Introduzione al pensiero di Boris Cherny

Boris Cherny, che ha dato vita a Claude Code all’interno di Anthropic, ha recentemente condiviso una visione contraria a quella dominante nel mondo del prompt engineering. Invece di consigliare strutture complesse e lunghi set di istruzioni, Cherny invita gli utenti a formulare richieste chiare e concise, affidandosi al “buon gusto” del modello Opus 5.5.

Un esempio che ha scatenato il dibattito

Durante una conversazione su X, Cherny ha inserito nel prompt la formula «Forse aggiungere acquerello». Un utente ha interpretato l’espressione come un’incertezza e ha suggerito di essere più assertivo. Cherny ha risposto che la sua scelta di lasciare spazio al modello era deliberata: si fida del ragionamento di Opus 5.5, dichiarando che il modello “ha buon gusto” e che può “cucinare” l’estetica desiderata. Il risultato è stato una serie di grafici dall’aspetto acquerellato, caratterizzati da tonalità beige e arancioni che hanno confermato la validità del metodo.

Le tre linee guida proposte da Cherny

Per semplificare ulteriormente l’interazione con Claude, Cherny riassume i suoi consigli in tre assi fondamentali:

    • Precisi ciò che ti aspetti dal modello: indicare chiaramente l’obiettivo finale.
    • Definisci lo sforzo desiderato: specificare la quantità di risorse, come il numero di token o il livello di dettaglio.
    • Richiedi una verifica del risultato: chiedere al modello di ricontrollare o di fornire una valutazione critica del proprio output.

Un approccio “collegiale”

Secondo Cherny, il modo più efficace per interagire con Claude è trattarlo come un collega. Non è necessario creare strutture rigide o prescrivere ogni passaggio in anticipo. Basta comunicare in maniera naturale, assicurandosi che il messaggio contenga i tre elementi chiave sopra elencati. Questa filosofia riduce la curva di apprendimento e rende le interazioni più fluide.

Evoluzione del ruolo del prompt

Nel passato, gli utenti di Claude dovevano spesso inserire istruzioni come “Non fare errori” per guidare il modello verso risultati accettabili. Con il miglioramento costante delle architetture, soprattutto a partire dalle versioni più recenti di Opus, la necessità di perfezionare i prompt si è notevolmente ridotta. Cherny osserva che “non esiste un segreto particolare per interagire efficacemente con un’IA”, poiché i modelli sono ormai capaci di interpretare intenti più sottili.

Esempio di prompt elaborato

Per illustrare la sua metodologia, Cherny ha condiviso un prompt complesso ma strutturato attorno ai tre punti fondamentali:

    • Definisce l’episodio di un podcast come “veramente incredibile”.
    • Chiede la creazione di un artefatto digitale, specificando l’uso di molti token.
    • Richiede visivi che superino la qualità di pubblicazioni come The New Yorker o The New York Times.

Nonostante la lunghezza, il prompt rimane diretto: Cherny non inserisce regole superflue, ma si affida all’interpretazione di Opus 5.5 per soddisfare le aspettative.

Impatto sui professionisti e sui curiosi

Per chi vuole sfruttare al meglio Claude, il servizio di analisi rapida delle risposte (GPT, Claude, Gemini, Mistral…) è una risorsa gratuita che decodifica le uscite in cinque minuti. All’iscrizione, gli utenti ricevono una selezione di guide e comparativi IA, facilitando l’adozione di metodologie semplici ma efficaci.

Conclusioni

La filosofia di Boris Cherny rappresenta una svolta nel modo di concepire l’interazione con le IA avanzate. Puntando su prompt brevi, chiari e basati su tre assi fondamentali, permette agli utenti di ottenere risultati di alta qualità senza perdersi in tecnicismi. Il successo dei grafici acquerellati e la capacità di Opus 5.5 di “cucinare” estetiche sofisticate dimostrano che, con modelli sempre più potenti, la semplicità è la chiave per sbloccare il loro pieno potenziale.