Introduzione

Amazon Web Services (AWS) sta trasformando la regione di Aragona, in Spagna, in un vero e proprio hub per i data center, ma la strategia fiscale dell’azienda ha acceso gli animi dei comuni che ospitano le enormi infrastrutture. Come ha rivelato il quotidiano Heraldo, AWS paga l’IAE a Madrid mediante una quota nazionale, lasciando i comuni aragonesi senza le entrate fiscali che spettano loro per l’attività svolta sul territorio.

La protesta dei due comuni

El Burgo de Ebro e Villanueva de Gállego hanno lanciato una denuncia congiunta, chiedendo una revisione del regime di pagamento dell’imposta. L’obiettivo è quello di far sì che l’IAE sia versato dove si genera l’attività economica, non a livello nazionale. Vicente Royo, sindaco di El Burgo de Ebro, ha definito la situazione “veramente lamentabile e vergognosa perché le tasse non rimangono nel territorio”.

Le cifre della disputa

Secondo la documentazione del Piano di Interesse Generale di Aragona (PIGA), le stime annuali dell’IAE per la prima espansione dei data center ammontano a 522.777 euro, suddivisi così:

    • 384.503 euro a Zaragoza
    • 90.817 euro a Huesca
    • 33.400 euro a Villanueva de Gállego
    • 14.056 euro a El Burgo de Ebro

Il comune di Villanueva de Gállego, rappresentato dalla vice sindaco Susana González, ricorda inoltre la perdita dell’Imposta su Costruzioni, Installazioni e Opere (ICIO) perché il progetto è stato gestito come PIGA dal governo regionale.

Royo ha dichiarato che non firmerà il convenzione prevista dal PIGA finché non verrà raggiunto un accordo economico che copra l’IAE e le relative compensazioni.

Impatto economico di AWS in Aragona

AWS opera a Zaragoza e Huesca dal novembre 2022. Sul sito ufficiale spagnolo l’azienda dichiara un investimento previsto di 15.700 milioni di euro, con una previsione di 17.500 posti di lavoro a tempo pieno nelle imprese locali, di cui 6.800 destinati all’Aragona. L’impresa prevede inoltre di contribuire con 21.600 milioni di euro al PIL spagnolo entro il 2033.

Nel marzo 2026, le previsioni sono state aggiornate a 33.700 milioni di euro di investimento totale (un aumento di 18.000 milioni) e a un contributo al PIL di 31.700 milioni entro il 2035, con una media annua di 29.900 posti di lavoro a tempo pieno.

La crescita non si ferma: AWS ha scelto la Puebla de Híjar (circa 935 abitanti) per il suo primo centro a Teruel, con 100 MW garantiti; Blackstone prepara un campus a Calatorao con otto centri, 650 MW e 11.800 milioni di euro; Microsoft progetta un altro data center vicino a Puerto Venecia, a Zaragoza.

Consumo energetico dei data center

Nel 2025 il consumo elettrico dell’Aragona è aumentato del 7,1 % rispetto al 2,7 % nazionale, un balzo attribuito all’espansione dei complessi di AWS, secondo El Periódico de Aragón. Quando le ampliamenti previste saranno completate (32 edifici, 11 fasi, dieci anni), la domanda annua dovrebbe raggiungere i 10.800 GWh, più del consumo totale della regione nel 2024 (10.543 GWh, +2,4 %).

Il problema tecnico riguarda i picchi di potenza, attualmente coperti in altre aree con gas, nucleare o carbone, sollevando dubbi sulla capacità delle fonti rinnovabili di soddisfare tali richieste.

Consumo idrico e refrigerazione

Le stime del piano indicano un consumo totale di acqua per refrigerazione di 755.000 metri cubi all’anno. I centri operativi hanno un limite autorizzato di 36.461 m³/anno ciascuno; AWS ha richiesto un aumento del 48 % (fino a 53.961 m³) entro la fine del 2024, come riportato da El País. In un comunicato di giugno 2026, Amazon ha dichiarato che i suoi centri aragonesi hanno consumato 68 milioni di litri nel 2025, pari allo 0,03 % della domanda industriale della Demarcazione Idrografica dell’Ebro.

Friczione locale e altre proteste in Spagna

Le contestazioni di El Burgo de Ebro e Villanueva de Gállego non sono isolate. A Cuarte, il movimento di quartiere ha costretto Amazon a deviare una linea elettrica ad alta tensione che doveva attraversare il paese, e la cittadinanza ha rifiutato l’installazione nella prima consultazione popolare.

A Zaragoza, la piattaforma “Salvemos los Pinares de Venecia” ha registrato 349 obiezioni contro il centro di Microsoft per l’uso del terreno scavato. La comunità di irrigatori di Gaén, in Teruel, ha bloccato le trattative, rifiutando di cedere acqua dell’Ebro se ciò compromette l’agricoltura locale.

Nel frattempo, Amazon, pur pagando l’IAE a Madrid, ha destinato 13,8 milioni di euro a un piano antiinondazioni, un gesto percepito come “una goccia d’acqua”.

Altre controversie nazionali

A Talavera de la Reina, il progetto di Meta ha sollevato il dibattito sull’uso dell’acqua: i primi documenti tecnici parlavano di 4,800 milioni di litri all’anno, ma dopo numerose revisioni la stima è scesa a 200 litri, pur restando sotto l’attenzione della Confederazione Idrografica del Tago per la scarsità d’acqua.

In Extremadura, Ecologistas en Acción ha avvertito che quattro progetti (Badajoz, Navalmoral de la Mata