Panoramica dei corsi di AI e ingegneria informatica in Italia
Nel panorama universitario italiano, l’intelligenza artificiale (AI) è per lo più integrata nei corsi di ingegneria informatica. Per l’anno accademico 2026/27 si contano 53 triennali con la parola “informatica” nel nome e 63 lauree magistrali di classe LM‑32. In tre casi su quattro le magistrali prevedono un percorso specifico dedicato all’AI o ai dati.
I corsi di laurea che includono l’intelligenza artificiale nel titolo sono 39: 11 triennali e 28 magistrali. A questi si aggiungono 13 corsi che applicano l’AI ad altri settori e 32 master universitari specializzati.
Il 15 ottobre, Emiliano Mandrone, primo ricercatore dell’Inapp (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche), ha scritto su Agenda Digitale che, nell’era dell’AI, la scelta dell’università dovrebbe essere guidata dalla passione più che dalla ricerca di un “posto sicuro”, poiché i mestieri evolvono più rapidamente dei piani di studio.
Una mappa dei corsi per orientare la scelta
La passione indica la direzione, ma per arrivarci è necessaria una mappa dettagliata dei corsi, con regole d’accesso, percorsi, costi e sbocchi. Di seguito trovi l’elenco completo, ateneo per ateneo, delle triennali, magistrali, master e dottorati in AI e ingegneria informatica per il 2026/27, con link alle pagine ufficiali e alle regole d’accesso aggiornate al 15 ottobre.
TL;DR per chi ha cinque minuti
La triennale si sceglie per la matematica, l’AI arriva dopo. Su 46 triennali di ingegneria informatica in presenza, solo due hanno un curriculum specifico di intelligenza artificiale, mentre tre magistrali su quattro ne offrono uno o sono dedicate interamente all’AI e ai dati.
Il test d’ingresso spaventa più di quanto pesi. Solo 13 triennali su 46 hanno il numero programmato con graduatoria; nelle altre il TOLC‑I misura le lacune e chi resta sotto soglia si iscrive comunque, con un debito di matematica da recuperare nel primo anno.
Questa laurea si trasforma in lavoro prima della media. A un anno dalla magistrale, il 92,7 % dei laureati in ingegneria industriale e dell’informazione è occupato, contro l’80,8 % del totale, con uno stipendio netto medio di 1 803 euro al mese secondo AlmaLaurea.
Tra Sud e Nord la retta cambia poco, cambia la soglia di esonero. Il massimo a Palermo è 2 914 euro, al Politecnico di Milano 3 726 euro; l’esonero totale copre ISEE fino a 25 000 euro a Palermo, 30 000 euro al Politecnico di Torino e 22 000 euro dove l’ateneo applica il minimo nazionale.
Il master si aggiunge alla laurea, non la sostituisce. I master universitari valgono almeno 60 crediti e costano da 1 500 euro (Palermo) a 20 000 euro (Politecnico di Torino); per il dottorato in AI è comunque necessaria la laurea magistrale.
Come scegliere l’università nell’era dell’AI
Mandrone basa la sua proposta su tre idee fondamentali:
- Scegliere una materia complessa che appassiona, perché è quella su cui ci si regge meglio quando il mercato cambia.
- Mescolare discipline lontane, ad esempio informatica con filosofia o sociologia.
- Imparare a imparare, visto che chi entra oggi all’università dovrà rimettersi a studiare più volte nella vita lavorativa.
Il terzo punto è il più concreto: il framework di moda al primo anno sarà già superato alla laurea, mentre analisi matematica, algebra lineare e calcolo delle probabilità restano le stesse da decenni e costituiscono la base dei modelli di AI.
Domanda di mercato e prospettive occupazionali
Il sistema Excelsior di Unioncamere, che raccoglie le previsioni di assunzione delle imprese italiane, ha stimato per il 2025 27 400 ingressi di laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione, con il 64 % delle ricerche considerato difficile da coprire. Le previsioni 2025‑2029 indicano una carenza annua di 7 000‑10 000 laureati in ingegneria rispetto ai titoli conferiti.
Quindi, l’AI non ha svuotato la domanda di ingegneri. Anche a livello internazionale, i dati del fondo di investimento SignalFire mostrano tendenze analoghe nelle assunzioni delle big tech.
Cambia però il ruolo dell’ingegnere: scrivere codice costa sempre meno, mentre decidere cosa costruire, verificare la correttezza e assumersi la responsabilità aumenta di valore. Alcune realtà vendono “ingegneri umani a pagamento” per completare progetti affidati quasi interamente a assistenti AI.
Cinque criteri per confrontare le università
- Piano di studi: esame per esame, contando i crediti di matematica, informatica di base e laboratori. Il nome del corso dice poco.
- Percorsi magistrali: è qui che si sceglie tra intelligenza artificiale, cybersecurity, robotica o sistemi embedded.
