Intelligenza artificiale e trasformazione del ciclo di vita del software

La intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il modo di sviluppare software, consentendo di generare codice, automatizzare test e creare applicazioni a una velocità prima impensabile. Questo progresso, però, pone una sfida crescente per le aziende tecnologiche: garantire che i sistemi prodotti con l’IA funzionino correttamente, rispondano alle reali esigenze degli utenti e mantengano standard di qualità e sicurezza.

Il messaggio è stato al centro di VLCTESTING 2026, il congresso specializzato in qualità e testing organizzato da ITI, centro tecnologico per le TIC, che ha celebrato la sua 16ª edizione con più di 600 partecipanti. Durante l’evento, professionisti del testing, sviluppo e tecnologia hanno condiviso esperienze concrete, strumenti e buone pratiche per affrontare i nuovi scenari del settore.

Il ruolo guida dei professionisti del software

All’inaugurazione, Javier Llácer, direttore dei Servizi Tecnologici di ITI, ha ribadito l’importanza dei professionisti del software in una trasformazione che sta profondamente modificando i processi di sviluppo. «Il nostro settore non deve subire la trasformazione, ma deve essere uno dei motori di questa evoluzione», ha dichiarato.

Llácer ha avvertito che la facilità di generare codice e applicazioni mediante IA richiede una maggiore attenzione alla loro definizione e validazione. Ha sottolineato che sfruttare il potenziale dell’IA «non significa che la tecnologia possa sostituire la conoscenza, il criterio e l’ingegneria». «Più è facile costruire con l’IA, più è importante definire bene», ha aggiunto, evidenziando che la vera sfida non è solo sviluppare più velocemente, ma assicurarsi che ciò che viene costruito funzioni e apporti valore.

Nuovo ruolo: dirigere l’IA senza lasciarla decidere

Il congresso ha messo in evidenza il nuovo ruolo dei professionisti: dirigere l’IA ma non lasciarla decidere autonomamente. Questo cambiamento ridisegna le responsabilità di chi sviluppa e verifica il software.

Cristian Bietti e Germán Caycedo di Globant hanno illustrato come garantire il controllo sui sistemi di IA attraverso meccanismi che consentono di impostare istruzioni, supervisionare il funzionamento e valutare i risultati. «Dobbiamo essere i proprietari della specifica, non l’IA. Dobbiamo dire a cosa deve servire, non lasciare che l’IA decida», hanno affermato.

Durante la loro presentazione hanno spiegato il ruolo dei cosiddetti harnesses di IA, insiemi di meccanismi che definiscono l’ambiente, le istruzioni e i controlli necessari per orientare e verificare il comportamento dei modelli. Hanno concluso con la riflessione: «Non scriviamo più software, progettiamo la macchina che lo scrive».

Creatività umana e potenziamento delle capacità

Paco Bree, esperto di innovazione e strategia digitale, ha difeso la creatività e il pensiero umano come elementi fondamentali in un contesto sempre più automatizzato. Bree ha sostenuto che l’IA può moltiplicare le capacità delle persone, consentendo loro di affrontare compiti e progetti che prima richiedevano molte più risorse.

«L’IA può dotarci di nuove abilità e trasformarci in super‑umani», ha spiegato, citando la sua esperienza personale nell’uso di strumenti IA per produrre contenuti audiovisivi. Di fronte al timore di una scomparsa massiccia dei posti di lavoro, ha puntato l’attenzione sulla trasformazione delle professioni e sull’emergere di nuove opportunità, sottolineando l’importanza di potenziare competenze quali creatività, pensiero analitico e gestione del talento.

Accessibilità e performance: esigenze degli utenti finali

Oltre all’IA, VLCTESTING ha affrontato altre sfide che incidono direttamente sull’esperienza di milioni di utenti. Magda Rocha ha focalizzato il suo intervento sulla necessità di integrare l’accessibilità fin dalle fasi di progettazione e validazione del software. «La tecnologia è un diritto di tutti, non un privilegio di pochi», ha sostenuto, ricordando che le applicazioni digitali devono essere fruibili da persone con diverse capacità e necessità.

Delvis Echeverría, Senior Lead QA Engineer di Presto, ha evidenziato l’importanza di semplificare i test di performance, essenziali per individuare problemi che possono deteriorare l’esperienza utente. «Il prossimo click di un utente frustrato può finire nell’app della concorrenza», ha avvertito, mettendo in guardia contro i tempi di attesa e le funzionalità difettose.

Sessioni parallele, laboratori e governance dell’IA

Nel pomeriggio, VLCTESTING ha organizzato sessioni parallele in tre spazi, combinando presentazioni tecniche e attività pratiche. Gli esperti hanno discusso temi quali:

    • l’evoluzione verso il vibe engineering;
    • l’uso di agenti IA per supervisionare i deployment;
    • la modernizzazione delle applicazioni;
    • l’instaurazione di meccanismi di governance per controllare e auditare i risultati generati dall’IA.

Le attività pratiche hanno incluso un workshop di cyber‑security focalizzato sull’identificazione delle minacce e una dinamica di “Lean Casino” per approfondire concetti di testing. Queste iniziative hanno permesso di tradurre le conoscenze tecniche in scenari concreti, favorendo lo scambio di esperienze e l’apprendimento reciproco.

Strategie di governance: da “allucinazione” a controllo

Manuel Llavador, direttore di Innovazione e Accelerazione Tecnologica di ITI, ha presentato la sessione intitolata «Da “allucinazione” al controllo: una strategia di governance dell’IA». Ha illustrato i rischi legati all’integrazione di IA generativa nello sviluppo software senza adeguati meccanismi di supervisione.

Llavador ha introdotto ITIRAILS, una piattaforma sviluppata da ITI per garantire tracciabilità, audit e controllo di qualità lungo l’intero ciclo di vita del software, dalla definizione dei requisiti alla generazione del codice, fino alla validazione e al funzionamento in produzione. La proposta dimostra che accelerare lo sviluppo con l’IA e mantenere il controllo sui risultati non sono obiettivi incompatibili, ma complementari.

Prospettive per la seconda giornata e temi emergenti

L’evento prosegue con una seconda giornata, interamente online e gratuita, organizzata in tre itinerari paralleli. Il programma approfondisce:

    • l’automazione intelligente;
    • l’evoluzione dei profili professionali;
    • le sfide della validazione di sistemi sviluppati con IA.

Tra le relazioni di spicco, Boni García, docente dell’Università Carlos III di Madrid, illustrerà come verificare il funzionamento reale di applicazioni il cui codice è stato generato da agenti intelligenti. Belén Gómez e Cristina Sánchez di Panel discuteranno come conciliare velocità di sviluppo, sicurezza ed esigenze di qualità.

Il programma affronta anche l’adattamento delle metodologie di testing a nuovi scenari, dalla validazione di agenti IA alla previsione dei difetti tramite machine learning. In questo contesto, ITI partecipa con due presentazioni dedicate a WAKAMITI, la sua soluzione di automazione dei test, in cui Stella Esparza e Auxi Carlos mostrano come integrare test basati su IA nei flussi di CI/CD, garantendo al contempo visibilità e tracciabilità dei risultati.

In sintesi, VLCTESTING 2026 ha confermato che l’avanzata dell’intelligenza artificiale non elimina la necessità del controllo umano, ma lo rende più critico che mai. La combinazione di competenze tecniche, creatività umana e strutture di governance solide rappresenta la via per sfruttare appieno le potenzialità dell’IA senza compromettere qualità, sicurezza e accessibilità del software destinato a milioni di utenti.