Una nuova strategia industriale legata allo spettro
Al Digital Innovation Forum di Cernobbio, tenutosi a Villa Erba, Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, ha dichiarato che il governo intende approfittare della prossima assegnazione delle frequenze mobili per ricostruire una politica industriale delle telecomunicazioni.
“Quando siamo arrivati ci siamo accorti che mancava una politica industriale dell’intelligenza artificiale e non c’era una politica industriale, ad esempio, sulle telecomunicazioni”, ha affermato, evidenziando la necessità di un quadro normativo che leghi gestione dello spettro, investimenti e sviluppo delle infrastrutture.
Le concessioni attuali scadranno il 31 dicembre 2029 e la modalità di assegnazione dei diritti d’uso è già oggetto di dibattito tra istituzioni e operatori. L’Autorità garante della concorrenza ha avvertito dei rischi di un rinnovo generalizzato delle concessioni, sottolineando la necessità di salvaguardare la concorrenza e di garantire un uso efficiente dello spettro.
Le richieste delle imprese
Le associazioni di settore chiedono meccanismi di assegnazione non onerosi, evitando che le frequenze diventino nuovamente una fonte di prelievo economico sugli operatori. Asstel propone di collegare l’assegnazione a obblighi chiari di investimento, favorendo lo sviluppo di reti più capillari e avanzate, a partire dal 5 G standalone.
Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, ha criticato l’impostazione dell’Antitrust, ritenuta troppo focalizzata sul numero di operatori presenti sul mercato, e ha chiesto una politica industriale che garantisca un adeguato ritorno al capitale investito.
Il contesto economico delle telecomunicazioni in Italia
Tra il 2010 e il 2025 i ricavi del settore sono scesi da 41,9 miliardi a 29,5 miliardi di euro, una contrazione quasi del 30%, nonostante gli investimenti totali abbiano superato i 100 miliardi nello stesso periodo.
Nel 2025 si è registrato un primo recupero, con una crescita dei ricavi del 4,5%. La rete fissa ha avanzato del 7,9%, mentre il segmento mobile è retrocesso dello 0,6%.
- Investimenti infrastrutturali totali: 7,74 miliardi di euro;
- Investimenti nel mobile: -14,4% (circa 1,5 miliardi di euro);
- ARPU mobile italiano: circa 9 euro mensili, contro una media europea di 14,9 euro.
Nel periodo 2010‑2025 i prezzi dei servizi di telecomunicazione sono diminuiti del 42%, mentre l’inflazione cumulata è stata intorno al 29%. Il traffico dati continua a crescere senza un corrispondente aumento dei ricavi.
Pressioni sui prezzi e margini
Il settore ha vissuto quindici anni di compressione dei margini, ora chiamato a sostenere un nuovo ciclo di investimenti legati al rinnovo dello spettro. L’equilibrio tra concorrenza, sostenibilità economica e sviluppo delle infrastrutture sarà un banco di prova cruciale per la nuova politica industriale.
Intelligenza artificiale: dalla strategia all’attuazione
Il sottosegretario ha evidenziato il lavoro già avviato per dotare l’Italia di un quadro nazionale sull’AI: “Abbiamo rilasciato una strategia sull’AI che è diventata legge e, come sapete, è in elaborazione la nuova strategia sull’intelligenza artificiale che andrà a implementare la legge esistente”.
Butti ha sottolineato che la prevedibilità normativa è fondamentale per attrarre capitali e sostenere i progetti aziendali: “L’Italia vuole accogliere investimenti. E per far questo deve dare ovviamente regole certe”.
L’obiettivo è favorire l’adozione dell’AI nei processi industriali, passando dalla definizione della strategia alla sua concreta attuazione.
Richiesta di deregulation a livello europeo
Durante l’evento, dedicato all’“Europa del fare”, Butti ha invitato Bruxelles a “deregolamentare” normative troppo artrosiche, sollecitando maggiori investimenti nelle tecnologie emergenti e un’accelerazione nel trasferimento dei risultati della ricerca al sistema produttivo.
Ha riferito alla strategia europea per le tecnologie computazionali e all’attuazione dell’AI Act, evidenziando che l’Europa è percepita come lenta nel portare le innovazioni dal laboratorio al mercato.
Digitalizzazione della pubblica amministrazione e Pnrr
Butti ha ribadito che l’Italia ha raggiunto gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) più rapidamente di molte altre nazioni europee.
“Non basta avere le risorse, occorre avere visione”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di programmare gli interventi e indirizzare la spesa pubblica.
La sua struttura sta collaborando con circa 8 000 comuni, province e regioni per definire le condizioni necessarie a proseguire il percorso di digitalizzazione, anche con la graduale riduzione delle risorse straordinarie del Pnrr.
Prospettive future
Il prossimo passo sarà tradurre le indicazioni di Butti in provvedimenti concreti, bilanciando investimenti in rete, sviluppo dell’AI e tutela della concorrenza. Il mercato delle telecomunicazioni, ancora soggetto a pressioni sui prezzi e a margini compressi, dovrà trovare nuovi modelli di crescita sostenibili.
In sintesi, il rilascio delle frequenze mobili rappresenta per il governo italiano un’opportunità strategica: costruire una politica industriale integrata, garantire investimenti certi, e posizionare l’Italia come leader nell’adozione dell’intelligenza artificiale nel settore produttivo.
