La protesta dei due comuni aragonesi

Amazon Web Services sta riempiendo l’Aragona di enormi centri dati, ma paga l’IAE a Madrid, come ha rivelato il giornale Heraldo. I comuni che ospitano queste infrastrutture si trovano quindi senza la quota di imposta che dovrebbe restare sul territorio. El Burgo de Ebro e Villanueva de Gállego hanno avviato una protesta formale e hanno presentato una richiesta di reclamo congiunto per ottenere il pagamento dell’imposta dove la attività viene generata.

La questione fiscale

Secondo il quotidiano aragonese, gli enti locali sostengono che l’IAE dei centri dati debba essere versato dove nasce l’attività e non mediante una quota nazionale versata a Madrid. Vicente Royo, sindaco di El Burgo de Ebro, ha definito la situazione “veramente lamentabile e vergognosa, perché le imposte non rimangono sul territorio”. I due comuni chiedono non solo i centinaia di migliaia di euro persi dal 2022, ma anche la somma millonaria che non riceveranno per i nuovi campus in costruzione.

Cifre della disputa

    • Impoto sul primo ampliamento stimato a 522 777 € totali;
    • 384 503 € destinati a Saragozza;
    • 90 817 € a Huesca;
    • 33 400 € a Villanueva de Gállego;
    • 14 056 € a El Burgo de Ebro.

Secondo l’istruzione dell’IAE, quando la tariffa prevede più di una classe di quota (municipale, provinciale o nazionale), il contribuente può scegliere a chi pagare. Secondo Heraldo, AWS ha optato per la quota di ambito nazionale, privando i comuni aragonesi di risorse fiscali.

Investimenti di AWS in Aragonia

AWS opera a Saragozza e Huesca fin dal novembre 2022. Sul sito ufficiale spagnolo l’azienda stima un investimento complessivo di 15 700 milioni di euro, con la previsione di creare circa 17 500 posti di lavoro a tempo pieno nelle imprese locali, di cui 6 800 in Aragonia. L’obiettivo è generare 21 600 milioni di euro di contributo al PIL spagnolo entro il 2033. A marzo 2026 l’investimento totale è stato aumentato a 33 700 milioni di euro (un incremento di 18 000 milioni) e la previsione di impatto sul PIL è salita a 31 700 milioni entro il 2035, con 29 900 posti di lavoro a tempo pieno in media annua.

Altri progetti di data center in Spagna

La strategia di espansione continua: AWS ha scelto la Puebla de Híjar, un villaggio di circa 935 abitanti, per il suo primo centro in Teruel, con 100 MW garantiti. Blackstone sta preparando a Calatorao un campus con fino a otto centri, 650 MW e 11 800 milioni di euro di investimento, mentre Microsoft progetta un’altra struttura vicino a Puerto Venecia, a Saragozza. Tutti questi dati provengono dalle stesse aziende, ma rimane il dubbio su cosa rimanga effettivamente in Aragonia, la regione che fornisce terra e risorse.

Consumo energetico dei data center

Nel 2025 il consumo elettrico dell’Aragona è aumentato del 7,1 % rispetto al 2,7 % nazionale, un balzo attribuito dal Periódico de Aragón allo sviluppo dei complessi AWS. Quando le ampliamenti previste saranno completate (32 edifici, 11 fasi, dieci anni), la domanda annua dovrebbe raggiungere i 10 800 GWh, superando il consumo totale della comunità nel 2024 (10 543 GWh, un +2,4 %). Il problema tecnico riguarda i picchi di potenza, attualmente coperti da gas, nucleare o carbone, sollevando la questione se le rinnovabili saranno sufficienti a sostenere tali richieste.

Consumo idrico e requisiti di raffreddamento

Le cifre relative all’acqua sono molto disparate. Il piano di interesse generale stima un consumo totale proiettato di 755 000 m³ annui per la refrigerazione. I centri attuali hanno un tetto autorizzato di 36 461 m³ all’anno ciascuno, ma AWS ha richiesto un aumento del 48 % (fino a 53 961 m³) alla fine del 2024, secondo El País. Amazon, in un comunicato di giugno 2026, afferma che i suoi centri aragonesi hanno consumato circa 68 milioni di litri nel 2025, lo 0,03 % della domanda industriale della Demarcación Hidrográfica del Ebro.

Friczioni locali e altre proteste in Spagna

Le lamentele di El Burgo de Ebro e Villanueva de Gállego non sono isolate. A Cuarte, il movimento di quartiere ha costretto Amazon a deviare una linea elettrica ad alta tensione che doveva attraversare il paese. A Saragozza, la piattaforma “Salvemos los Pinares de Venecia” ha registrato 349 obiezioni contro il centro di Microsoft per l’utilizzo dei terreni escavati. La comunità di irrigatori di Gaén, in Teruel, ha bloccato le negoziazioni, rifiutando di cedere acqua dell’Ebro se ciò compromette l’agricoltura locale. Nel frattempo, Amazon, pur pagando l’IAE a Madrid, ha promesso un contributo di 13,8 milioni di euro a un piano antiinondazioni.

Altri casi di controversia in Spagna

Il progetto di Meta a Talavera de la Reina ha acceso il dibattito sull’acqua: i primi documenti tecnici parlavano di 4,8 milioni di metri cubi all’anno, ma dopo numerose revisioni il consumo dichiarato è sceso a 200 litri annui, pur sollevando preoccupazioni per la scarsità d’acqua della Confederación Hidrográfica del Tajo. In Extremadura