Il contesto: una crescita senza precedenti di Vaca Muerta
Il salto di scala della formazione scisto di Vaca Muerta è imminente e il governo provinciale di Neuquén vuole inserirsi nella fila dei record di efficienza. La provincia, che capitalizza la risorsa shale, ha avviato la costruzione di una piattaforma di intelligenza artificiale (IA) ospitata su server propri, con l’obiettivo di accelerare i permessi richiesti dalle compagnie petrolifere prima di avviare una trivellazione.
In un’intervista esclusiva a EnergíaON, il ministro dell’Energia, Gustavo Medele, ha illustrato il funzionamento del progetto, i tempi di attuazione previsti e le ragioni per cui il modello neuquino suscita interesse anche al di fuori dell’Argentina.
Procedura tradizionale vs. IA: i tempi di autorizzazione
Attualmente, per perforare un nuovo pozzo è necessario superare sette fasi che coinvolgono le autorità di Energia, Risorse Idriche, Ambiente, Territorio e Comunità. Fino a poco tempo fa, l’intera sequenza richiedeva circa 180 giorni. Con l’ottimizzazione dei processi, il termine è stato ridotto a 120 giorni e, senza ancora la nuova IA, si aggira intorno a 90 giorni.
La logica della piattaforma in sviluppo è semplice: l’azienda carica la domanda con le proprie credenziali, compila tutti i campi obbligatori e, se manca qualche informazione, la pratica non procede. Una volta completa, il sistema la indirizza automaticamente a ciascuna area, utilizzando un codice colore (verde per zona idonea, rosso per restrizioni). Se, ad esempio, il reparto idrico restituisce il segnale verde o non vi sono comunità coinvolte, il fascicolo passa al prossimo organismo.
«Prima una pratica poteva restare due settimane in ogni ente; ora passa in minuti», ha evidenziato Medele.
Standardizzazione dei formati
Per realizzare il sistema, Neuquén ha collaborato con l’Istituto Argentino del Petrolio e del Gas (IAPG) per definire un formato unico di presentazione dei dati. Fino a poco tempo fa le compagnie inviavano documenti in PDF, Excel o Word. «Non mi importa il formato, mi adatto a voi», ha dichiarato il ministro ai operatori, i quali hanno impiegato quasi un anno per uniformarsi.
Un caso quasi unico al mondo
La consultora Wood Mackenzie ha visitato la provincia senza richiedere compensi, confermando che Neuquén è l’unico luogo fuori dagli Stati Uniti a gestire un sviluppo non convenzionale di tale scala. Negli Stati Uniti, le risorse appartengono a proprietari privati molto frammentati e non esiste una normativa unificata.
L’unica eccezione è la provincia canadese di Alberta, dove il giacimento è di proprietà provinciale. Alberta ha introdotto il concetto di un’unica domanda per tutti gli enti autorizzatori, con procedure e normative adattate. Tuttavia, Medele ha sottolineato differenze importanti: Alberta tratta giacimenti meno complessi, con meno passaggi di valutazione e concessioni separate per profondità, mentre Neuquén presenta molte più interazioni, rendendolo un caso di studio per altri paesi come Colombia e Messico.
RAG: generazione aumentata per recupero
Il cuore tecnologico del progetto è un modello di linguaggio già pre‑addestrato, arricchito da una biblioteca proprietaria contenente atti, decreti, leggi e normative non pubblicate online. Questa tecnica, nota come RAG (retrieval‑augmented generation), permette all’IA di rispondere basandosi esclusivamente sui documenti forniti dalla provincia.
Tutto il materiale è ospitato su un server locale, così l’IA “legge” solo le fonti ufficiali del governo. Quando riceve una domanda, genera una risposta ordinata e indica la fonte esatta di ciascun dato, garantendo trasparenza e tracciabilità.
Impatto operativo e risparmio di risorse
Grazie alla IA, il team tecnico è passato da 135 persone a dicembre 2023 a 70 professionisti attualmente impiegati, una riduzione che il ministro ha definito “molto folle”. Quando la provincia trasferirà la piattaforma su un datacenter più potente, previsto per la fine di novembre, le capacità di calcolo aumenteranno di mille volte.
Il nuovo datacenter, già in fase di installazione, è destinato a eliminare il “collo di bottiglia” rappresentato dalla lettura manuale dei documenti, automatizzando l’intero flusso.
Struttura del team
Il dipartimento energetico della provincia, responsabile di tutti i permessi, è composto esclusivamente da professionisti qualificati: ingegneri, geologi, economisti, avvocati e contabili. Oltre 10 miliardi di dollari di investimenti annuali transitano attraverso questo ufficio, molti provenienti da aziende private.
Medele ha spiegato che, nonostante gli stipendi non siano elevati, la provincia offre una “qualità di vita” superiore, poiché il lavoro nel settore petrolifero è estremamente impegnativo, senza weekend o ferie.
Prospettive future e interessi internazionali
Il progetto, ancora senza nome ufficiale, rappresenta una sfida che supera il semplice ambito governativo: coinvolge operatori, sindacati e piccole e medie imprese. Il ministro ha sottolineato che “è di tutti: delle operatrici, del sindacato, delle PMI”.
Il dibattito su una possibile trasformazione dell’area tecnica in una vera agenzia è stato rimandato a una fase successiva; comunque, Medele ha affermato che, indipendentemente dal titolo, il dipartimento funziona già come un’agenzia, con processi mappati, procedure riviste e l’integrazione di un bonus infrastrutturale.
Con il modello neuquino ora sotto osservazione di esperti internazionali, la provincia si posiziona come pioniere nell’uso dell’intelligenza artificiale per la gestione di autorizzazioni in ambito energetico, offrendo una blueprint potenzialmente replicabile in altre regioni ricche di risorse non convenzionali.
