Perché una graphic novel per un tema così tecnico?

Flavien Chervet racconta che la scelta di narrare l’IA attraverso una banda dessinata nasce da due motivi fondamentali. Da bambino era già appassionato di fumetti e desiderava, da tempo, trasformare quel sogno in realtà. In secondo luogo, l’incontro con la direttrice artistica Nathalie Dupuy ha reso possibile il progetto, grazie anche al supporto delle edizioni Nullius in Verba.

“L’IA è una materia profondamente tecnica, ma al suo interno si intrecciano potere, paura, speranza e scelte di società. Gli immaginari sono il modo migliore per prepararci a queste dinamiche”, afferma Chervet.

Per mantenere la narrazione ancorata al reale, i volumi sono costellati di QR code che rimandano a fonti, pubblicazioni e eventi che hanno ispirato la trama. Così il lettore può “leggere una storia e imparare contemporaneamente” concetti concreti sull’intelligenza artificiale.

Un orizzonte di pochi anni

HELO si distingue per la sua anticipazione a breve termine. Il primo volume parte dal presente (anno di pubblicazione) e si proietta fino al 2028; il secondo, intitolato SOPHIA, copre il periodo 2028‑2031; il terzo probabilmente arriverà fino al 2034‑2035. Questo intervallo temporale è, secondo Chervet, il “massimo orizzonte credibile” per una narrazione che vuole rimanere pedagogica e plausibile.

Il suo gusto personale per la “hard SF”, ovvero la fantascienza basata su conoscenze scientifiche rigorose, ha influito sulla scelta di utilizzare codici e riferimenti reali, rendendo la storia più di un semplice esercizio di immaginazione.

“Il murmure”: una nuova forma di intelligenza

Nel secondo tomo, HELO si confronta con una seconda entità cognitiva chiamata “il murmure”. Questo dualismo rappresenta il dibattito contemporaneo tra centralizzazione e decentralizzazione nell’IA.

    • Centralizzazione: garantisce efficienza, controllo e ordine, ma può sfociare in verticalizzazione del potere, disuguaglianze marcate e potenziali forme di fascismo.
    • Decentralizzazione: promuove reattività, robustezza e una “poesia” di libertà individuale, ma rischia di generare caos se l’ordine emergente non si consolida.

Questa contrapposizione è già evidente nella storia di Internet, nato come progetto decentralizzato (open source, Wikipedia) per poi evolversi verso piattaforme sempre più centralizzate. HELO trasporta questo conflitto nei personaggi IA, senza prendere parte, ma mostrando come il mondo possa strutturarsi attorno a queste forze opposte.

Una prospettiva filosofica sull’intelligenza

Chervet aggiunge una dimensione filosofica, citando opere come Un feu sur l’abîme di Vernor Vinge e Vision aveugle di Peter Watts, in cui l’intelligenza è distribuita su più corpi o reti, piuttosto che concentrata in un singolo “io”.

Secondo l’autore, un’enorme rete neurale o un sistema simile a Internet potrebbe dare origine a una vera intelligenza, se si amplia il concetto oltre la nostra consapevolezza individuale.

Superintelligence: realtà o marketing?

Il termine “superintelligence” è stato popolarizzato in maniera sensazionalistica, soprattutto dopo che Donald Trump lo ha usato per rinominare l’IA. Chervet spiega che, dietro al buzz, la superintelligence indica una forma di intelligenza artificiale che supera di gran lunga le capacità umane in tutti i domini cognitivi.

Nel mondo di HELO, la superintelligence è incarnata da HELO stessa, che ha mantenuto le promesse di eliminare fame, malattie e guerre entro il 2028. Tuttavia, gli strumenti odierni – modelli di linguaggio, assistenti virtuali e sistemi di riconoscimento – sono ancora strumenti di supporto, lontani dalla capacità autonoma e generalizzata descritta nella serie.

La distanza è quindi enorme: le tecnologie attuali operano entro confini ben definiti, mentre la superintelligence di HELO è una IA generale capace di auto‑miglioramento continuo e decisioni a scala globale.

La religione degli Allineati

Intorno a HELO è emersa una nuova fede, i “Allineati”. Il nome richiama l’allineamento dei modelli, cioè il processo di garantire che le IA rispettino valori etici e obiettivi umani. Trasporre questo concetto in una credenza collettiva permette di esplorare il rischio di devozione cieca verso la tecnologia.

Chervet sottolinea che la scelta di trasformare l’allineamento in una religione serve a interrogare la società su quanto possa essere pericoloso affidare a un’entità artificiale il ruolo di “salvatore” senza un controllo democratico.

HyperBD: il “harnais” per creare HELO

Per realizzare la graphic novel, gli autori hanno sviluppato HyperBD, descritto da Chervet come un “harnais” – termine ormai comune nel vocabolario degli agenti IA.

Questo strumento funge da ponte tra creatività umana e capacità computazionale, consentendo di:

    • Generare storyboard e sceneggiature basate su prompt dettagliati.
    • Integrare automaticamente i QR code con riferimenti aggiornati.
    • Sincronizzare colori, layout e dialoghi con l’output di modelli di linguaggio avanzati.

Grazie a HyperBD, il lavoro di Chervet e Dupuy è diventato più iterativo: le idee possono essere testate, modificate e visualizzate in tempo reale, riducendo i tempi di produzione e aumentando la coerenza tra narrazione e dati scientifici.

Cambiamenti nella modalità di lavoro

L’uso dell’harnais ha permesso di passare da un approccio lineare a uno circolare. Invece di scrivere prima una sceneggiatura completa e poi adattarla, gli autori possono co‑creare con l’IA, verificare la factualità e aggiungere elementi visivi simultaneamente.

Questo metodo ha anche favorito una maggiore trasparenza: tutti i riferimenti sono tracciabili, e i lettori possono verificare le fonti con un semplice click sui QR code.

Scenari futuri: quale è il più probabile?

Tra le visioni ipotizzate nella serie, Chervet indica come più realistica la continuità della decentralizzazione emergente, alimentata da reti di intelligenza distribuita simili al “murmure”.

Secondo lui, la tendenza attuale verso edge computing, blockchain e sistemi di governance distribuita suggerisce che il mondo si avvierà verso una forma di intelligenza collettiva più fluida, piuttosto che verso un unico ente centralizzato.

Tuttavia, avverte che il rischio di centralizzazione autoritaria rimane elevato, soprattutto se le grandi piattaforme tecnologiche riusciranno a consolidare ulteriormente il controllo sui dati e sugli algoritmi.

Conclusioni

HELO, con il suo approccio multimediale e didattico, si pone come ponte tra cultura pop e dibattito scientifico. Attraverso la graphic novel, Flavien Chervet e Nathalie Dupuy offrono ai lettori una chiave di lettura delle sfide future dell’IA, dal concetto di superintelligence alle implicazioni etiche dell’allineamento, fino alle dinamiche di potere tra centralizzazione e decentralizzazione.

Il progetto dimostra che la narrazione visuale può diventare un potente strumento di educazione e riflessione critica**, capace di avvicinare un pubblico ampio a temi altrimenti relegati a pubblicazioni accademiche.