Il nuovo prefisso 400 e il suo funzionamento

Il 17 ottobre 2026 è entrata in vigore la più recente disposizione del Ministero per la Trasformazione Digitale del governo spagnolo contro lo spam telefonico. Da oggi le imprese possono effettuare chiamate commerciali esclusivamente da numeri a nove cifre che iniziano con il prefisso 400. L’obiettivo è semplice: prima di rispondere, l’utente deve sapere se chi chiama intende vendergli qualcosa.

La norma è stata pubblicata nella risoluzione del BOE ad aprile e prevede che non esistano più altri intervalli di numerazione destinati a fini commerciali, nemmeno se apparentemente interessanti. I numeri 400 sono unidirezionali: servono solo per chiamare, non è possibile richiamarli per motivi di sicurezza, evitando così possibili frodi legate al “callback” su numeri sconosciuti.

Ci sono delle eccezioni: durante una chiamata di assistenza al cliente è consentito menzionare un’offerta, ma solo se strettamente collegata alla risoluzione della richiesta, della lamentela o dell’incidente, e se le condizioni o il prezzo migliorano, come stabilito dall’articolo 16.2 della Legge 10/2025, la Ley de Servicios de Atención a la Clientela.

Come riconoscere una chiamata commerciale

Per l’utente finale la novità più evidente è la possibilità di identificare una chiamata commerciale semplicemente osservando il numero. A partire da quel momento è possibile rispondere, filtrare o ignorare la chiamata. Inoltre, è possibile chiedere al proprio operatore di bloccare automaticamente tutte le chiamate in entrata con il prefisso 400.

È importante sottolineare che la presenza del prefisso 400 non garantisce la legittimità della chiamata, ma è un forte indizio che un servizio di assistenza clienti di banca, energia o operatore telefonico non utilizzerà quel numero. Se, invece, una banca dovesse chiamare da un 400, è consigliabile sospettare e verificare il contatto attraverso il numero ufficiale di assistenza clienti dell’azienda.

Nel caso in cui si riceva una chiamata commerciale da un numero non autorizzato, è possibile presentare una denuncia all’Oficina de Atención al Usuario de Telecomunicaciones (OAUT) o una segnalazione alla CNMC (Comisión Nacional de los Mercados y la Competencia).

Numerazione di riferimento

    • Prefisso 400: chiamate commerciali a clienti potenziali.
    • Prefissi 800 e 900: numeri gratuiti di assistenza clienti, utilizzati anche per gestire contratti in corso.

Le telecomunicazioni si adeguano

I numeri 400 non vengono assegnati direttamente alle aziende, ma agli operatori di rete. La CNMC ha aperto un periodo iniziale di 15 giorni per le richieste, assegnando i blocchi in ordine di arrivo in gruppi da 1.000 numeri. Poiché anche gli operatori commercializzano i propri servizi, hanno già iniziato a comunicare i nuovi numeri ai clienti.

Ad esempio, Movistar ha informato via email i propri clienti del nuovo numero 400 00 1004, derivato dal noto 1004, consigliando di salvarlo in rubrica. Digi ha annunciato l’utilizzo dei numeri 400 120 120, 400 120 122, 400 120 131 e 400 120 134, con l’avviso “Llamada comercial” visualizzato sullo schermo.

È nato anche il servizio SoyYo, a cui hanno aderito aziende come Repsol, Naturgy e Sabadell, per consentire agli utenti di verificare l’identità dell’azienda che chiama anche da un numero 400.

Blocchi delle chiamate non autorizzate

Il ministero ha precisato che gli operatori dovranno bloccare le chiamate commerciali provenienti da numeri diversi dal 400, basandosi su pattern di traffico, come volumi anormalmente elevati, e altri criteri stabiliti dalla Segreteria di Stato.

Impatto sulle aziende

L’obbligo di separare le comunicazioni commerciali da quelle di assistenza clienti riguarda le imprese soggette alla Legge 10/2025. Chi utilizza centralini virtuali, dialer o piattaforme di comunicazione dovrà verificare che il proprio fornitore abbia già assegnato un numero 400 e che le campagne di vendita vengano effettuate esclusivamente da quel prefisso.

Poiché la numerazione è gestita dagli operatori, le aziende dipendono dalla disponibilità del proprio fornitore. Sebbene la norma sia entrata in vigore oggi, la legge concede un periodo di adeguamento fino al 28 dicembre 2026 per allineare le proprie attività di assistenza alla clientela.

Il piano anti‑truffa del governo

Il prefisso 400 si inserisce nel più ampio Plan antiestafas telefónicas y por SMS, attivo dal maggio dell’anno precedente. Tra le misure introdotte vi è il registro de alias, operativo dal 15 settembre, una banca dati gestita dalla CNMC che raccoglie i codici alfanumerici usati da imprese e amministrazioni pubbliche per inviare SMS, MMS o messaggi RCS, permettendo a chiunque di verificare il titolare di un alias attraverso un motore di ricerca.

Perché lo spam non scomparirà del tutto

Nonostante gli sforzi pluriennali del governo spagnolo – dalla Legge Generale delle Telecomunicazioni del 2022 alle recenti iniziative – le chiamate spam restano una problematica irrisolta. Il prefisso 400 faciliterà l’identificazione e il blocco delle chiamate conformi alla normativa, ma i truffatori possono comunque mascherare il proprio numero di origine.

La falsificazione del numero di chiamata rimane possibile finché non sarà introdotta un’autenticazione end‑to‑end per le chiamate vocali. Inoltre, i blocchi basati su pattern di traffico saranno sempre un passo indietro rispetto a chi riesce a camuffare il volume delle proprie chiamate; per superare i limiti, i truffatori devono comunque generare un alto numero di chiamate prima di essere identificati.

Un’ulteriore limitazione riguarda la Legge 10/2025, che non si applica a tutte le imprese: le piccole e medie imprese (PMI) sono escluse, a condizione che non forniscano servizi di interesse generale di base.

Conclusioni e consigli pratici

Il prefisso 400 rappresenta un passo significativo verso una maggiore trasparenza nelle chiamate commerciali, ma non è una soluzione definitiva contro lo spam. Gli utenti dovrebbero:

    • Verificare sempre il numero di chiamata; se non è un 400, considerare la chiamata sospetta.
    • Bloccare i numeri 400 indesiderati tramite il proprio operatore.
    • Segnalare le chiamate non autorizzate all’OAUT o alla CNMC.
    • Utilizzare servizi come SoyYo per identificare l’azienda chiamante.
    • Mantenere aggiornati i filtri anti‑spam dei propri dispositivi mobili.

Solo combinando queste misure con l’intervento normativo sarà possibile ridurre, se non eliminare, l’onere delle chiamate indesiderate.