Il contesto: l'AI cambia il ruolo dello sviluppatore
Quando l'intelligenza artificiale è in grado di produrre codice in pochi secondi, la domanda inevitabile è: qual è il lavoro di un ingegnere del software? Per chi si laurea in informatica, quale sarà il futuro delle attività quotidiane se non più la scrittura manuale del codice? E quando l'AI progetta architetture, scrive il codice e risolve problemi, come può un ingegnere apprendere realmente l'ingegneria del software?
Microsoft, in collaborazione con la Carnegie Mellon University, sostiene che la carriera del software developer è destinata a rimanere, e che gli sviluppatori junior di oggi diventeranno i senior di domani. Per dimostrare questa convinzione hanno creato PRAISE, un programma interno di preceptorship che affianca ingegneri junior con mentori senior.
Che cos'è PRAISE?
PRAISE sta per Preceptorship for AI-accelerated Software Engineering. Il modello prende ispirazione dal preceptorship in ambito infermieristico, dove i nuovi infermieri vengono affiancati da professionisti esperti per acquisire esperienza pratica e fiducia.
L’obiettivo non è mantenere i nuovi sviluppatori a scrivere codice come se l’AI non esistesse, ma aiutarli a sviluppare comprensione, sicurezza e responsabilità nell’utilizzare nuovi strumenti in tempo reale.
Principi chiave del modello
- Collegare esperienza ingegneristica pratica a un’istruzione accademica, senza gravare esclusivamente su università o aziende.
- Fornire accesso a strumenti AI e a guide esperte per passare dalla produzione di codice a decisioni di alto livello su cosa costruire.
- Promuovere il pensiero sistemico, il gusto tecnico e il giudizio critico nell’uso dell’AI.
Il valore di una laurea in informatica
Le domande su “se una laurea in informatica è ancora rilevante” partono da un fraintendimento. Non si tratta di chiedersi se l’AI possa sostituire il programmatore, ma se gli ingegneri possano utilizzare il codice generato dall’AI in prodotti finiti senza comprenderlo. La risposta è no: la sicurezza e l’efficacia dei prodotti dipendono da sviluppatori senior capaci di valutare, testare e integrare il codice.
Il ciclo di vita del software si sta spostando: più tempo è dedicato a progettazione e architettura rispetto alla scrittura di ogni riga di codice. Tuttavia, è fondamentale capire cosa fa il codice sottostante, proprio come un meccanico deve conoscere il funzionamento del motore di un’auto per ripararla.
Come funziona il modello preceptor‑preceptee
Simile al modello infermieristico, il preceptor crea uno spazio in cui il junior può porre domande, sperimentare e risolvere problemi con il supporto di un senior. Il senior deve riconoscere che il junior potrebbe non avere ancora la fiducia necessaria per contribuire a progetti a ritmo industriale.
Il preceptor condivide:
- Le proprie intuizioni e il “gusto” personale nella risoluzione di problemi.
- Esempi pratici e consigli su dove focalizzarsi in base alle competenze del preceptee.
- Strategie per testare ipotesi e discutere cambiamenti inaspettati con i colleghi.
Questo approccio trasforma la produzione di una soluzione in un processo di apprendimento deliberato.
Il ruolo dell'educazione formale
PRAISE integra la mentorship con un curriculum sviluppato insieme a Carnegie Mellon University. L’obiettivo è dare agli studenti le competenze necessarie per:
- Distribuire soluzioni pronte per la produzione.
- Collegare i concetti teorici dell’informatica alla pratica quotidiana dell’ingegneria del software.
- Acquisire fiducia nell’uso consapevole dell’AI.
Gli studenti partecipano a lezioni, discussioni in piccoli gruppi e attività pratiche che completano l’apprendimento on‑the‑job.
Testimonianze accademiche
Michael Hilton, Teaching Professor & Associate Department Head presso la Carnegie Mellon University, osserva: “In passato gli ingegneri alle prime armi svolgevano molte attività che costruivano la loro expertise. Unire forze tra accademia e pratica permette di combinare la ricerca informatica con le realtà quotidiane dello sviluppo software.”
Implicazioni per il futuro del lavoro
L’AI non elimina la responsabilità umana per i risultati, ma ne modifica le modalità. Preparare la nuova generazione di ingegneri significa fornire loro sia gli strumenti AI sia i mentori esperti, affinché possano evolvere da produttori di codice a decisori strategici su cosa e come costruire.
In sintesi, il programma PRAISE dimostra che, nonostante l’automazione, la creatività, il giudizio critico e la capacità di progettare architetture complesse rimangono competenze irrinunciabili. I laureati in informatica continueranno a svolgere un ruolo chiave, mentre le aziende investono in modelli di formazione ibridi che uniscono pratica, mentorship e istruzione accademica avanzata.
