Rapporto Anitec-Assinform
Il Rapporto Anitec-Assinform "Il Digitale in Italia 2026" offre un’analisi completa del mercato digitale italiano, giunto alla sua 57ª edizione. Lavoro congiunto di Anitec-Assinform e NetConsulting cube, si concentra sui dati chiave, gli sviluppi tecnologici e le prospettive future del settore.
Dati economici rilevanti
Nel 2025, il mercato digitale italiano ha raggiunto un volume di 84,4 miliardi di euro, in crescita del 3,4% rispetto al 2024. La crescita del mercato è leggermente superiore rispetto alla media del PIL nazionale. Segni particolari di crescita emergono nei settori legati ai Servizi ICT (+8,1%, 18,7 miliardi), Software e Soluzioni ICT (+4,1%, 9,8 miliardi) e Contenuti e Pubblicità digitale (+4,8%, 16,8 miliardi).
Segmenti in contrazione
Sebbene quasi tutti i segmenti del mercato digitale registrino una crescita, Dispositivi e Sistemi si attestano su un +1,8% (20,6 miliardi), mentre la contrazione riguarda i Servizi di Rete TLC con un −0,7% per un totale di 18,3 miliardi. L’incidenza del mercato digitale sul PIL italiano si stabilizza al 3,7%, mentre la spesa pro capite per occupato raggiunge i 2.229 euro (+4,2%).
Proiezioni future
Il rapporto prevede una crescita del mercato digitale italiano al 3,7%, toccando i 87,4 miliardi nel 2026. Si stima un tasso composto annuo di crescita (TCMA) del 3,6% nel periodo 2025-2029. Il mercato raggiungerà 97,7 miliardi di euro nel 2029, con l’ICT tradizionale che cresce del 3% e le nuove tecnologie digitali che aumentano con un TCMA del 11,7%.
Le tecnologie trainanti
- Cloud computing
- Intelligenza artificiale
- Cybersecurity
- Big Data
- Internet of Things (IoT)
- Mobile business
- Blockchain
- Quantum computing
Obiettivi e sfide per l’industria digitale
Il rapporto evidenzia i fattori chiave che definiranno la prossima fase del mercato digitale:
- Passaggio dall’AI generativa agli agenti AI autonomi
- Transizione green-digital
- Sovranità digitale e cloud
- Normative di cybersicurezza
- Consolidamento post-PNRR
- Problemi demografici
Che impatto ha avuto il PNRR?
L’impatto del PNRR sul mercato digitale italiano si è espresso con investimenti per 1.970 milioni di euro nel 2026 e 1.500 milioni nel 2027. Al momento, la PA è quasi interamente migrata al cloud grazie all’operatività del Polo Strategico Nazionale. Le future sfide si focalizzano sull’interoperabilità e sull’adeguamento alle nuove direttive europee.
Esempi su settori specifici
Nel settore sanitario, il 2025 ha visto la realizzazione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 e un investimento di 1,5 miliardi per la sostituzione di apparecchiature elettromedicali. Si prevede che nel prossimo quinquennio saranno stanziati fondi per la costruzione di Data Lake sanitari.
Intelligenza artificiale: crescita senza precedenti
La spesa in tecnologie di intelligenza artificiale nel 2025 ha raggiunto 1.380 milioni di euro, con un aumento del 47,6%, a confronto con un +38,7% nel 2024. Questo mercato ha superato la fase sperimentale per passare all’integrazione nei processi core. Secondo dati ISTAT, il 16,4% delle imprese utilizza almeno una tecnologia AI, con un divario tra PMI (16%) e grandi imprese (53%).
Obiettivi di adozione
- Miglioramento dell’efficienza operativa (85,3%)
- Migliore relazione con clienti e utenti (74,7%)
- Supporto decisionale (63,2%)
- Gestione documentale e cybersecurity (44,2% per entrambi)
Big Data e Cloud Computing
Nel 2025, il mercato dei Big Data ha raggiunto i 2.131 milioni di euro (+10,4%). Le aziende italiane stanno raffinando le proprie strategie Data & Analytics, con un focus forte sulla Governance. Le architetture MLOps e LLMOps stanno diventando comuni.
I servizi di Cloud Computing hanno raggiunto i 9.504 milioni (+16,9%). Il Public Cloud ha registrato una crescita più dinamica, a +22,5%, seguito dall’Hybrid Cloud (+15,5%). In particolare, il PaaS è cresciuto del 33,5% per la sua versatilità.
Domanda di infrastrutture
Le imprese richiedono infrastrutture ottimizzate per l’AI, con un forte utilizzo di GPU, ASIC e acceleratori. Questo ha portato a una sorta di consolidamento naturale tra gli operatori del settore, spesso orientati verso architetture eterogenee.
Cybersecurity e nuove minacce
La spesa per cybersecurity ha superato i 2.245 milioni di euro (+12,2%). Nel rapporto Clusit 2026 si stima un aumento delle aggressioni in Italia del 42% nel 2025. Si registra una crescita del 48,7% nel numero di minacce informatiche, in gran parte attribuibile all’hacktivism.
Gli attacchi DDoS rappresentano il 38,5% degli eventi, un risultato allarmante. L’Italia vanta un tasso di hacktivism estremamente alto, con il 38,7% degli incidenti, mentre la PA risulta il settore più colpito con il 28%.
Prospettive e riflessioni
L’atteso passaggio al mercato "autonomo" del digitale italiano pone interrogativi importanti: il Paese deve concentrarsi solo sull’adozione tecnologica o deve costruire una politica industriale digitale autonoma? Il consolidamento post-PNRR richiede impegno e visione per trasformare investimenti straordinari in una struttura economica sostenibile.
