Panoramica della Craft‑Suite e dei server MCP

La Craft‑Suite, sviluppata dallo studio ArtCraft, è una collezione di 13 applicazioni open‑source scritte in Rust che replicano le funzionalità di famosi programmi commerciali: Photoshop, Excel, Word, AutoCAD e altri nove strumenti. Ogni app include un server MCP (Model Context Protocol), che espone tutti i comandi dell’app come strumenti richiamabili da un agente AI, in questo caso Claude Code.

Il 14 ottobre 2026 abbiamo testato tutte le 13 app, una dopo l’altra, dimostrando che Claude Code è stato in grado di completare ogni compito senza alcun intervento umano. L’interazione avviene tramite comandi di terminale, canali JSON o direttamente tramite l’interfaccia grafica, poiché ogni voce di menu è associata a un nome di comando stabile.

Il peso del MCP nella Craft‑Suite è diverso dal solito: non si tratta solo di un’interfaccia di automazione, ma di un vero e proprio ponte che consente a un agente di agire sul file system, leggere e scrivere documenti, e persino generare anteprime visive, a seconda delle capacità dell’app specifica.

Aggiornamento del 18 ottobre 2026

Il 18 ottobre sono state rilasciate nuove versioni per tutte le 13 app:

    • PhotoCraft 0.10.0
    • VectorCraft 0.13.1
    • LightCraft 0.9.1
    • FilmCraft 0.9.0
    • PdfCraft 0.9.0
    • EffectCraft 0.11.1
    • DesignCraft 0.9.0
    • WordCraft 0.8.0
    • GridCraft 0.8.0
    • DeckCraft 0.8.0
    • CADCraft 0.8.0
    • SoundCraft 0.8.0
    • FigCraft 0.7.0

Le “strumenti‑numero” nella tabella di riferimento rimangono quelli delle versioni testate tra il 12 e il 14 ottobre.

App con permessi di automazione avanzata

Quattro applicazioni ora supportano le opzioni --automation-read-root e --automation-write-root, consentendo a Claude Code di leggere e scrivere nei percorsi specificati con le stesse impostazioni di PhotoCraft:

    • PdfCraft 0.9.0
    • DesignCraft 0.9.0
    • DeckCraft 0.8.0
    • FigCraft 0.7.0

Invece, il codice di GridCraft 0.8.0, CADCraft 0.8.0 e LightCraft 0.9.1 non implementa queste opzioni, mentre FilmCraft 0.9.0 le segnala come “sconosciute”.

Stato di maturità delle app

Il livello di maturità non è cambiato con l’aggiornamento: CADCraft, DesignCraft e SoundCraft rimangono in pre‑alpha, mentre le restanti dieci sono in alpha. Secondo la ROADMAP della versione 0.8.0 di CADCraft, quattro dei cinque flussi di lavoro centrali di AutoCAD non hanno ancora superato la soglia alpha.

Il ruolo del MCP nella pratica

In teoria, ogni azione eseguita con il mouse può essere replicata da un agente grazie al protocollo MCP. Nella pratica, l’efficacia dipende da:

    • l’app specifica (alcune offrono preview visive, altre no);
    • i permessi di cartelle concessi all’agente;
    • il livello di fiducia nella stabilità dell’app (le app in alpha possono comportare comportamenti inattesi).

Integrazione con agenti su smartphone

Google ha rilasciato Artemis, un agente open‑source capace di controllare dispositivi Android mediante comandi in linguaggio naturale. Artemis si collega a Claude Code e al progetto Antigravity tramite MCP, dimostrando la flessibilità del protocollo anche al di fuori del desktop.

Come avviare il server MCP di una Craft‑App

Tutte le 13 app sono gratuite e disponibili senza registrazione sui release di GitHub di storytold. Su macOS il server MCP è contenuto in un archivio ZIP separato per la CLI; su Windows è fornito come pacchetto MSI, mentre su Linux si trovano nei pacchetti .deb e .rpm. Claude Code richiede un abbonamento Claude o un account API.

Funzionalità del server MCP di una Craft‑App

Il server MCP è un programma da riga di comando (es. photocraft-cli mcp o gridcraft-cli mcp) che espone i comandi dell’app come strumenti per l’agente. Il server può operare in due modalità:

    • Headless: avvia l’app senza interfaccia grafica, lavorando direttamente sui file.
    • Connessa (opzioni --bridge, --connect o --attach): si collega a un’istanza desktop già aperta, permettendo di osservare le modifiche in tempo reale.

Nota importante: non esiste un “server unico per tutta la suite”. Ogni app possiede il proprio eseguibile, e i nomi dei comandi variano tra le versioni, poiché coesistono due generazioni di convenzioni.

