Introduzione

L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui le imprese forniscono prodotti e servizi tecnologici. Oggi l’AI può apparire nei contratti tech in tre forme principali: come strumento di supporto al fornitore, come funzionalità integrata del servizio o come oggetto principale della prestazione. Ogni scenario solleva questioni specifiche riguardo a riservatezza, proprietà intellettuale, protezione dei dati, sicurezza, standard qualitativi e responsabilità.

Perché è necessaria una clausola AI

Una clausola AI non è un’aggiunta “standard” da inserire indiscriminatamente in tutti i contratti. Prima di decidere cosa includere, è fondamentale comprendere il ruolo dell’AI nel rapporto contrattuale, i rischi introdotti e quali di essi siano già coperti da altre disposizioni (riservatezza, IP, data protection, ecc.). Solo così si può valutare se sia davvero necessaria una disciplina aggiuntiva e, in tal caso, quali contenuti debba avere.

Le tre tipologie di utilizzo dell’AI

1. AI come strumento accessorio del fornitore

In questo caso l’AI è un mezzo interno al fornitore, non venduto al cliente. Esempi tipici includono:

    • Software house che usa un coding assistant per scrivere codice.
    • Agenzie creative che impiegano generatori di testo o immagini per produrre contenuti.
    • Consulenti che sfruttano AI per analisi di dati o redazione di documenti.

Il cliente non interagisce direttamente con l’AI, ma il suo utilizzo può influire sulla qualità, sulla riservatezza dei dati forniti e sulla titolarità dei risultati.

2. AI come funzionalità del prodotto/servizio

Qui l’AI è parte integrante del servizio offerto al cliente. Esempi:

    • Piattaforme SaaS con chatbot o motori di raccomandazione.
    • Software che fornisce analisi predittive o generazione automatica di contenuti.
    • Servizi di classificazione o filtraggio basati su modelli di machine learning.

Il cliente utilizza direttamente l’AI, perciò è fondamentale definire:

    • Quali modelli o provider sono coinvolti.
    • Che tipo di dati vengono elaborati.
    • Le limitazioni tecniche e le eventuali modifiche future.

3. AI come oggetto principale del contratto

Quando il soggetto commissiona lo sviluppo, la personalizzazione o l’integrazione di un sistema di AI da utilizzare nella propria organizzazione, l’AI diventa l’oggetto contrattuale. Questo scenario richiede una disciplina più articolata, comprendente:

    • Specifiche funzionali e di performance.
    • Materiali di training, dataset e diritti sui dati.
    • Documentazione, testing, aggiornamenti e manutenzione.
    • Ruoli nella catena di fornitura (sviluppatore, provider di modelli, licenziatari).

Impatto sulle clausole tradizionali

Le clausole di riservatezza, proprietà intellettuale, protezione dei dati, sicurezza, qualità del servizio e responsabilità sono già presenti nella maggior parte dei contratti tech. Tuttavia, l’AI può modificare il modo in cui tali rischi si manifestano:

    • Riservatezza: l’AI generativa può richiedere l’inserimento di dati sensibili in prompt. È necessario stabilire se tali dati possano essere usati per addestrare o migliorare i modelli del provider.
    • Proprietà intellettuale: i contenuti creati dall’AI possono avere una titolarità incerta; occorre definire se i risultati sono “work for hire” o se il provider conserva diritti di utilizzo.
    • Protezione dei dati: i prompt possono contenere dati personali. Bisogna verificare la conformità al GDPR e agli eventuali requisiti dell’AI Act.
    • Sicurezza: l’uso di modelli esterni può introdurre vulnerabilità; è opportuno prevedere audit di sicurezza e certificazioni.
    • Qualità e responsabilità: gli errori dell’AI (output inesatti, bias, violazione di diritti di terzi) richiedono una ripartizione chiara delle responsabilità.

Elementi chiave di una clausola AI

Definizione dell’AI e del suo ruolo

La clausola deve iniziare con una definizione precisa del tipo di AI coinvolta (strumento, funzionalità, oggetto) e del ruolo che svolge nel rapporto contrattuale. Questo evita ambiguità e permette di collegare la clausola alle altre disposizioni contrattuali.

Limiti all’utilizzo dei dati del cliente

È fondamentale indicare:

    • Quali categorie di informazioni non possono essere inserite nei prompt.
    • Se i dati inseriti possono essere conservati o utilizzati per l’addestramento dei modelli.
    • Le modalità di anonimizzazione o pseudonimizzazione richieste.
    • Eventuali obblighi di cancellazione entro termini specifici.

