Secondo le fonti di Bloomberg, il Digital Markets Act potrebbe applicarsi anche ai servizi di cloud computing come Amazon Web Services e Microsoft Azure, due dei più grandi players del settore. La Commissione europea si appresta a pubblicare i risultati di un’indagine iniziata il 18 novembre 2025. La conferma ufficiale potrebbe arrivare entro il prossimo fine settimana, con conseguenze rilevanti per le aziende coinvolte.

I Core Platform Services

Il Digital Markets Act prevede che i grandi fornitori di piattaforme digitali, catalogati come Core Platform Services, rispettino precise norme legislative. Se Amazon e Microsoft dovranno entrare in questa categoria, saranno obbligate ad adottare misure come l’interoperabilità tra servizi e a vietare pratiche di "lock-in", ovvero l’ostacolo al passaggio agli operatori concorrenti.

I due servizi di cloud computing dominano il mercato, con una percentuale decisamente alta rispetto ai concorrenti (Google Cloud è in terza posizione). Tuttavia, non si basano su soglie minime di dimensione o numero di utenti per essere inclusi nel DMA, bensì sull’effettivo potere di mercato.

Le fonti di Bloomberg riferiscono che la Commissione europea prenderà una decisione preliminare entro la prossima settimana, anche se il processo completo si concluderà solamente entro novembre 2026, in base a quanto indicato dal Regolamento.

Le reazioni delle aziende

Fino ad ora non si sono verificati commenti ufficiali né da parte della Commissione né da Microsoft. Amazon, invece, ha risposto pubblicando il suo commento il primo giugno 2026. Secondo l’azienda di Seattle, il mercato del cloud è più competitivo rispetto, ad esempio, a quello dei motori di ricerca o dei sistemi operativi soggetti al DMA. Per loro, quindi, l’applicazione del regolamento potrebbe essere eccessiva.

Amazon inoltre mette in guardia sul rischio di un doppio onere regolatorio: con il Data Act già in vigore per quanto concerne l’interoperabilità e la portabilità dei dati, applicare anche il DMA potrebbe incrementare i costi operativi e frenare gli investimenti europei nel settore tecnologico. Il rischio, per l’azienda, è una riduzione dell’innovazione.

Una minaccia anche negli Stati Uniti

Oltre alle problematiche nell’Unione europea, Amazon deve affrontare una potenziale inchiesta da parte della Federal Trade Commission (FTC) negli Stati Uniti. Secondo le fonti di Bloomberg, l’indagine inizializzata a metà settembre avrebbe confermato l’esistenza di pratiche commerciali ingannevoli: in particolare, l’obbligo posto dagli inserzionisti di rispettare determinati limiti di prezzo sull’acquisto di spazi pubblicitari. Questo tipo di condotta potrebbe essere considerata anti-concorrenziale.

Che cosa cambierà per il mercato

L’applicazione ufficiale del DMA ai grandi fornitori di cloud avrà conseguenze significative per le aziende e i loro partner. La richiesta di interoperabilità potrebbe spingere a nuove collaborazioni e soluzioni tecnologiche congiunte, ma richiederà investimenti per sviluppare infrastrutture compatibili.

Dal lato commerciale, il rispetto del DMA potrebbe aprire nuove opportunità per i competitor, in particolare per Google Cloud, che si trova in una posizione più agile per entrare nel mercato europeo. Tuttavia, le regole uniformi potrebbero frenare l’espansione di aziende piccole e medio-grandi che, pur rispettando le normative dell’UE, non hanno la scalabilità finanziaria di Amazon o Microsoft.