Quando il telefono squillò, il nonno di Tarini Padmanabhuni credeva di parlare con il fratello. Una voce al di fuori della linea dichiarò di essere stato rapito e chiese un riscatto. Dopo aver pagato, il nonno scoprì che il fratello era in un luogo diverso, ignaro di tutto. La voce era una deepfake, una imitazione generata da intelligenza artificiale.
Il trauma che ha ispirato la missione
“Ciò che è rimasto impresso non è stato il denaro, ma il fatto che non avesse alcun modo di capire che era una truffa”, ricorda Padmanabhuni. Quell’esperienza, avvenuta circa due anni fa, ha acceso la motivazione a sviluppare una difesa concreta contro le frodi vocali basate sull’AI. Oggi la sua startup, DetectifAI, si propone di impedire che altri subiscano lo stesso inganno.
Un mercato in rapida crescita
Secondo l’FBI, gli americani hanno perso quasi 900 milioni di dollari a causa di truffe alimentate da intelligenza artificiale lo scorso anno, con un aumento del 24 % rispetto al 2024. Le vittime di età superiore ai 60 anni hanno perso il doppio rispetto a quelle tra 50 e 59 anni, evidenziando la vulnerabilità dei più anziani.
Concorrenti e limiti delle soluzioni attuali
Il panorama della rilevazione delle deepfake vocali è affollato:
- Reality Defender
- Pindrop
- Resemble AI
- Microsoft Azure AI Content Safety
- Nuance (di proprietà di Microsoft)
La soluzione di DetectifAI
Invece di comprimere modelli di grandi dimensioni per adattarli a un telefono, DetectifAI progetta fin dall’inizio modelli di intelligenza artificiale compatti, abbastanza leggeri da operare all’interno del sistema operativo di uno smartphone. L’obiettivo è fornire un giudizio istantaneo su una voce, sia durante le chiamate in tempo reale, sia nei messaggi vocali, senza che l’audio lasci mai il dispositivo.
Strategia commerciale e primi clienti
DetectifAI si rivolge inizialmente ai produttori di telefoni, offrendo il proprio software development kit (SDK) in licenza per essere integrato come funzionalità nativa del sistema operativo. Padmanabhuni paragona questa alleanza a quella di AT&T con il lancio del primo iPhone: il primo produttore che includerà DetectifAI otterrà un vantaggio competitivo. Un secondo flusso di ricavi proviene dalla licenza della tecnologia a imprese e società anti‑frodi.
Già oggi la startup registra entrate precoci, gestendo più di 100 000 chiamate al mese per istituzioni finanziarie in India. Queste chiamate sono effettuate da agenti vocali AI che si occupano di recupero crediti e follow‑up su documenti di prestito, con rilevazione delle deepfake e verifica dell’identità dell’interlocutore su ogni chiamata. Per rispetto della riservatezza, Padmanabhuni non ha divulgato i nomi dei clienti.
Il percorso della fondatrice
Tarini Padmanabhuni ha iniziato a lavorare nel campo del machine learning a soli 12 anni. Ha poi studiato cyber‑physical systems presso il Manipal Institute of Technology in India, dove è diventata la più giovane responsabile di quello che descrive come la prima divisione indiana di auto‑guidate della Formula Student, una competizione internazionale di ingegneria studentesca.
Finanziamenti e prossimi step
DetectifAI ha raccolto un piccolo round seed da investitori noti come Josh Constine, ex redattore di TechCrunch, e Manohar Kamath, partner di KM Growth. La startup è stata selezionata per competere nel prestigioso Startup Battlefield di TechCrunch Disrupt, che si terrà dal 13 al 15 ottobre a San Francisco. Questa visibilità dovrebbe accelerare l’adozione del prodotto e aprire nuove opportunità di partnership con i principali produttori di dispositivi mobili.
