Nel libro “I comunicatori del futuro”, emerge una rappresentazione innovativa delle competenze richieste al comunicatore nel 2035, ispirata alla tavola periodica di Mendeleev. Questa “Tavola delle Competenze dei Comunicatori 2035” mappa 31 capacità essenziali distribuite in tre ambiti principali — Umano, Business e Tecnologia — e quattro profili professionali emergenti.

Una metafora per mappare le trasformazioni

In periodo di grandi mutamenti sociali e tecnologici, il ruolo del comunicatore non riguarda soltanto il mantenimento di vecchie competenze, ma richiede una riflessione profonda sulla natura stessa di tali capacità. Bisogna capirne la formazione, l’adattamento e il loro impatto in contesti complessi. In questo senso, la Tavola Periodica offre una rappresentazione efficace: come gli elementi si combinano per dare vita a nuove molecole, anche le competenze del comunicatore devono interagire per generare figure professionali resilienti e visionarie.

Il modello proposto non cerca semplicemente di aggiornare vecchi schemi, ma mira a fornire una mappa dinamica e operativa, capace di supportare il singolo o il team nello sviluppo delle proprie abilità, di individuare le competenze da migliorare e di costruire configurazioni professionali innovative.

Il primato della dimensione Umano

In mezzo a grandi avanzamenti tecnologici e digitali, il primo dominio fondamentale che non può mai essere trascurato è il “Umano”. Qui si trovano le competenze più delicate e fondamentali per chi comunica: la capacità di costruire relazioni profonde, di adattarsi ai pubblici diversi, di mantenere l’empatia e la sensibilità culturale, di gestire l’etica e la responsabilità nel comunicare.

    • Empatia e sensibilità culturale
    • Etica e responsabilità
    • Capacità di relazione
    • Adattabilità interpersonale
    • Intelligenza emotiva
    • Riconoscimento del valore umano

Queste competenze si rivelano irrinunciabili soprattutto in contesti multiculturali e dove interverranno elementi come l’AI, che non sostituisce l’aspetto relazionale, ma lo rende più necessario.

Il dominio Business: misurare l’impatto

Il dominio del Business riguarda la capacità di rendere misurabile e sostenibile l’azione comunicativa. Questa sfera richiede di gestire obiettivi aziendali strategici, gestione di stakeholder e di risorse, capacità di leadership e di innovazione.

In questo ambito, le competenze vanno orientate verso la realizzazione tangibile dell’impresa e alla coerenza dei valori che essa rappresenta, specialmente in un contesto in cui il comunicatore deve equilibrare interessi finanziari, sociali e ambientali.

    • Strategia e leadership
    • Gestione dei risultati e del ROI
    • Orchestrazione multi-stakeholder
    • Innovazione e sostenibilità

Tecnologia: lo strumento per navigare nel digitale

Con il progressivo avvicinarsi di una “convivenza digitale”, il dominio Tecnologia diventa indispensabile per i comunicatori. Questo include abilità per padroneggiare le tecnologie pervasive, l’analisi e l’interpretazione dei dati, la progettazione dell’automazione, la narrazione visiva e la gestione di nuovi spazi web.

    • Data literacy e analytics
    • Narrazione e storytelling multicanale
    • Gestione delle tecnologie pervasive
    • Automazione e intelligenza artificiale
    • Web e ambienti digitali

Questa mappa serve a supportare l’evoluzione professionale per abbracciare un mondo sempre più ibrido, dove la tecnologia è ormai un elemento integrato e non separabile da tutti gli altri.

I quattro profili emergenti

A partire da questa tavola, emergono quattro figure di spicco che rappresentano configurazioni avanzate di competenze. Ogni profilo è una combinazione specifica di molecole di competenze, adattabili a nuove esigenze e contesti:

La Tavola Periodica non mira a limitare la creatività, ma a fornire una base solida da cui sviluppare nuove combinazioni di talento. Ogni competenza, infatti, non è un elemento isolabile, ma è destinata a interagire con altre, anche in domini diversi.

L’Architetto di Senso

Un’idea centrale dell’intera mappa nasce al di fuori dei quattro tipi specifici: nasce l’«Architetto di Senso». Questa meta-identità non è un quinto ruolo, ma una prospettiva integrata, che caratterizza tutti i comunicatori del futuro.

L’Architetto di Senso è colui che riesce a costruire narrazioni forti e coerenti in un mondo di frammentazione, di sovrabbondanza informativa, di polarizzazione e incertezza. Non si limita a comunicare, ma a progettare interi ecosistemi comunicativi dove le persone non solo ricevono, ma dialogano, co-creano significati comuni, e contribuiscono a una visione condivisa.

Il ruolo di un tale comunicatore è strategico, in grado di unire competenze umane, di business e tecnologiche. È una figura che non solo adatta le innovazioni tecnologiche, ma sa gestirne l’impatto sociale e culturale.

La tavola periodica delle competenze si propone come uno strumento non statico, ma evolutivo, per accompagnare il comunicatore verso nuovi ambienti, fornendogli strumenti di mappatura delle sue forze e del suo sviluppo.