Strumenti comuni vs. storici

Sei app (PhotoCraft, VectorCraft, LightCraft, FilmCraft, PdfCraft, EffectCraft) condividono cinque comandi standard introdotti il 6 ottobre:

    • command_list
    • command_run
    • command_batch
    • doc_inspect
    • render_preview

Le restanti sette app continuano a usare i nomi più vecchi, come listcommands e execute o runcommand. Questo influisce soprattutto su chi scrive script, mentre Claude legge automaticamente la lista dei comandi disponibili.

Tabella riepilogativa delle 13 Craft‑App e dei loro server MCP

App (clone di)Avvio serverNumero di strumenti MCPCosa vede l’agenteVersione testata
PhotoCraft (Photoshop)photocraft-cli mcp25Anteprima PNG del documento0.8.2
VectorCraft (Illustrator)vectorcraft-cli mcp32PNG preview e screenshot0.11.0
LightCraft (Lightroom)lightcraft-cli mcp17 fissi + 313 dinamiciFoto elaborata in PNG o JPEG0.8.0
FilmCraft (Premiere Pro)filmcraft-cli mcp --demo17Singola immagine PNG0.7.2
PdfCraft (Acrobat)pdfcraft-cli mcp --root163 (17 in modalità compatta)Pagina PDF come PNG fino a 600 dpi0.8.0
EffectCraft (After Effects)effectcraft-cli mcp27 (+9 se l’app è aperta)Immagine PNG (anche trasparente)0.10.0
DesignCraft (InDesign)designcraft-cli mcp25Pagina impostata come PNG0.8.0
WordCraft (Word)wordcraft-cli mcp16Pagina come PNG0.7.0
GridCraft (Excel)gridcraft-cli mcp21Nessuna anteprima; solo valori delle celle0.7.0
DeckCraft (PowerPoint)deckcraft-cli mcp25Diapositiva come PNG0.7.0
CADCraft (AutoCAD)cadcraft-cli mcp12Disegno come PNG0.7.0
SoundCraft (Pro Tools)soundcraft-cli mcp17Nessuna immagine; fornisce picchi e loudness del mix0.7.0
FigCraft (Figma)figcraft-cli mcp18Screenshot PNG di pagine ed elementi0.6.0

Il numero di strumenti può risultare ingannevole: PdfCraft arriva a 163 perché ogni operazione PDF (firma, form, redazione, OCR) è un comando separato, mentre GridCraft ne ha solo 21, ma uno di questi (execute_command) consente di raggiungere qualsiasi funzionalità del programma.

Come collegare Claude Code ai cloni gratuiti di Excel, Word e Photoshop

Il procedimento è identico per tutte le app; differiscono solo il nome dell’eseguibile e le opzioni specifiche.

    • Scaricare la CLI. Su macOS il server è nel file <app>-cli-<version>-macos-universal.zip dei release GitHub; su Windows il MSI installa la CLI in C:\Program Files\<App>\ (fuori dal PATH, quindi occorre usarla con il percorso completo); su Linux si installano i pacchetti .deb o .rpm.
    • Verificare l’integrità. Ogni release contiene SHA256SUMS.txt. Confrontare il checksum del file scaricato (es. per PhotoCraft 0.8.2 il valore corrispondeva al file ZIP).
    • Preparare le cartelle. Creare una directory di lettura (da cui l’agente può accedere ai file di input) e una di scrittura (dove l’agente può salvare i risultati). Queste cartelle devono essere passate al server con le opzioni --automation-read-root e --automation-write-root dove supportate.
    • Avviare il server MCP. Eseguire il comando appropriato, ad esempio:
      photocraft-cli mcp --automation-read-root /path/to/input --automation-write-root /path/to/output
    • Collegare Claude Code. Nella console di Claude inserire il comando di collegamento indicato nella documentazione dell’app (es. !connect photocraft o simile). Claude leggerà automaticamente la lista dei comandi disponibili.
    • Utilizzare i comandi. Si possono inviare prompt come “Crea un nuovo livello, applica un filtro gaussiano e salva come PNG” oppure script più complessi sfruttando i comandi commandrun, commandbatch ecc.

Limiti e considerazioni pratiche

Alcune app, come GridCraft e SoundCraft, non producono anteprime visive in modalità headless; l’agente deve quindi verificare i risultati leggendo i valori delle celle o analizzando i picchi audio. Inoltre, la mancanza di un server unico per l’intera suite implica la necessità di gestire più processi separati, ognuno con il proprio set di permessi.

Per chi scrive script, è fondamentale tenere conto delle due generazioni di nomi di comando. Le app più recenti (PhotoCraft, VectorCraft, ecc.) usano i nomi standard, mentre le più vecchie richiedono list_commands e execute. Claude gestisce automaticamente la scoperta, ma gli sviluppatori di prompt devono essere consapevoli di queste differenze.

Risorse aggiuntive

Con queste informazioni, gli utenti possono sperimentare l’intera Craft‑Suite, integrarla con Claude Code e automatizzare workflow complessi senza alcun intervento manuale, sfruttando al massimo il potenziale offerto dal Model Context Protocol.