Il quindicesimo Piano Quinquennale e la centralità dell’intelligenza artificiale

Nel marzo 2026 il governo cinese ha pubblicato per la prima volta il quindicesimo Piano Quinquennale (2026‑2030), un documento strategico che definisce le linee guida per l’economia e lo sviluppo del paese nei prossimi cinque anni. Rispetto ai piani precedenti, il nuovo documento contiene un numero notevolmente maggiore di sezioni, ognuna delle quali approfondita nei mesi successivi mediante circolari, provvedimenti e linee guida settoriali.

Fin dal suo inizio, il Piano non poteva ignorare l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale (IA). Riferimenti a sistemi di IA sono presenti in diversi ambiti: industria manifatturiera, sanità, agricoltura, difesa e, soprattutto, nella gestione dei dati e nella proprietà intellettuale. Una sezione particolarmente rilevante è dedicata al rapporto tra IA, dati di addestramento e diritto d’autore, un nodo che fino ad ora era rimasto scarsamente regolamentato.

Il tema del copyright è stato identificato come “tasto sensibile” dal governo cinese. A tal proposito, a fine luglio e a settembre 2026 sono stati pubblicati documenti dettagliati dall’Ufficio cinese per la proprietà intellettuale (CNIPA), che illustrano le nuove linee guida per la gestione dei contenuti digitali, la protezione dei creatori e l’uso equo dei dati per l’addestramento dei modelli di IA.

Obiettivi strategici del Piano

    • Posizionare l’IA e l’innovazione digitale al centro della sovranità economica cinese.
    • Accelerare lo sviluppo di modelli algoritmici avanzati e migliorare la competitività globale.
    • Creare un quadro normativo specifico per l’IA generativa e l’utilizzo di dati protetti.
    • Stabilire un sistema di “fair use” orientato all’addestramento dei modelli, bilanciando innovazione e tutela dei diritti.

Verso un “fair use” cinese per l’addestramento dei modelli

Fino ad oggi l’industria tecnologica globale ha operato in un vuoto normativo, con interpretazioni giurisprudenziali frammentate tra paesi. La Cina intende colmare questa lacuna introducendo un “fair use” specifico per l’IA, che permetta ai giganti tecnologici locali di utilizzare contenuti protetti per l’addestramento, a patto che siano rispettate determinate condizioni di proporzionalità, trasparenza e remunerazione dei titolari di diritti.

Il Piano non si limita a enunciare principi generali, ma definisce un percorso operativo preciso:

    • Stesura di norme mirate per i contenuti generati dall’intelligenza artificiale.
    • Revisione delle leggi sulla protezione del software e sulla gestione collettiva dei diritti.
    • Adeguamento del diritto d’autore alle esigenze dell’IA generativa.

Questo approccio duplice mira a trasformare la sicurezza giuridica da ostacolo a pilastro di un mercato sostenibile, anche se fortemente controllato dallo Stato.

Confronto con le politiche occidentali

In un contesto internazionale dominato da Stati Uniti ed Unione Europea, che si contendono il primato etico e normativo sull’IA, la Cina adotta una strategia pragmaticamente più autoritaria. La sua normativa sarà coerente con gli obiettivi di crescita economica e di consolidamento della leadership tecnologica, piuttosto che con una visione basata esclusivamente su valori liberali.

Protezione dei segreti commerciali: un supporto alle imprese cinesi

Il Piano Quadro Generale per la protezione della proprietà intellettuale, pubblicato il 31 luglio 2026, ha introdotto modifiche sostanziali alle norme sui segreti commerciali. Tra le misure più importanti:

    • Programmi di consulenza e formazione interna per le aziende, finalizzati a aumentare la consapevolezza del valore dei segreti aziendali.
    • Linee guida per il trasferimento cognitivo di informazioni riservate a sistemi di IA, con politiche più meditate e controllate.
    • Incentivi fiscali per le imprese che adottano misure di protezione avanzate.

Queste iniziative puntano a rendere le aziende cinesi più competitive a livello globale, soprattutto nei settori ad alta intensità di dati come la robotica umanoide, dove la Cina ha già mostrato un notevole sviluppo.

Brevettabilità dell’IA

Un altro aspetto cruciale del Piano riguarda lo studio dei requisiti di brevettabilità per le invenzioni legate all’IA. Il governo riconosce che le norme dovranno essere armonizzate con gli standard internazionali, evitando di restare confinati in un regime autoreferenziale privo di valore fuori dai confini cinesi.

Le autorità cinesi stanno quindi promuovendo:

    • Dialoghi multilaterali per definire principi comuni di brevettabilità dell’IA.
    • Proposte di modifiche legislative volte a riconoscere le invenzioni algoritmiche come oggetti di brevetto, a condizione che soddisfino i requisiti di novità, attività inventiva e applicazione industriale.

Il China’s Copyright Development Plan per il 15° quinquennio

Depositato a settembre 2026, il China’s Copyright Development Plan delinea due percorsi complementari:

    • Semplificazione e digitalizzazione delle procedure di registrazione del copyright: l’obiettivo è rendere più efficienti e accessibili le pratiche per autori e imprese, riducendo i tempi di iter burocratico.
    • Negoziazione multilaterale delle norme sul copyright: la Cina intende allineare le proprie leggi ai trattati internazionali, facilitando l’esportazione di contenuti digitali conformi a standard globali.

Il primo percorso favorisce gli investimenti nazionali, mentre il secondo apre la porta a una maggiore protezione del “made in China” nel mercato estero, creando un vantaggio competitivo per le imprese creative cinesi.

Implicazioni per il mercato interno ed estero

Con queste riforme, la Cina riconosce che il mercato interno da solo non basta a sostenere la crescita a lungo termine. La strategia punta a:

    • Espandere l’ecosistema di IA verso mercati internazionali, grazie a standard riconosciuti.
    • Attirare investimenti esteri, garantendo un quadro giuridico stabile e prevedibile.
    • Consolidare la leadership tecnologica mediante una normativa che supporta sia l’innovazione che la protezione dei diritti.

Conclusioni: una fase di integrazione e di espansione globale

Il quindicesimo Piano Quinquennale segna una svolta decisiva per la Cina: la politica industriale e tecnologica si orienta verso l’integrazione delle norme di proprietà intellettuale con gli obiettivi di sviluppo dell’IA. La volontà di conformarsi a standard internazionali, pur mantenendo un forte controllo interno, indica che Pechino intende giocare un ruolo di protagonista nel dibattito globale sull’IA.

Se la Cina riuscirà a implementare con efficacia le riforme proposte – semplificazione del copyright, tutela dei segreti commerciali, definizione di criteri di brevettabilità e un “fair use” mirato – potrà non solo consolidare la propria leadership tecnologica, ma anche influenzare le future regole internazionali, imponendo un modello normativo che coniuga pragmatismo, controllo statale e apertura al commercio globale.