- Tirocinio e tesi: quali aziende e laboratori accolgono gli studenti e se la tesi può essere svolta su un progetto reale.
- Lingua delle lezioni: molte magistrali sono interamente in inglese, vantaggioso per una carriera all’estero ma ostacolo per chi non lo padroneggia.
- Conto economico: tasse universitarie, affitto e costi di vita, che spesso decidono più della qualità del corso.
Ingegneria informatica vs informatica: differenze sostanziali
Ingegneria informatica (classe L‑8, ingegneria dell’informazione) e Informatica (classe L‑31, scienze e tecnologie informatiche) insegnano entrambe a programmare, ma con pesi diversi. L’ingegneria aggiunge fisica, elettronica, teoria dei segnali e controlli automatici; l’informatica approfondisce algoritmi, linguaggi di programmazione, basi di dati e teoria della computazione.
Il confine è spesso sfumato: Bologna a Cesena, Urbino e la Parthenope di Nola offrono corsi interclasse L‑8/L‑31, permettendo allo studente di scegliere la classe di laurea. Diverse magistrali di AI accettano laureati di entrambe le classi. La distinzione è più rilevante per chi intende iscriversi all’albo professionale.
Per gli ingegneri, la riforma della laurea abilitante, che prevede la soppressione dell’esame di Stato, è ancora in discussione al ministero. Secondo Sky TG24, il cambiamento potrebbe partire dal prossimo anno accademico e coinvolgere anche l’ingegneria informatica.
Le triennali di ingegneria informatica nel 2026/27
Le triennali attive sono 53, di cui 46 in 41 atenei in presenza e 7 nelle università telematiche. A queste si affiancano 16 corsi di ingegneria dell’informazione con denominazioni diverse. L’accesso è libero nella maggior parte dei casi; il numero programmato con graduatoria riguarda 13 corsi.
Il test più usato è il TOLC‑I del CISIA, consorzio interuniversitario che gestisce i test di accesso online per ingegneria e scienze. Copre matematica, logica, scienze, comprensione verbale e inglese, e può essere svolto anche da casa.
Dove l’accesso è libero, il TOLC‑I non seleziona ma misura. Chi resta sotto la soglia fissata dall’ateneo si iscrive comunque, ma con gli OFA (obblighi formativi aggiuntivi), quasi sempre un esame di matematica da superare entro il primo anno.
Fanno eccezione i due politecnici del Nord: il Politecnico di Milano utilizza un test proprietario, il TOL, accettando anche il TOLC‑I convertito; il Politecnico di Torino impiega il TIL‑I, con criteri di valutazione analoghi ma gestiti internamente.
Costi e esoneri per le triennali
- Politecnico di Milano: tassa massima 3 726 euro, esonero totale fino a ISEE 30 000 euro.
- Università di Palermo: tassa massima 2 914 euro, esonero totale fino a ISEE 25 000 euro.
- Politecnico di Torino: tassa massima 3 500 euro, esonero totale fino a ISEE 30 000 euro.
- Altri atenei: la soglia di esonero segue il minimo nazionale, tipicamente ISEE 22 000 euro.
Le magistrali e i master: approfondimenti
Le lauree magistrali di ingegneria informatica offrono percorsi specializzati in AI, cybersecurity, robotica, sistemi embedded e big data. La scelta della magistrale è cruciale perché determina l’area di competenza professionale.
I master universitari, con almeno 60 crediti, sono pensati per integrare la laurea. I costi variano notevolmente: da 1 500 euro (Università di Palermo) a 20 000 euro (Politecnico di Torino). Molti master prevedono stage obbligatori e progetti con aziende partner, aumentando l’occupabilità dei laureati.
Il dottorato in AI richiede la laurea magistrale e si concentra sulla ricerca avanzata, spesso in collaborazione con centri di eccellenza nazionali o internazionali.
Consigli pratici per la scelta
- Verifica il piano di studi per assicurarti che includa corsi di matematica avanzata, algoritmi e laboratori di AI.
- Controlla i percorsi magistrali disponibili e la possibilità di specializzarsi in settori emergenti.
- Informati su tirocinio e tesi: partnership con aziende, laboratori di ricerca e opportunità di progetti reali.
- Valuta la lingua di insegnamento: corsi in inglese aprono porte internazionali.
- Considera il bilancio personale: tasse, costi di vita, borse di studio e soglie di esonero ISEE.
Conclusioni
L’offerta formativa italiana in intelligenza artificiale e ingegneria informatica è ampia ma variegata. La scelta dell’ateneo deve basarsi su una combinazione di passione, solidità del curriculum, opportunità di tirocinio, lingua di insegnamento e fattori economici. Con i dati aggiornati al 2026/27, gli studenti possono orientarsi con una mappa chiara dei corsi, dei test d’ingresso e delle prospettive occupazionali, assicurandosi di investire in un percorso che rimanga rilevante anche in un mercato del lavoro in rapida evoluzione.