Garanzie sulla proprietà intellettuale

La clausola deve stabilire:

    • Chi detiene i diritti sui risultati generati dall’AI.
    • Se il fornitore concede una licenza non esclusiva, trasferimento completo o uso limitato al cliente.
    • Le eventuali restrizioni sull’utilizzo di modelli pre‑addestrati protetti da copyright.

Responsabilità per errori e violazioni

La distribuzione della responsabilità deve tenere conto di:

    • Eventuali difetti del modello fornito da terzi.
    • Il ruolo del cliente nella configurazione dei prompt.
    • Il livello di controllo e revisione previsto dal fornitore sugli output.
    • Le conseguenze per violazioni di diritti di terzi (copyright, marchi, privacy).

Obblighi di conformità normativa

In base al ruolo dell’AI, possono applicarsi requisiti dell’AI Act, del GDPR e di altre normative settoriali. La clausola dovrebbe indicare:

    • L’obbligo di effettuare una valutazione di impatto (AI‑risk assessment) quando necessario.
    • Le misure di trasparenza da fornire al cliente (documentazione del modello, log di utilizzo).
    • Le procedure di segnalazione di incidenti o bias.

Controlli e audit

Il cliente può richiedere il diritto di auditare:

    • Le modalità di trattamento dei dati nei sistemi AI.
    • Le configurazioni dei modelli e i processi di aggiornamento.
    • Le misure di sicurezza adottate dal provider.

Le modalità, la frequenza e le responsabilità dell’audit vanno specificate nella clausola.

Redazione pratica della clausola AI

Un modello di clausola, adattabile alle tre ipotesi sopra descritte, può articolarsi così:

    • Definizione: “Intelligenza Artificiale (AI) indica il software, i modelli di machine learning e i servizi correlati utilizzati dal Fornitore per [scopo specifico].”
    • Ruolo: indicare se l’AI è “strumento di supporto”, “funzionalità del Servizio” o “oggetto del Contratto”.
    • Utilizzo dei dati: “Il Cliente garantisce che i dati inseriti nei prompt non contengano informazioni riservate non autorizzate a essere trasmesse a terzi. Il Fornitore non potrà utilizzare tali dati per addestrare modelli senza esplicito consenso scritto.”
    • Proprietà intellettuale: “Tutti i risultati generati dall’AI saranno considerati opere commissionate e i diritti di utilizzo saranno trasferiti al Cliente mediante licenza esclusiva e irrevocabile, salvo diverso accordo.”
    • Responsabilità: “Il Fornitore è responsabile per gli errori derivanti da un utilizzo non conforme alle specifiche tecniche concordate. Il Cliente è responsabile per l’accuratezza dei prompt e per la verifica finale dei risultati.”
    • Conformità normativa: “Le parti si impegnano a rispettare l’AI Act, il GDPR e qualsiasi altra normativa applicabile, effettuando le valutazioni di impatto necessarie.”
    • Audit e controllo: “Il Cliente ha il diritto di auditare, previa notifica ragionevole, i processi di trattamento dei dati AI del Fornitore, con costi a carico della parte richiedente, salvo diversa disposizione.”

Esempi pratici di applicazione

Esempio 1 – Coding assistant: Una software house utilizza un assistente di programmazione basato su GPT per scrivere codice. La clausola AI prevede che i snippet di codice contenenti loghi o segreti del cliente non vengano inviati al provider del modello, e che il fornitore garantisca la proprietà esclusiva del codice prodotto.

Esempio 2 – Chatbot SaaS: Un servizio di customer care offre un chatbot AI. La clausola definisce che i dati di conversazione sono conservati per 30 giorni, non vengono usati per addestrare il modello, e che il provider garantisce un livello di accuratezza del 95 % con penali per scostamenti.

Esempio 3 – Sviluppo di AI su misura: Un’azienda commissiona lo sviluppo di un motore di recommendation. La clausola disciplina la consegna di dataset, la proprietà dei modelli addestrati, il diritto di audit sul codice sorgente e le obbligazioni di aggiornamento per conformità all’AI Act.

Conclusioni

La clausola AI non è un semplice “paragrafo aggiuntivo”, ma una risposta contrattuale mirata a gestire i rischi specifici introdotti dall’uso dell’intelligenza artificiale. Identificare il ruolo dell’AI nel rapporto, mappare i rischi e verificare la copertura delle clausole tradizionali è il primo passo. Solo dopo si può redigere una clausola che regoli in modo chiaro riservatezza, IP, dati, sicurezza, standard di qualità e responsabilità, garantendo così un equilibrio equo tra le parti e una conformità normativa efficace.