Introduzione al programma pilota
Nel corso del 2026 Google ha esteso le proprie sperimentazioni sulle interviste di ingegneria software, introducendo un nuovo formato in cui il modello di intelligenza artificiale Gemini può essere impiegato sia dai candidati sia dagli intervistatori. L’annuncio, riportato da Business Insider il 20 ottobre 2026, è stato confermato da Brian Ong, vicepresidente delle assunzioni di Google, il quale ha sottolineato che le modifiche sono ancora in fase di prova.
Il fulcro del progetto è una intervista di comprensione del codice in cui il candidato, durante la risoluzione di un problema, può interagire con Gemini come assistente virtuale. L’obiettivo è valutare due competenze emergenti: la fluency in AI, ovvero la capacità di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale in modo efficace, e la prompt engineering, cioè l’abilità di formulare istruzioni precise per ottenere risposte utili dal modello.
Come funziona l’assistenza a candidato
Nel nuovo formato, il candidato riceve l’accesso a Gemini direttamente nella piattaforma di valutazione. Durante l’esercizio di comprensione del codice, può chiedere al modello di:
- spiegare il funzionamento di una porzione di codice;
- fornire suggerimenti su possibili ottimizzazioni;
- generare esempi di test unitari;
- elaborare una strategia di debugging.
La valutazione non si concentra sul risultato finale del codice, ma sulla capacità del candidato di interagire con l’IA, di porre domande pertinenti e di interpretare correttamente le risposte di Gemini. Questo approccio riflette il cambiamento culturale in Google, dove la fluency in AI è considerata un requisito per tutti i ruoli di ingegneria del software, a eccezione dei posti entry‑level.
Distinzione tra integrazione di prodotti IA e fluency
Un portavoce di Google ha chiarito che, sebbene l’integrazione di prodotti basati sull’IA sia richiesta nella maggior parte dei ruoli non entry‑level, la dichiarazione non equipara tale integrazione al requisito di fluency. In pratica, la capacità di utilizzare Gemini in una situazione di problem solving è valutata separatamente dall’attività quotidiana di integrazione di servizi IA nei prodotti finali.
Strumenti di supporto per gli intervistatori
Parallelamente all’assistenza al candidato, Google sta testando una serie di funzionalità dedicate agli intervistatori, tutte basate su Gemini:
- trascrizione automatica delle conversazioni su Google Meet;
- generazione di note strutturate in tempo reale;
- creazione di bozze di feedback personalizzate per ciascun candidato, adattate al ruolo specifico.
Queste funzioni sono concepite per alleggerire il carico di lavoro dell’intervistatore, consentendo di concentrarsi maggiormente sulla valutazione qualitativa delle competenze del candidato. È importante notare che la trascrizione, le note e le bozze non fanno parte della valutazione della fluency in AI del candidato; sono strumenti di supporto per l’intervistatore.
Flusso di lavoro tipico
Il processo sperimentale prevede due fasi distinte:
- Intervista di comprensione del codice: il candidato utilizza Gemini per assistere nella risoluzione del problema; la valutazione si focalizza su AI fluency e prompt engineering.
- Intervista via Google Meet: l’intervistatore beneficia di trascrizione automatica, note e bozze di commenti generate da Gemini; queste informazioni sono poi utilizzate per redigere il feedback finale.
Questa separazione garantisce che le competenze valutate nei candidati rimangano indipendenti dagli strumenti di supporto destinati agli intervistatori.
Implicazioni per il futuro delle assunzioni
L’introduzione di Gemini nei processi di selezione segna un passo significativo verso l’automazione e l’ottimizzazione delle interviste tecniche. Se i risultati dei piloti saranno positivi, è probabile che Google estenda l’uso di Gemini a tutti i livelli di assunzione, includendo anche valutazioni di design di architetture o di sistemi distribuiti.
Inoltre, la sperimentazione potrebbe influenzare l’intero settore tech, spingendo altre aziende a considerare l’integrazione di assistenti IA nelle proprie procedure di recruiting. La capacità di valutare la prompt engineering potrebbe diventare un nuovo standard per misurare la preparazione dei professionisti del software in un mercato sempre più dominato dall’IA.
Conclusioni
Il programma pilota di Google, che combina l’assistenza di Gemini per i candidati con strumenti di supporto per gli intervistatori, rappresenta una risposta concreta alle esigenze emergenti di competenze AI nel settore software. Nonostante sia ancora in fase sperimentale, l’iniziativa evidenzia come le grandi aziende stiano già ridefinendo i criteri di valutazione e i processi di selezione per allinearsi a un futuro in cui l’intelligenza artificiale sarà parte integrante della quotidianità lavorativa.
