Google Gemini e la tecnologia alla base

Il gruppo Alphabet, di cui fa parte Google Ireland Ltd., offre il servizio Google Gemini, un'applicazione software e interfaccia web alimentata da intelligenza artificiale. Gemini è progettato per conversare con gli utenti tramite testo o voce, simulando un interlocutore umano grazie ai cosiddetti Large Language Models (LLM), reti neurali complesse in grado di analizzare enormi quantità di testo.

Gli LLM di Google Gemini utilizzano la tecnologia Retrieval‑Augmented Generation (RAG), nota anche come “grounding”. Questa tecnica consente al modello di raccogliere informazioni in tempo reale, rendendolo particolarmente efficace nella generazione di sintesi delle notizie più recenti.

Nonostante la natura digitale e automatizzata del servizio, Like Company, operatore ungherese di numerosi portali web, si presenta davanti al Tribunale Regionale di Budapest come “editore di stampa”, rivendicando i diritti d'autore riconosciuti alle pubblicazioni giornalistiche ai sensi della direttiva UE 2001/29/CE e della direttiva (UE) 2019/790.

Le pretese di Like Company

Secondo Like Company, gli articoli pubblicati sui suoi portali costituiscono “pubblicazioni di stampa” e, pertanto, godono di diritti esclusivi di riproduzione e di messa a disposizione del pubblico. L'azienda accusa Google di aver violato tali diritti in più occasioni, chiedendo al giudice un provvedimento che dichiari una violazione continuativa da parte di Google dal 13 giugno 2023 al 31 maggio 2024.

Il caso è stato sospeso dal tribunale ungherese, che ha deciso di sottoporre quattro questioni preliminari alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea. La Commissione europea, valutando lo status dell'azienda e la presunta vaghezza della richiesta, ha ritenuto la domanda di rinvio preliminare complessivamente inammissibile.

Il caso specifico del cantante ungherese

Like Company gestisce diversi portali protetti da diritto d'autore. Uno di questi ha pubblicato un articolo su un noto cantante ungherese, includendo riferimenti a precedenti articoli dell'editore sullo stesso artista. Quando gli utenti hanno chiesto a Google Gemini una sintesi dell'articolo, il chatbot, basato su un LLM, ha fornito una risposta dettagliata che riassumeva le informazioni contenute negli articoli di Like.

Secondo l'editore, tale risposta costituisce una messa a disposizione pubblica e una riproduzione non autorizzata dei contenuti protetti, richiedendo il consenso dell'editore e il pagamento di un compenso. L'eccezione per l'uso di singole parole o brevi estratti, prevista dalla normativa UE, sarebbe inapplicabile data l'estensione dell'uso.

Le difese di Google

Google contesta l'accusa di violazione del diritto d'autore, sostenendo che non vi è stata né una messa a disposizione pubblica né una riproduzione dei contenuti protetti. L'azienda invoca, inoltre, le eccezioni previste per le temporanee operazioni di copia e per il text‑and‑data‑mining, attività consentite dalla normativa europea.

Google sottolinea anche che gran parte della risposta di Gemini è frutto di “allucinazioni” del modello, ovvero di contenuti generati autonomamente senza una corrispondenza diretta con i testi originali di Like. Questo, a loro avviso, indebolisce l'argomentazione dell'editore secondo cui Gemini avrebbe copiato integralmente i loro articoli.

Le questioni poste alla Corte di Giustizia UE

Il tribunale ungherese ha sottoposto al giudice europeo una serie di quesiti preliminari, tra cui:

    • Se la fornitura di una sintesi generata da un LLM costituisce una “messa a disposizione del pubblico” ai sensi della direttiva 2001/29/CE.
    • Se l'uso di dati protetti da parte di un chatbot rientra nelle eccezioni per il text‑and‑data‑mining o per le copie temporanee.
    • Qual è la portata della definizione di “pubblicazione di stampa” quando l’opera è distribuita esclusivamente online.
    • Se le “allucinazioni” del modello possono escludere la violazione del diritto d'autore, anche in presenza di somiglianze sostanziali.

Il Procuratore Generale Szpunar ha presentato oggi le sue conclusioni, chiedendo una interpretazione chiara delle norme UE in materia di IA e diritto d'autore.

Prospettive future e impatto sul settore

Il risultato della decisione preliminare avrà rilevanza non solo per Google e Like Company, ma per l’intero ecosistema digitale europeo. Una sentenza che confermi la violazione potrebbe imporre a tutti i fornitori di chatbot basati su LLM di ottenere licenze o di implementare filtri più restrittivi per i contenuti protetti.

Al contrario, un riconoscimento delle eccezioni per il text‑and‑data‑mining rafforzerebbe la posizione delle piattaforme AI, facilitando ulteriori sviluppi tecnologici ma sollevando preoccupazioni tra gli editori tradizionali riguardo alla tutela delle loro opere.

Nel frattempo, Like Company ha annunciato la pubblicazione di un comunicato stampa, la realizzazione di un video esplicativo da parte di un membro del tribunale e la diffusione di filmati tramite il European Broadcasting Service (EBS), al fine di informare il pubblico sull'evoluzione della causa.