Introduzione al tema
Il volume “Segreto di Stato e informazioni classificate. L’analisi comparatistica strutturata nel counter‑lawfare”, pubblicato da Aracne e scritto da Alessandro Arcobasso, propone una riflessione approfondita sull’intersezione tra intelligenza artificiale (IA), diritto comparato e sicurezza nazionale in un contesto di guerra ibrida. L’autore, studioso di processi di innovazione tecnologica e digitale, indaga come le tecnologie di IA possano generare contenuti sensibili a partire da prompt, dati pubblici aggregati e analisi predittiva, creando nuove vulnerabilità per il segreto di Stato.
Struttura dell’opera
Il libro si articola in quattro capitoli, ognuno dei quali esplora un aspetto specifico della tematica:
- Capitolo 1 – Segretezza ed esercizio del potere: ricostruzione storico‑filosofica della nozione di segretezza, dalle “arcana imperii” romane al concetto moderno di “ragion di Stato”.
- Capitolo 2 – Segreto di Stato e informazioni classificate: analisi comparativa della normativa italiana e spagnola.
- Capitolo 3 – Analisi comparatistica tradizionale: confronto tra i due sistemi giuridici.
- Capitolo 4 – Analisi comparatistica strutturata e IA: presentazione del modello ACS basato su reti neurali e “crittotipi”.
Il quadro normativo di riferimento
Modello NATO‑UE
Il capitolo 1 dedica una sezione al modello di classificazione NATO‑UE, che definisce livelli di segretezza (confidenziale, riservato, segreto, top‑secret) e le relative procedure di gestione. La divulgazione non autorizzata di informazioni classificate può provocare danni a livello nazionale e internazionale, giustificando misure di protezione rigorose.
Normativa italiana
Arcobasso individua il principale riferimento normativo italiano nella legge 3 agosto 2007, n. 124, “Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto”, integrata dal DPCM 6 novembre 2015, n. 5. Alcuni articoli chiave:
- art. 39, comma 1: definisce gli atti, i documenti, le notizie e le attività coperti dal segreto di Stato.
- art. 39, comma 3: amplia la definizione a “informazioni, documenti, atti, attività, cose o luoghi” la cui conoscenza al di fuori delle sedi autorizzate può ledere gravemente le finalità dello Stato.
- art. 39, comma 2: stabilisce che solo i soggetti e le autorità chiamati a svolgere funzioni essenziali possono accedere a tali informazioni.
- art. 42: recepisce le classifiche di segretezza del modello NATO‑UE, specificate dal DPCM 2015.
Il testo sottolinea l’obbligo di conservazione sicura degli atti segreti, con misure anti‑manipolazione, sottrazione o distruzione.
Confronto con la normativa spagnola
Nel capitolo 2, Arcobasso confronta la disciplina italiana con quella spagnola, evidenziando similitudini nella struttura dei livelli di classificazione e differenze nella gestione delle autorizzazioni operative. L’analisi mette in luce come entrambe le giurisdizioni utilizzino il principio di “necessità e proporzionalità” per bilanciare la trasparenza democratica con la tutela della sicurezza nazionale.
La teoria dei formanti e i “crittotipi”
Partendo dalla “Teoria dei formanti” di Rodolfo Sacco, l’autore propone un modello sperimentale denominato “Analisi Comparatistica Strutturata” (ACS). Questo approccio ibrido combina:
- l’uso di reti neurali di grandi modelli linguistici (LLM) per l’estrazione e la valutazione delle fonti giuridiche;
- la definizione di “crittotipi”, ovvero meccanismi invisibili che influenzano la formazione del diritto nella pratica interpretativa;
- la identificazione di “potenziali vulnerabilità sistemiche” derivanti da convergenze tra fonti aperte e dati sensibili.
Arcobasso descrive i crittotipi come “codici nascosti” capaci di modellare la percezione delle regole, creando punti deboli sfruttabili da attori malintenzionati attraverso l’IA.
Procedura operativa dell’ACS
Il modello ACS si articola in fasi ben definite, tutte supervisionate da esperti umani:
- Definizione delle finalità: l’analista stabilisce gli obiettivi di ricerca (es. individuare vulnerabilità nella classificazione NATO‑UE).
- Selezione degli istituti giuridici: vengono individuati gli atti, le norme e i regolamenti rilevanti.
- Raccolta delle fonti aperte: si consultano banche dati pubbliche, documenti ufficiali, sentenze e articoli accademici.
- Attribuzione di indicatori qualitativi: si definiscono criteri di valutazione (es. livello di riservatezza, impatto potenziale).
- Elaborazione IA: i LLM analizzano il contesto giuridico‑storico‑politico e segnalano convergenze o divergenze tra gli istituti.
- Rappresentazione dei risultati: l’analista umano interpreta le uscite dell’IA, verifica coerenza e formula raccomandazioni operative.
Questa procedura ibrida mira a superare i limiti degli studi empirici tradizionali, consentendo un’analisi più rapida e approfondita di grandi volumi di dati.
Vulnerabilità sistemiche emerse
L’applicazione dell’ACS ha permesso di individuare diverse tipologie di vulnerabilità:
- Fusione di fonti aperte e dati classificati: l’aggregazione di informazioni pubbliche (es. registri societari, dati di geolocalizzazione) può ricostruire profili sensibili di operazioni segrete.
- Manipolazione di crittotipi: attori ostili possono influenzare la formazione normativa mediante campagne di disinformazione mirate, sfruttando le stesse reti neurali impiegate per l’analisi.
- Fuga di informazioni attraverso IA generative: prompt ben formulati possono indurre modelli linguistici a produrre contenuti che rivelano dettagli riservati, anche se derivati da dati pubblici.
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