidità dell’evoluzione tecnologica non sempre corrisponde a una capacità analoga degli enti di assorbire queste soluzioni nei propri processi.

Il gap tra innovazione disponibile ed effettiva adozione rappresenta una delle sfide decisive per il futuro del sistema sanitario: “Il problema non è più dimostrare che l’AI possa funzionare – osserva ancora Leonardo –. Dobbiamo superare la dimensione episodica della sperimentazione e costruire le fondamenta affinché queste tecnologie diventino – by design e by default – parte integrante dei processi clinici e organizzativi delle Aziende Sanitarie”.

Governance: il cuore della trasformazione

L’adozione dell’AI non può più essere affrontata esclusivamente in chiave tecnologica; richiede un modello di governance chiara e non negoziabile, ispirato a principi rigorosi di sicurezza, tracciabilità del dato, trasparenza, etica e ownership delle responsabilità.

La cornice regolatoria dell’AI Act sancisce questa esigenza, soprattutto in un settore in cui molte applicazioni incidono su processi ad alto impatto sulla vita delle persone.

Dal compliance alla progettazione integrata

“Quello della governance non può essere derubricato a tema di compliance normativa – sottolinea Leonardo –, ma deve essere disegnata ab origine nell’architettura delle soluzioni, accompagnandone l’intero ciclo di vita: dalla progettazione, allo sviluppo, fino al rilascio e al monitoraggio degli impatti”.

In questa prospettiva si inserisce la certificazione ISO/IEC 42001:2023 ottenuta da Almaviva, relativa ai sistemi di gestione dell’intelligenza artificiale. Lo standard internazionale certifica la capacità dell’organizzazione di adottare processi operativi che garantiscano una gestione virtuosa dell’AI e la tutela da bias o fenomeni distorsivi.

Interoperabilità e qualità dei dati

Nessun algoritmo, per quanto sofisticato, può dispiegare il proprio potenziale se il dato è frammentato, non interoperabile, non verificato alla fonte e, soprattutto, non validato dal professionista sanitario.

La sanità dispone di un patrimonio informativo straordinario, distribuito tra ospedali, servizi territoriali, dispositivi medici e piattaforme digitali. Connettere ed orchestrare queste informazioni, preservandone qualità, affidabilità e semantica, è il presupposto per rendere le applicazioni realmente efficaci.

Un ecosistema integrato

“AI, interoperabilità, data‑governance, cloud e cybersecurity non possono essere considerate dimensioni separate – analizza Leonardo –, sono anelli di una stessa filiera digitale, necessari nella costruzione di servizi digitali capaci di accompagnare l’intero patient‑journey”.

HELIOS by GIOTTO, l’ecosistema digital‑health di Almaviva, incarna questa logica. Con 17 progetti all’attivo, di cui sei regionali, 472 canali di integrazione e 28 sistemi integrati, HELIOS.connect è un’infrastruttura abilitante per la trasformazione digitale.

Framework ULTRA e valore per la PA

Un altro asset proprietario è ULTRA, il framework lanciato di recente dal Gruppo Almaviva, che pone l’AI al centro dell’offerta. ULTRA declina una visione globale per mercati, domini, filiere produttive e settori mission critical, tra cui l’Healthcare, trasformando tecnologie e competenze in valore reale e misurabile per la Pubblica Amministrazione.

Human in the loop

L’introduzione dell’AI nei processi clinici solleva il tema della responsabilità professionale. Il paradigma “human in the loop” assume un valore centrale: gli algoritmi possono estrarre grandi dataset, individuare correlazioni e supportare le valutazioni, ma la decisione clinica deve rimanere fermamente nel perimetro del professionista sanitario.

“Il medico rimane centrale nell’iter decisionale, la tecnologia deve fungere da acceleratore delle sue capacità di analisi e di decisione – chiarisce Leonardo –. Il digital deve liberare tempo, rendere le informazioni di facile accesso e consentire ai professionisti di concentrarsi su attività a maggiore valore clinico, salvaguardando quella dimensione relazionale che rende la cura del paziente davvero umana”.

Casi pratici: dalle ASL campane alla programmazione sanitaria

Almaviva ha maturato esperienza con alcune ASL campane, dove l’AI estrae grandi quantità di informazioni da cartelle cliniche, referti, anamnesi ed esami diagnostici, sintetizzando elementi chiave per mettere il clinico nelle condizioni di gestire il giusto set informativo al momento della decisione.

Le opportunità dell’AI non si esauriscono nell’assistenza al paziente. Un’altra prospettiva significativa riguarda il supporto alla programmazione sanitaria, all’anticipazione dei bisogni e alla pianificazione delle risorse disponibili.

Analisi predittiva per il futuro

In un sistema chiamato a fronteggiare l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle cronicità e la carenza di personale, l’analisi predittiva diventa uno strumento di scenario previsionale determinante per orientare scelte strategico‑organizzative.

Con alcune Regioni, Almaviva sta lavorando a programmi di applicazione capillare dell’AI, tramite POC su appropriatezza prescrittiva, liste di attesa e percorso chirurgico, con l’obiettivo di governare dinamicamente l’equilibrio tra domanda di prestazioni e capacità produttiva delle strutture ospedaliere.

“È una delle dimensioni a più alto potenziale dell’Intelligenza Artificiale – evidenzia Leonardo –. Non soltanto efficientare il flusso erogativo di una prestazione sanitaria, ma offrire al management strumenti per comprendere la distribuzione e l’evoluzione della domanda di salute, stratificare i bisogni e programmare l’offerta in modo più calibrato”.

Applicazioni verticali e innovazione continua

Alcune soluzioni verticali già operative includono:

    • HELIOS.Rehab: integra AI, biosensori e computer vision per percorsi di teleriabilitazione a domicilio.
    • Progetto OncologIA: utilizzo di modelli data‑driven nel percorso oncologico e nella medicina di precisione.

Sovranità digitale e multi‑vendor

La diffusione dell’AI rende centrali due temi strategici: la sovranità digitale, ovvero la capacità di governare e mettere in sicurezza il dato evitando dipendenze esterne, e la gestione di un ecosistema multi‑vendor.

“La traiettoria dell’AI non sarà e non dovrà essere incentrata attorno a un unico modello predittivo o algoritmo – osserva Leonardo –. Avremo bisogno di piattaforme generaliste e più verticali, ma in ogni caso aperte ed inclusive, capaci di orchestrare soluzioni diverse, garantendo sempre interoperabilità, sicurezza e sovranità nelle scelte tecnologiche”.

Per Almaviva, che si definisce una Global Tech‑Company con tecnologie, competenze, ricerca ed asset industriali radicati, la sfida è creare un’infrastruttura flessibile che possa adattarsi a contesti regionali e nazionali, mantenendo al contempo standard internazionali di governance e qualità.