Che cosa sono i tracking pixel nelle email di Fastweb

Da pochi giorni, Fastweb ha iniziato a inviare ai propri clienti una comunicazione dedicata alla presenza di tracking pixel nelle email commerciali. Si tratta di piccoli elementi grafici, spesso invisibili perché trasparenti e di dimensioni pari a un singolo pixel, inseriti nel corpo del messaggio. Quando l’email viene aperta, il pixel richiede il caricamento di un’immagine da un server di Fastweb, consentendo di registrare automaticamente dati come la data e l’ora di apertura, il tipo di dispositivo utilizzato (desktop, smartphone o tablet) e l’indirizzo IP.

Queste informazioni non sono raccolte a fini di profilazione pubblicitaria, ma vengono utilizzate dall’operatore per misurare l’efficacia delle proprie comunicazioni, ottimizzare i contenuti e migliorare i servizi offerti. Tuttavia, la presenza di un tracciamento non richiesto solleva dubbi sulla tutela della privacy degli utenti.

Come funziona la tecnologia

Il meccanismo è semplice: il pixel è un’immagine di 1×1 pixel, spesso codificata in base64 o ospitata su un server esterno. Quando il client di posta elettronica tenta di visualizzare l’immagine, invia una richiesta HTTP al server di Fastweb, che registra l’evento. Se il client è configurato per bloccare il caricamento automatico delle immagini, il tracciamento non avviene.

Alcuni client, come Gmail, Outlook o Apple Mail, offrono impostazioni avanzate per gestire il caricamento delle immagini remote. Attivare queste impostazioni è il primo passo per limitare il tracciamento.

Le istruzioni di Fastweb per interrompere il tracciamento

Nel messaggio di avviso, Fastweb fornisce una sezione dedicata alle istruzioni per disabilitare i tracking pixel. Alla fine dell’email è presente un pulsante con la dicitura “Non desidero queste tecnologie”. Cliccando su di esso, l’utente viene reindirizzato a una pagina ospitata su app.go.fastweb.it, dove la scelta viene registrata e il tracciamento viene disattivato per tutti i futuri messaggi.

Poiché il link contiene un parametro univoco per ciascun cliente, non è possibile fornire un URL diretto da condividere. È quindi consigliabile seguire esattamente le indicazioni presenti nell’email.

Passaggi pratici per bloccare i pixel

    • Aprire l’email di Fastweb e individuare il pulsante “Non desidero queste tecnologie”.
    • Cliccare sul pulsante e attendere la conferma di avvenuta registrazione della scelta.
    • Verificare nella propria informativa privacy aggiornata, accessibile tramite il link presente nella stessa comunicazione, che la sezione relativa ai tracking pixel sia stata modificata.
    • Configurare il client di posta elettronica per bloccare il caricamento automatico delle immagini remote (vedi sezione successiva).

Come configurare i principali client di posta per bloccare le immagini

Se l’utente preferisce una soluzione più tecnica, può intervenire direttamente sulle impostazioni del proprio client di posta elettronica. Di seguito una panoramica delle configurazioni più comuni:

Gmail (web e app)

    • Accedere a “Impostazioni” → “Generali”.
    • Scorrere fino a “Immagini” e selezionare “Chiedi prima di mostrare immagini esterne”.
    • Salvare le modifiche.

Outlook (desktop)

    • Andare su “File” → “Opzioni” → “Centro protezione”.
    • Premere su “Impostazioni Centro protezione” e deselezionare “Scarica automaticamente le immagini da Internet”.
    • Confermare e chiudere le finestre.

Apple Mail (macOS e iOS)

    • Aprire “Preferenze” → “Visualizza”.
    • Deselezionare l’opzione “Carica automaticamente le immagini remote”.
    • Su iPhone e iPad, andare su “Impostazioni” → “Mail” → “Carica immagini”.

Applicare queste impostazioni non solo blocca i pixel di Fastweb, ma anche quelli di altri mittenti che utilizzano la stessa tecnica di tracciamento.

Implicazioni legali e normative sulla privacy

Il tracciamento via pixel è regolato dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). L’articolo 6 richiede un consenso esplicito per il trattamento di dati personali, compresi quelli derivanti da attività di tracciamento elettronico. Fastweb, nella sua comunicazione, dichiara di aver aggiornato l’Informativa Privacy per includere la pratica, ma resta fondamentale che gli utenti esercitino il proprio diritto di opposizione.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha più volte sottolineato che le aziende devono fornire meccanismi chiari e facilmente accessibili per revocare il consenso. Il pulsante presente nelle email di Fastweb risponde a questa esigenza, ma è consigliabile controllare periodicamente le impostazioni del proprio profilo cliente sul sito di Fastweb.

Cosa fare in caso di dubbi

    • Contattare il servizio clienti di Fastweb via chat o telefono e richiedere la conferma della disattivazione dei pixel.
    • Verificare la presenza di eventuali email di conferma dopo aver cliccato sul pulsante di disattivazione.
    • Segnalare eventuali pratiche non conformi al Garante della Privacy, utilizzando il modulo di segnalazione online.

In conclusione, i tracking pixel rappresentano una tecnologia diffusa ma potenzialmente invasiva. Conoscere il loro funzionamento, le modalità di disattivazione offerte da Fastweb e le impostazioni del proprio client di posta è fondamentale per preservare la propria privacy digitale.