Bevono i giovani del 2026? Sì, ma in modo molto diverso rispetto a due, tre o quattro decenni fa. Il consumo abituale è in calo e la maggior parte delle persone tra i 15 e i 29 anni (57,9%) afferma di bere solo occasionalmente o ha completamente abbandonato l’abitudine. Tuttavia, un considerevole numero di giovani mantiene l’abitudine di bere, alimentando una pressione sociale che associa la festa all’ubriachezza.
Un panorama in mutamento
Questo trend non è nuovo, ma continua a evolversi. La Generazione Z sta ridefinendo il rapporto con l’alcol, e il cambiamento è complesso, non facile da sintetizzare. Dietro questa tendenza si celano dati, stili di vita e nuove aspettative. Tuttavia, rimane un punto fondamentale: la società del bere deve affrontare uno dei suoi più grandi challenges, ovvero catturare l’attenzione di un pubblico sempre meno interessato al consumo di alcolici.
Un dato chiaro proviene dal FAD Juventud, che mette in luce come il 57,9% dei giovani tra i 15 e i 29 anni non consumi alcolici con regolarità. Questo include coloro che bevono solo poche volte all’anno (22,7%), quasi mai (12,7%), hanno abbandonato la bevanda (8,1%) o non l’hanno mai provata (14,4%).
Nel 2023, la percentuale di giovani che beve con una frequenza elevata — cioè quasi tutti i giorni — è scesa al 13,2%.
Che cosa sta cambiando?
Non è solo che i giovani bevano meno. Il cambiamento sta nella relazione sempre più distante con l’alcol. Lo conferma un’altra analisi recente: «La Encuesta de Salud de España». Questo studio mostra chiaramente un significativo calo del consumo di alcol tra i giovani. Tra il 2006 e il 2023 il consumo abituale tra i giovani tra i 15 e i 24 anni è diminuito da un 43,8% a un 17,9%, una riduzione del 60% in meno di 20 anni.
Il Ministero della Sanità osserva che questo fenomeno è il più pronunciato di tutti i gruppi d’età, un calo che in realtà riguarda l’intera popolazione. Il consumo medio in generale passa dal 48,8% al 31,1%.
Giovani sani vs consumo di alcol
Secondo FAD, il 51,9% dei giovani considera l’alcol dannoso e il 35,6% ha ridotto il proprio consumo. Il 17,3% ha addirittura abbandonato totalmente la bevanda. Questo cambiamento è motivato da diverse ragioni, ma una delle più frequenti è che “sotto l’effetto del bere si fanno cose che non dovrebbe fare”, citato dal 33,5% dei rispondenti. Il 30,4% invece sottolinea che “ubriaco sei più esposto a rischi”.
Inoltre, la maggior parte dei giovani adotta uno stile di vita abbastanza o molto sano. Il 23,1% va in palestra e il 21,6% pratica sport. Questi dati smentiscono il modello tradizionale di vita legato all’alcol, come fa notare FAD.
I dati smentiscono il trend?
Sul fronte opposto esistono matrie di preoccupazione. La stessa FAD, nel suo rapporto, sottolinea come il consumo di alcol abbia perso intensità, ma non necessariamente rilevanza sociale. Sei su dieci giovani tra 15 e 29 anni affermano di bere frequentemente o occasionalmente. Inoltre, si registra una tendenza preoccupante riguardo all’uso congiunto di alcol e energizzanti, una pratica che non manca di effetti negativi per la salute.
Una pressione sociale persistente
Un aspetto paradossale del cambiamento è che, benché i giovani siano più sensibili ai rischi legati all’alcol, la bevanda è sempre un elemento chiave negli ambienti sociali. La pressione sociale si mantiene viva, specialmente durante le serate e le feste.
FAD rileva che esiste una "pressione generale per bere" che è particolarmente rilevante per chi desidera sentirsi parte del gruppo. I giovani che non bevono spesso si sentono costretti a giustificare la loro scelta. Alcuni addirittura, come emerge dagli incontri di studio, si fanno passare l’indifferenza con una bevanda mista (come un cubata fatto di bevande analcoliche), pur continuando a bere soft drink o acqua.
Verso una normalità complessa
L’ambiguità del rapporto con l’alcol diventa evidente quando si guardano le testimonianze dei ragazzi. L’abitudine a bere meno non cancella la normalizzazione intorno all’alcol. Tanti bevono di meno, ma il consumo rimane un elemento centrale per non sentire di essere esclusi. La pressione sociale mantiene un certo controllo, anche tra chi tecnicamente non consuma. Come ha spiegato un giovane intervistato da FAD, bere una Fanta non è sufficiente per non sentirsi esclusi: ci si adatta, ci si inganna per sentirsi normali.
Questo paradigma non è solo un problema individuale, ma una questione sociale e culturale. I giovani di Generazione Z si trovano tra una crescente consapevolezza dei rischi e una forte norma sociale incentrata sull’alcol, che li spinge a bere per adattarsi, anche se non lo vogliono più.
