Partendo dal 1° luglio 2026, un importante cambiamento nel commercio transfrontaliero online riguarderà i consumatori dell’Unione europea. Finora, gli acquisti online da paesi extra UE sotto i 150 euro sono stati esenti da dazi doganali, un’iniziativa volta a stimolare il commercio e l’e-commerce all’interno del mercato interno UE. La franchigia, però, verrà abolita e sostituita con un dazio temporaneo. L’obiettivo è modernizzare il sistema daziario europeo, un sistema oggi progettato in un’epoca in cui il commercio tradizionale dominava rispetto al commercio digitale.
La Commissione europea sta procedendo con la riforma doganale, volta a creare l’EU Customs Data Hub, un unico punto di accesso digitale per i dati doganali, in cui consumatori, logisti, piattaforme e operatori commerciali potranno depositare e gestire le informazioni necessarie. Finché il nuovo sistema non sarà operativo, però, per compensare la mancanza di riscossione e per avviare il processo di digitalizzazione, l’Unione europea ha introdotto un dazio di transizione di 3 euro per ogni singola riga dichiarata sui pacchi di valore inferiore ai 150 euro.
Chi sarà interessato dalla riforma
Il dazio temporaneo avrà ripercussioni su più attori. Prima di tutto, i consumatori, che, come menzionato, dovranno anticipare il pagamento dei dazi doganali, anche per merci di valore minore, una situazione mai verificatasi finora. I venditori, inoltre, dovranno raccogliere informazioni aggiuntive per soddisfare le nuove richieste di conformità doganale. Le piattaforme online e gli operatori logistici dovranno invece adattare i loro processi al nuovo quadro, aggiornando i sistemi tecnologici e i flussi di pagamento.
Per i marketplace, come Amazon, eBay e altri, la transizione potrebbe rappresentare un cambio radicale rispetto al modello attuale. Oggi molte piattaforme si basano su un sistema di gestione centralizzato per le vendite intra-UE. Con la riforma, invece, dovranno gestire in maniera diversa ogni venditore extra Ue, aggiungendo dazi al momento del pagamento, fornendo informazioni all’importatore finale e, in alcuni casi, anticipando i costi.
Un passo avanzato verso la digitalizzazione
L'introduzione del dazio di transizione segna chiaramente l'intenzione di ridefinire la gestione dei dazi nell’era digitale. Una soluzione chiave per il futuro sarà l’implementazione dell’EU Customs Data Hub, una piattaforma centralizzata che facilita il passaggio di dati fra le piattaforme online, i venditori, i consumatori e le autorità doganali.
Secondo esperti di dogana, come gli international trade advisors e co-fondatori delle società di consulenza doganale C-Trade e Overy, il sistema attuale non è più adeguato a gestire i flussi di merci e di informazioni che caratterizzano la nuova economia globale. Il loro parere è che tale riforma rappresenti un passo avanzato verso una governance doganale più snella, precisa e conforme alle esigenze del mercato moderno.
Le conseguenze pratiche
- Per i consumatori: maggiore responsabilità nella riscossione daziaria. Dovranno anticipare una quantità maggiore di spese in fase di acquisto;
- Per i venditori: nuove procedure di dichiarazione per vendite verso l’UE;
- Per le piattaforme online: aggiornamento sistemi di gestione e pagamento;
- Per gli operatori logistici: adattamento processi e flussi di informazioni in vista del nuovo modello doganale.
Un modello di dogana proiettato verso il futuro
La riforma non si limita a un cambio temporaneo, ma punta a un modello sostenibile e adatto alle caratteristiche del commercio digitale. I dazi temporanei non sono il fine ultimo, ma uno strumento per raccogliere dati, testare i sistemi e preparare il mercato UE a un contesto globale in continua evoluzione.
Con il nuovo sistema, previsto per entrare ufficialmente in funzione una volta che l’EU Customs Data Hub sarà operativo, l’Unione europea si posiziona come un regolatore moderno e flessibile, attento alle esigenze del mercato e dei consumatori, ma anche determinato a garantire equità e trasparenza nel commercio transfrontaliero.
Per il momento, i consumatori, le piattaforme e gli esperti del settore devono iniziare a prepararsi al cambiamento: aggiornare i sistemi tecnologici, adattare strategie commerciali e informare i clienti. Una transizione non semplice, ma necessaria per l’evoluzione di un mercato globale che non può permettersi di rimanere indietro.
