Il 9 luglio 2026 il Parlamento europeo ha votato un testo che proroga fino al 2028 la deroga alla Direttiva ePrivacy, detta “Chat Control”, e per il quale sono escluse le chat cifrate, come WhatsApp e Signal, da eventuali scansioni contro l’abuso sui minori online. Il provvedimento non è ancora legge definitiva, poiché ora deve essere approvato o modificato dal Consiglio Europeo.

I meccanismi di scansione e la crittografia end-to-end

La deroga consente a fornitori volontari, come Google, Meta e Microsoft, di effettuare una scansione dei contenuti per rilevare materiali CSAM (Child Sexual Abuse Material), ma solo su chat non criptate. Le chat end-to-end, come Signal e WhatsApp, sono invece state escluse grazie a un emendamento votato il 9 luglio. L’obiettivo dichiarato è la protezione dei minori, ma associazioni e esperti sottolineano il rischio per la privacy e la libertà digitale.

Rischi per la privacy e la libertà

Gli esperti, come l’avvocato Fulvio Sarzana, denunciano che l’accesso “in chiaro” ai dati potrebbe aprire la strada a controlli e sorveglianza di massa. La scansione lato client, per esempio, analizzerebbe i contenuti prima della crittografia su dispositivi personali, mettendo in atto un sistema facilmente manipolabile. “Il rischio non sta nel controllo di materiali sessuali, ma nel potenziale uso politico o repressione futura del contenuto digitale,” osserva Sarzana.

La proroga: passi avanti ma non chiusa

Nel marzo 2026 il Parlamento aveva respinto inizialmente l’estensione della deroga. Il 19 dicembre 2025 la Commissione aveva proposto di prorogarla fino al 3 aprile 2028. Il 2 luglio il Consiglio Europeo aveva adottato una seconda lettura, ma il 9 luglio il Parlamento ha approvato una versione emendata, limitando le scansioni alle chat non protette.

Il voto non è però sufficiente per chiudere definitivamente il dossier: il testo, ora emendato, torna al Consiglio che ha tre mesi per accettare o respingere le modifiche. Se non ci sarà accordo, i parlamenti nazionali saranno chiamati a negoziare per una conciliazione tra le due istituzioni.

Fasi del negoziato e le decisioni chiave

    • 26 marzo 2026: Voto iniziale sul prolungamento dell’emendamento
    • 3 aprile 2026: Scadenza della proroga temporanea
    • 19 dicembre 2025: Proposta di estensione fino al 3 aprile 2028
    • 18 giugno 2026: Sollecitazione del Presidente del Parlamento Roberta Metsola
    • 2 luglio 2026: Prima lettura rifiutata
    • 7 luglio 2026: Procedura d’urgenza approvata
    • 9 luglio 2026: Voti chiave per l’inclusione dell’esenzione alle chat cifrate

Il contesto del regolamento permanente

Separatamente, il negoziato per un testo legislativo permanente non è concluso. Rispetto alla deroga, questo regolamento potrebbe introdurre obblighi di rilevamento obbligatori e includevano anche le chat cifrate. Il dibattito si incentra su due modelli: l’analisi preventiva di massa o la scansione mirata con autorizzazione giudiziaria.

Il lato pragmatico e la controversia

La Commissione riferisce che nel 20% dei casi il monitoraggio volontario ha prodotto risultati rilevanti. Tuttavia le imprecisioni di strumenti tecnologici come il client-side scanning, come spiegato in una lettera del Max Planck Institute e dell’università KU Leuven, generano errori frequenti, compromettendo sicurezza e privacy.

Rischio per la struttura digitale e gli utenti

Un sistema di scansione non mirato, applicato a centinaia di milioni di persone, introduce vulnerabilità strutturale. “Il punto debole del sistema può essere sfruttato da criminali informatici, da attori esterni o da servizi di intelligence,” aggiunge Sarzana. L’algoritmo potrebbe identificare un messaggio inutile o innocuo come sospetto, causando danni alla reputazione o alla libertà dell’utente.

La volontà di un modello alternativo

Maggiore appoggio ha ricevuto l’emendamento che lega le scansioni a un sospetto individuato da autorità giudiziarie: 322 voti a favore. Questo corrisponderebbe al modello giuridico italiano, dove le intercettazioni devono essere autorizzate da un giudice. Nonostante questa maggioranza, non è bastata a passare la soglia richiesta.

Il voto del 9 luglio ha quindi rinvato la decisione definitiva, non risolvendola. Il negoziato tra Parlamento e Consiglio continua con l’obiettivo di trovare un accordo che tenga conto del bilanciamento tra protezione dei minori e diritti digitali.

La questione aperta: crittografia e diritti

La questione del diritto alla privacy e della libertà digitale rimane dibattuta. Molti esperti ritengono che le tecnologie di crittografia siano fondamentali per garantire la protezione dei dati personali. Tuttavia, gli abusi online richiedono risposte rapide, equilibrate e proporzionate.

Conclusione

Il Chat Control è un tema complesso, dove la sicurezza online non può ignorare l’aspetto della privacy. Mentre l’estensione per il 2028 si avvicina a una decisione, i rischi strutturali di uno strumento come la scansione lato client rimangono in sospeso. Il dibattito non può fermarsi qui e il percorso legislativo continua a rappresentare una sfida per l’Unione europea.